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F1 | Tombazis: "No alla sfida di chi è più scaltro nell’interpretare le regole”

Il greco, responsabile tecnico della FIA nel settore monoposto, per la prima volta ammette che "alcuni hanno escogitato un modo per aumentare il rapporto di compressione potenzialmente quando il motore è caldo". La FIA vuole evitare che il campionato si discuta nei tribunali e auspica una soluzione prima di Melbourne.

Nikolas Tombazis, FIA

Nikolas Tombazis, FIA

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Questa volta è uscito allo scoperto Nikolas Tombazis, il responsabile tecnico della FIA per l’area monoposto. Il greco si trova in un momento di difficoltà e sta cercando il modo per uscirne. Nel suo staff c’è chi aveva dato alla Mercedes il semaforo verde per la realizzazione della seconda micro camera nella testa del 6 cilindri siglato M17 per aumentare a caldo il rapporto di compressione da 16:1, previsto nominalmente dal regolamento, a 18:1.  

I tecnici della Federazione Internazionale sono finiti in un cul de sac perché nella riunione del PUAC (Power Unit Advisory Committee) che si è tenuta la scorsa settimana si è consolidata una maggioranza assoluta fra i Costruttori (Ferrari, Honda, Audi e anche Red Bull Powertrains) che vuole isolare la Mercedes e riscrivere la norma del regolamento tecnico e chiudere una questione che rischia di spaccare il paddock, portando la F1 della nuova era in tribunale magari già alla conclusione del primo GP. 

Tombazis in un video pubblicato sul canale YouTube della FIA spiega... “Siamo qui perché il grande cambiamento non riguarda solo le squadre, ma anche noi della FIA. Dobbiamo assicurarci che le monoposto corrano legalmente, ci sono nuove cose che dobbiamo monitorare in termini di conformità. È un grande apprendimento per tutti“. 

A dispetto degli interventi precedenti, la FIA ammette che ci sia un problema di conformità alle regole sul tavolo... “Ciò che rende la F1 eccitante è che sono le vetture più veloci e migliori del mondo: non è l’essere un secondo più veloci o più lenti, è la competizione. Senza regolamenti sarebbe molto facile costruire vetture veloci, il tempo sul giro non è di per sé l’unico obiettivo da raggiungere”. 

Mohammed Ben Sulayem, presidente FIA con Nikolas Tombazis, responsabile tecnico federale dell'area monoposto

Mohammed Ben Sulayem, presidente FIA con Nikolas Tombazis, responsabile tecnico federale dell'area monoposto

Foto di: Rudy Carezzevoli / Motorsport Images

Nikolas l’ha presa alla larga, ma poi è arrivato al punto... 
“Dato che ci sono ingegneri molto intelligenti e che spingono sempre per trovare un vantaggio, alcuni hanno escogitato un modo per aumentare il rapporto di compressione potenzialmente quando il motore è caldo, e questa è la discussione che ora stiamo avendo”.  

Mercedes minaccia di adire alle vie legali avendo in mano le carte FIA grazie alle quali a Brixworth hanno progettato e costruito una soluzione considerata legale, gli altri motoristi, invece, sarebbero pronti a presentare dei reclami per ottenere giustizia passando dal Collegio dei Commissari Sportivi: “Vogliamo che le persone competano in pista – ha proseguito Tombazis - e non nel collegio dei commissari o in tribunale. Siamo determinati a rendere questo un campionato di competizione tra i migliori piloti e ingegneri, ma non un campionato di interpretazione delle regole. Vogliamo che sia un campionato di capacità ingegneristica e di guida, non di chi è il più scaltro nell’interpretare le regole”. 

Adrian Newey, Chief Technical Officer di Aston Martin F1

Adrian Newey, Chief Technical Officer di Aston Martin F1

Foto di: Aston Martin


 
L'ingegnere greco ha un obiettivo: “La nostra intenzione è risolvere questi problemi per l’inizio della stagione”. Adrian Newey, al lancio della Aston Martin AMR26 ha detto senza mezze misure: “Sono chiaramente di parte, ma penso che tutti i motoristi siano d’accordo tranne uno e dunque vedremo come andrà a finire a Melbourne”. La partita è aperta: dalla PUAC sarebbe nata la proposta di adottare un sensore che consenta di misurare il rapporto di compressione a caldo, con il motore in moto.  

Non ci sarebbe la volontà di passare per una semplice direttiva tecnica come sarebbe concesso alla FIA, ma più probabilmente attraverso un vero e proprio cambiamento del regolamento tecnico di F1, ammettendo che alcune norme sono state scritte male, lasciando un’area grigia, troppo interpretabile.

La Federazione Internazionale, insomma, non vorrebbe andare a uno scontro frontale: l’intenzione sarebbe di trovare una quadra che non spacchi il sistema. Insomma l'idea sarebbe di non dare la patente del "furbo" a nessuno, ma la speranza è di trovare un consenso che sarà molto difficile far coagulare.

I test in Bahrain che inizieranno domani saranno importantissimi perché dovrebbero mostrare qual è l’effettivo stato dell’arte, visto che ci sono quattro team che dispongono della power unit Mercedes e non tutti saranno disposti a fare pretattica nascondendo il potenziale a disposizione, volendo scoprire le doti delle rispettive monoposto. 

Mentre si aspetteranno i responsi in pista, il tema spinoso verrà trattato in F1 Commission e capiremo, forse, quale sarà l’orientamento che verrà preso: guerra o pace? 

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