Mercedes più potente di motore, Red Bull più scarica

L'analisi della telemetria fra il miglior giro in qualifica di Hamilton e quello di Verstappen ci offre delle interessanti chiavi di lettura: la freccia nera dispone di più motore e può usare un'ala più carica, mentre la Red Bull per compensare è costretta a soluzioni aerodinamiche più estreme. Max dovrà giocarsi il tutto per tutto in partenza, altrimenti la freccia nera avrà buon gioco a Barcellona.

Mercedes più potente di motore, Red Bull più scarica
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Quando si centra una pole position, la 100esima pole position della carriera per 36 millesimi di secondo, diventa difficile quantificare dove si è fatta la differenza: il mastino Max Verstappen sembra aver perso il tocco magico con la Red Bull? No, sarebbe ingeneroso nei confronti dell’olandese perché il divario è stato minimo su una pista completa come quella di Barcellona.

La RB16B è arrivata in Catalogna con l’imperativo di rimettere in fila le frecce nere, ma l’operazione è più complessa di quello che sembra, perché Max deve fare i conti con un pilota che sta spostando i limiti della storia, inanellando un record dopo l’altro con una naturalezza impressionante, come se tutto fosse facile.

I detrattori di Lewis si sono fatti forti sostenendo che l’inglese ha dominato l’era ibrida potendo contare sempre sulla migliore monoposto, ma quest’anno questo assioma scricchiola perché il Re nero ha iniziato la stagione con una indiscutibile inferiorità tecnica. E per costruire il bottino di otto punti iridati di vantaggio su Verstappen ci ha messo molto del suo, anche perché l’olandese non è disposto a concedere niente all’avversario, consapevole che un’occasione di battere le Mercedes non è detto che si ripeta l’anno prossimo con l’arrivo delle monoposto a effetto suolo.

Un fatto è certo: a un Lewis sublime si somma una Mercedes in crescita. Sulla W12 non abbiamo visto delle novità tecniche, perché la macchina di Montmelò è la stessa che si era vista a Portimao. Nel team campione del mondo aumenta la conoscenza di una macchina che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto fare la differenza dai primi chilometri dei test collettivi e che, invece, ha scoperto di dover inseguire la Red Bull.

A Barcellona si è avuta la sensazione che si sia arrivati a una sostanziale parità prestazionale e la differenza l’hanno fatta i minimi particolari. Mettendo in comparazione il miglior giro di Lewis con quello di Max in qualifica emergono alcuni dati interessanti.

Hamilton la pole position l’ha costruita nella parte centrale del circuito perché nel primo tratto erano praticamente alla pari. La sensazione è che la Mercedes abbia ritrovato la piena vigoria del motore e la Red Bull per contrastare la velocità massima della freccia nera abbia deciso l’azzardo di scaricare l’ala posteriore, utilizzando la versione con il profilo principale a cucchiaio meno resistente di quello piatto visto nelle libere del venerdì.

Un atto di coraggio su un tracciato che si orienta, invece, a usare configurazioni aerodinamiche che si avvicinano al massimo carico (la Ferrari ha fatto debuttare l’ala di Monte Carlo). E la differenza, come dicevamo, si è misurata nel tratto centrale fra la curva 4 e la 9 con una velocità di percorrenza decisamente maggiore proprio laddove i team misurano il carico assoluto per cui la W12 ha guadagnato 180 millesimi sulla RB16B.

Ciò che stupisce è come con una vettura con meno ala, Max Verstappen sia riuscito a svettare nell’ultimo settore che privilegia proprio la spinta verticale e la trazione potendo costruire un vantaggio di 144 millesimi su una Mercedes che, comunque, non mostra punti deboli.

Per riassumere, viene da dire che la Mercedes può permettersi un assetto aerodinamico più carico sapendo di disporre di qualche cavallo di potenza in più, mentre la Red Bull, che dispone del corpo vettura capace di generare più downforce, è costretta a non abusare delle ali per compensare la minore potenza del motore Honda.

Il sostanziale equilibrio tecnico, quindi, può essere rotto da chi commette meno errori. Verstappen con la vettura meno resistente deve giocarsi tutto in partenza: l’effetto scia combinato con la Red Bull più scarica può offrire all’olandese una buona opportunità per rendere dura la vita a Hamilton, tanto più che potrà sfruttare il miglior warm up delle gomme.

Se l’epta campione riuscirà a prendere il comando senza scossoni, allora sarà dura per Max ribaltare il risultato, visto che le Mercedes hanno mostrato un passo gara leggermente migliore. Insomma, tutto in una curva o quasi…

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