F1 | Test Pirelli: in Bahrain si valutano le nuove costruzioni per il 2026
La casa milanese è rimasta in Bahrain per altri due giorni di test insieme ad Alpine e Williams per continuare lo sviluppo degli pneumatici gomme 2026. Il programma di oggi si è incentrato sulla valutazione di una serie di diverse costruzioni, provate a parità di mescola, andando quindi a lavorare su quello che è il cuore della gomma.
Dopo tre giorni di test collettivi pre-campionato in Bahrain, con tutte le squadre che parteciperanno alla stagione di Formula impegnate, alcuni team sono rimasti a Sakhir per una sessione supplementare di prove in pista, ma questa volta non in ottica 2025, bensì 2026.
Infatti, Pirelli sta portando avanti il programma di sviluppo per gli pneumatici che verranno usati durante il prossimo ciclo tecnico, quando nel 2026 debutteranno nuove monoposto con Power Unit totalmente riviste e un’aerodinamica che garantirà meno carico rispetto a quella attuale.
Chiaramente, anche il costruttore di pneumatici deve arrivare pronto per questa nuova sfida ed è per questo che sono stati concessi 40 giorni di prove nell’arco dell’anno. Nel 2024 sono iniziati i primi test, sia per quanto riguarda le gomme da asciutto che per quelle da bagnato, proseguendo in questo inizio di 2025.
Ryo Hirakawa, alpino
Foto di: Pirelli
Ad accompagnare Pirelli nei test in Bahrain sono state Williams e Alpine, con l’obiettivo di sviluppare gli pneumatici da 18 pollici che equipaggeranno le monoposto a partire dal prossimo anno, di diametro inferiore e più strette (25 millimetri le anteriori, 30 le posteriori) rispetto alle attuali per garantire minore resistenza aerodinamica e un peso inferiore rispetto a quelle attuali, nonostante qualche team volesse cambiare i piani.
Il programma odierno era incentrato sulla valutazione di una serie di diverse costruzioni, provate a parità di mescola, quindi si è nella fase “cruciale” delle prove, dove si studia il cuore della gomma. Con questo programma il costruttore italiano vuole andare a comprendere le caratteristiche dei differenti prototipi, come la resistenza, la sopportazione della fatica o se vi è presenza di surriscaldamento, mantenendo fissa il compound per non introdurre ulteriori variabili.
Per la Williams è sceso in pista lo spagnolo Carlos Sainz, che ha completato in totale 116 giri, il più veloce nel tempo di 1’34”740, mentre per l’Alpine è stato impegnato il giapponese Ryo Hirakawa - reduce dalla 1812 Chilometri del Qatar, prima prova del mondiale Endurance, disputatasi venerdì scorso sul circuito di Lusail – che ha percorso 131 tornate, la più rapida nel tempo di 1’35”336.
Lo staff della Pirelli
Foto di: Pirelli
Entrambi i piloti erano al volante di una vettura modificata per alloggiare le gomme con le nuove specifiche, basata su quelle usate dalle rispettive squadre nel 2023: la A523 per l’Alpine, che aveva già girato sia a fine 2024 che in test a Jerez lo scorso febbraio, e la FW45 per la Williams.
Come si è già visto con le altre squadre sin dai primi test che si sono tenuti a settembre 2024, gli assetti sono più scarichi del solito e si fa ampio uso del DRS per tentare di avvicinarsi alle caratteristiche delle vetture del prossimo ciclo tecnico. Non potendo replicare direttamente quelle condizioni, si sono scelti degli escamotage per tentare di avere almeno delle corrispondenze in termini di carico e drag.
Le prove su questo circuito proseguiranno anche domani, quando scenderanno in pista Paul Aron per l’Alpine e Alexander Albon per la Williams.
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