Sfogo di Tombazis: "Io capro espiatorio e trattato male"

L'ex progettista della Ferrari aggiunge: "Non permetterò che i momenti brutti offuschino grandi ricordi"

Nicholas Tombazis, ex progettista della Ferrari, è tornato a parlare a qualche mese dal suo allontanamento dalla Gestione Sportiva di Maranello (avvenuto il 16 dicembre 2014), in seguito all'apertura del nuovo ciclo della Scuderia volto a ripristinare i fasti vissuti nei primi anni del 2000 targati Todt, Brawn, Byrne e Michael Schumacher.

L'ingegnere greco è stato licenziato in seguito agli ultimi risultati deludenti delle Rosse, nonostante la Ferrari abbia potuto contare sul talento e la perseveranza di Fernando Alonso. Tombazis ha voluto affidare i propri pensieri e le proprie parole riguardo il suo licenziamento e gli ultimi anni a capo del reparto progettazione del team di Maranello al Corriere della Sera.

"Non mi aspettavo il licenziamento per due motivi. Non respingo le responsabilità, ma sulla macchina del 2014, visto come era stato organizzato il team, ho lavorato molto meno rispetto ad altre. Il secondo: l’auto per il 2015 era la prima, dopo quella del 2008, sulla quale ho messo le mani per tempo. Ed è anche la prima che ha sfruttato una galleria del vento aggiornata. Non avremmo raggiunto la Mercedes, come ben si vede, però saremmo migliorati. Ma il mio stato d’animo non era condiviso da chi era giunto poco prima a Maranello".

Dopo le prime dichiarazioni, ecco la stoccata alla Ferrari: "La Ferrari avrebbe potuto mandarmi via in altri momenti; farlo ora, mi è parso illogico. Capro espiatorio? Un po’ sì. Bruschi? Formali: mi sarei aspettato un trattamento diverso, anche nel congedo. Dal 2010 la Red Bull è sempre stata superiore, però Fernando l’ha quasi battuta. Il titolo ci avrebbe aiutato? Sì, soprattutto sul piano psicologico. Però dal 2009 non abbiamo mai avuto una monoposto al top".

Tombazis ha poi voluto prendersi parte dei meriti della progettazione della SF15-T, vettura che è stata in grado di vincere due Gran Premi in questa stagione con Sebastian Vettel, a Sepang e all'Hungaroring. "Non sono una superstar che reclama meriti: si lavora in gruppo. L’auto del 2015 è stata mia quanto altre: è stata pensata un anno prima, è andata subito forte e io sono stato operativo fino all’inizio di dicembre, quando era già in produzione. Mi sarei aspettato il giusto riconoscimento per questo ruolo e mi domando che cosa mi avrebbero detto se la SF15-T fosse invece riuscita male...".

In chiusura, ecco la rivelazione del cruccio degli ultimi anni: non aver dato ad Alonso una vettura per vincere il titolo. "Ho un cruccio: non gli abbiamo mai dato un’auto vincente. È stato a lungo il pilota migliore e forse lo è ancora. Pian piano gli è montata la sfiducia: ci sta. Ma se la macchina era al massimo da quinto posto, Fernando arrivava quarto. Secondo la mia visione romantica, la Ferrari avrebbe fatto bene a tenere lui e... me. Ma non permetterò che i momenti difficili possano offuscare i ricordi fantastici che ho dei miei anni in Ferrari".

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