F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Ferrari: la doppietta di Singapore è utile per il 2020

Le modifiche alla SF90 che hanno debuttato a Singapore non sono servite solo al clamoroso uno due di Vettel e Leclerc di Marina Bay, ma hanno dato alla Rossa il carico necessario per innescare nel modo giusto la temperatura delle gomme, tanto che la monoposto 2020...

Ferrari: la doppietta di Singapore è utile per il 2020

La Mercedes deve correre ai ripari: l’ultima evoluzione della Ferrari che ha debuttato a Singapore pare abbia sensibilmente ridotto il gap di carico aerodinamico dalla freccia d’argento. E se la Rossa si è imposta a Spa e Monza per la minore resistenza all’avanzamento, a Marina Bay ha beneficiato della maggiore downforce, tanto che nel team campione del mondo hanno deciso di anticipare l’introduzione di una nuova sospensione anteriore (prefigurazione 2020) che doveva debuttare solo a Suzuka.

Chi si è accanito nel definire la SF90 una monoposto sbagliata, probabilmente, si è dovuto ricredere, perché anche nella prima parte della stagione la Ferrari ha avuto le occasioni per vincere delle gare prima della triplice che ha fatto seguito alle vacanze estive.

Charles Leclerc, Ferrari e il vincitore della gara Sebastian Vettel, Ferrari in posa per una foto di gruppo

Charles Leclerc, Ferrari e il vincitore della gara Sebastian Vettel, Ferrari in posa per una foto di gruppo

Photo by: Mark Sutton / Sutton Images

A Toto Wolff è venuto il muso lungo perché la macchina di Maranello un pezzo alla volta ha completato un puzzle vincente intorno al motore più potente del Circus. David Sanchez in persona ha seguito il debutto del pacchetto aerodinamico da alto carico.

Il capo degli aerodinamici si è fatto vedere anche in pit lane per evitare che gli uomini del Cavallino potessero pasticciare nella messa a punto: una volta tanto i risultati della pista sono stati quasi migliori di quelli sperimentali visti al CFD e in galleria del vento.

Nel Reparto Corse aspettavano Singapore per capire se anche lo sviluppo della monoposto 2020 era indirizzato sulla strada giusta: la doppietta di Marina Bay indica che a Maranello devono aver preso, finalmente, la direzione corretta da quando in Francia era stata introdotta una nuova ala anteriore.

Ferrari SF90, dettaglio del nuovo muso dotato del cape

Ferrari SF90, dettaglio del nuovo muso dotato del cape

Photo by: Giorgio Piola

Nel Sud est asiatico è apparso un muso inedito: l’aspetto frontale è rimasto lo stesso se non fosse comparso un profilo a metà del naso fra i due piloni di supporto dell’ala anteriore. Questo concetto era stato introdotto dalla Force India (Racing Point) e poi è stato ripreso dall’Alfa Romeo.

Ferrari SF90, dettaglio del muso dotato del profilo aggiuntivo e del cape a confronto con quello standard

Ferrari SF90, dettaglio del muso dotato del profilo aggiuntivo e del cape a confronto con quello standard

Photo by: Giorgio Piola

In realtà i tecnici del Cavallino sono intervenuti per sviluppare a monte il cape di derivazione Mercedes: e così sono spariti i tre vistosi soffiaggi nei lunghi piloni per lasciare il posto al mantello di Manta che assicura un maggiore riempimento di flusso sotto al telaio.

Il “diffusore” anteriore è più piccolo di quello della W10 ma consente una generazione di vortice che energizza l’aria destinata a bargeboard e fondo. Non è affatto casuale che la Ferrari sia riuscita a tenere le gomme nella giusta finestra di utilizzo, sfruttandone appieno il potenziale tanto in qualifica (con la pole di Leclerc) che in gara (con il successo di Vettel).

Ferrari SF90, dettaglio del nuovo fondo visto a Singapore

Ferrari SF90, dettaglio del nuovo fondo visto a Singapore

Photo by: Giorgio Piola

E, probabilmente, non è un caso che abbia dato dei risultati positivi anche il fondo, spesso bocciato dopo le prove libere nelle evoluzioni intermedie. C’è stata una vera e propria proliferazione di quelli che Giorgio Piola chiama i “funghetti” in carbonio: deviatori di flusso e generatori di vortice collocati sopra ai binari con il chiaro intento di orientare l’aria, mentre sono stati irrobustiti gli elementi metallici chiamati a legare i binari.

Così si controllano le deformazioni dei singoli binari in carbonio che altrimenti possono modificare l’andamento dei flussi secondo un orientamento non programmata che determinava repentine variazioni di comportamento e perdite di carico.

Gli interventi hanno riguardato anche la porzione di fondo davanti alla ruota posteriore dove i tecnici cercando di ridurre l’effetto del “tyre squirt” garantendo anche al retrotreno un maggiore carico verticale.

Ferrari SF90, dettaglio del diffusore posteriore con la sezione a V dell'ultimo profilo

Ferrari SF90, dettaglio del diffusore posteriore con la sezione a V dell'ultimo profilo

Photo by: Giorgio Piola

Poco appariscente, ma non per questo meno importante, nel pacchetto aerodinamico di Singapore c’era un’inedita modifica al diffusore posteriore. La porzione più esterna è stata modificata visto che l’ultimo profilo più a sbalzo è legato al primo con un rinforzo metallico che anche qui, come nel fondo, serve a evitare nocive flessioni.

Ferrari SF90, disco dei freni anteriore Brembo con sette fori di raffreddamento obliqui

Ferrari SF90, disco dei freni anteriore Brembo con sette fori di raffreddamento obliqui

Photo by: Giorgio Piola

Quella di Marina Bay è anche una pista molto impegnativa per i freni: sulla SF90 sono stati montati dei dischi Brembo con sette fori di raffreddamento in obliquo. A differenza delle Mercedes che hanno accusato dei surriscaldamenti dell'impianto frenante nell'anteriore, le Rosse nbon hanno accusato alcun problema. La soluzione è stata fornita anche ai due piloti dell'Alfa Romeo...

La Ferrari, insomma, sembra aver voltato pagina ed è attesa a una verifica già nel weekend a Sochi, una pista che sulla carta non dovrebbe esaltare le doti della SF90. Proprio come a Marina Bay…

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