F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Mercedes: ecco il pulsante del brake magic di Hamilton

Dopo il divieto del DAS che era utile a scaldare le gomme, la Mercedes ha ulteriormente sviluppato un sistema che serve a innescare la temperatura degli pneumatici nel giro di lancio. Scopriamo come funziona il sistema che Lewis ha attivato inopinatamente dopo la seconda partenza, causando il lungo che lo ha privato di una possibile vittoria.

Mercedes: ecco il pulsante del brake magic di Hamilton

Lewis Hamilton lo ha chiamato brake magic. Nella comunicazione radio con i box l’inglese ha detto dopo il lungo alla curva 1 alla ripartenza del mini GP di due giri: “Ho lasciato attivo il brake magic? Avrei giurato di averlo spento".

E da quel momento è nata la caccia per capire quale sia il segreto che consente alla Mercedes di innescare la temperatura delle gomme nei giri di formazione della griglia o di ripartenza da una safety car, dopo che la FIA ha vietato a inizio anno l’uso del DAS.

La reazione di Toto Wolff, Team Principal and CEO, Mercedes AMG all'errore di Lewis Hamilton

La reazione di Toto Wolff, Team Principal and CEO, Mercedes AMG all'errore di Lewis Hamilton

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

L’epta campione ha gettato alle ortiche una possibile vittoria e la testa nel mondiale piloti con un dritto al secondo via da fermo di Baku. Lewis, scattato con un avvio migliore di quello di Sergio Perez, non è riuscito a svoltare per la prima curva: dopo il bloccaggio delle gomme anteriori in frenata, la W12 è andata dritta nella via di fuga pattinando.

Ripresa la pista dopo l’inversione di marcia, Hamilton ha rotto il silenzio radio temendo che il dritto sia stato provocato dal “pulsante magico”.

Il volante della Mercedes W12 con in alto a destra il magic brake, il bottone per attivare il sistema che scalda le gomme

Il volante della Mercedes W12 con in alto a destra il magic brake, il bottone per attivare il sistema che scalda le gomme

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Il campione del mondo ha poi chiarito con i giornalisti che lui il sistema lo aveva disattivato prima della partenza, ma che, mentre si stava difendendo dall’attacco di Sergio Perez con la Red Bull, deve aver inavvertitamente azionato il pulsante, provocando il bloccaggio in frenata e il conseguente lungo grazie al quale è finito fuori dalla zona dei punti.

Ma a cosa serve il brake magic e dove si aziona questo comando? Si tratta di un pulsante che si trova sul retro del volante nella parte alta. Se n’era sentito parlare già l’anno scorso quando George Russell aveva fatto la sua apparizione a Sakhir sulla freccia nera e il giovane inglese aveva parlato della necessità di usare il bottone magico.

Si tratta di una funzione che non ha niente a che fare con il tradizionale ripartitore di frenata che i piloti usano durante la corsa per spostare il carico della frenata da un asse all’altro per trovare il giusto bilanciamento in staccata in funzione del consumo delle gomme.

Per quella regolazione ci sono specifici comandi sul volante computer che consentono di ripartire la frenata: il pilota dispone di due pulsanti sulle razze (BB+ a destra e BB- a sinistra), mentre c’è una rotella verticale poco sopra l’impugnatura destra che serve a regolare manualmente la funzione.

Il volante della Mercedes W12 con i comandi del ripartitore di frenata

Il volante della Mercedes W12 con i comandi del ripartitore di frenata

Photo by: Mercedes AMG

Durante un GP il pilota trasferisce sull’anteriore una ripartizione tra il 55-60%. Niente a che vedere, invece, con il sistema automatico che porta il 90% della frenata sul davanti.

L’impianto non si limiterebbe a caricare la frenata sul treno anteriore, ma grazie al brake by wire, che controlla elettronicamente la frenata posteriore per combinare l’azione di pinze e dischi con l’intervento della MGU-K, il motogeneratore che ricarica l’energia cinetica in staccata e la converte in energia elettrica.

Quando la MGU-K entra in azione, si riduce la portata dell’impianto frenante, in modo tale che il pilota non debba avere comportamenti variabili della monoposto in staccata se il motogeneratore entra in azione o no. Non deve sorprendere, quindi, che le squadre abbiano mappe separate per gestire il bilanciamento del freno anteriore e posteriore, mentre in passato la ripartizione avveniva con una leva manuale posta al lato dell’abitacolo.

Azionando il brake magic non solo si trasferisce la frenata al 90% sull’anteriore, ma la MGU-K del sistema ibrido viene spinta al massimo per aiutare a portare in temperatura le gomme posteriori.

Si può ben capire, finalmente, perché Lewis Hamilton preferisca effettuare giri di formazione della griglia o di ripartenza dalla safety car a una velocità molto bassa: gli basta ridurre di poco l’apertura della farfalla del gas per far caricare il motore elettrico che agisce proprio come un freno, sapendo di contare su un sistema d’arresto puntato sull’anteriore.

Agli appassionati più attenti non sarà sfuggito che le Red Bull in queste delicate fasi non rinunciavano a zig-zagare per scaldare gli pneumatici, mentre la freccia nera continuava a procedere dritta lungo la traiettoria, potendo contare sull’aumento di calore trasferito ai cerchi dai freni particolarmente sollecitati.

Nella seconda griglia di partenza, l’inglese è arrivato alla sua piazzola in prima fila con un fumo vistoso che usciva dalle prese d’aria dei freni anteriori. Prima dello spegnimento dei semafori il campione del mondo ha disattivato il brake magic, contando su uno start fulminante.

Peccato che Hamilton, in maniera del tutto accidentale, si è trovato ad affrontare la staccata decisiva del mini GP con il brake magic inserito involontariamente: inevitabile che la W12 sia scivolata nella via di fuga, mandando in… fumo una possibile vittoria. Ma l’incredibile debacle della Mercedes ci ha permesso di scoprire una delle mille diavolerie che sono nascoste nelle monoposto attuali…

Lewis Hamilton, Mercedes W12 alla ripartenza finisce lungo nella via di fuga

Lewis Hamilton, Mercedes W12 alla ripartenza finisce lungo nella via di fuga

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

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