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F1 | Suzuka: quest'anno ci sarà una nuova zona con l'aerodinamica attiva prima della 130R

Suzuka si "adatta" alle richieste delle monoposto 2026, con la FIA che ha deciso di permettere l'utilizzo dell'aerodinamica attiva anche sull'allungo dopo la Spoon, sebbene le ali si chiuderanno quando i piloti dovranno affrontare la 130R con il massimo carico disponibile. Confermata la zona attiva sul rettilineo di partenza.

Dettaglio del circuito di Suzuka

Nel corso degli anni, Suzuka è sempre stato uno degli appuntamenti con il minor numero di zone DRS, generalmente limitate al rettilineo principale, nonostante le numerose sezioni a gas spalancato che caratterizzano il tracciato giapponese.

Un limite legato soprattutto alla sicurezza: molte delle zone a gas aperto si trovano infatti in tratti in cui si percorre una curva o, nella parte finale, con punti di ingresso curva molto veloci. Condizioni in cui la Federazione non ha mai voluto correre rischi, anche alla luce delle elevate prestazioni delle vetture.

Proprio lo scorso anno, ad esempio, si è visto quanto mantenere il DRS aperto all’ingresso di curva uno potesse essere pericoloso, con Jack Doohan finito contro le barriere dopo aver tentato di affrontare il primo tratto della pista nipponica con l’ala posteriore spalancata. Tuttavia questo si scontra con le esigenze delle attuali vetture 2026.

Ala posteriore Audi

Ala posteriore Audi

Foto di: Audi

Per ridurre il consumo energetico, le nuove monoposto devono trascorrere quanto più tempo possibile con le ali anteriore e posteriore aperte, così da limitare la resistenza all’avanzamento. Per questo la FIA ha deciso di consentire l’uso dell’aerodinamica attiva anche sull’allungo dopo la Spoon e in direzione della 130R, permettendo alle vetture di risparmiare energia in uno dei tratti altrimenti più critici.

Si prevede tuttavia che l’aerodinamica attiva ritorni in posizione chiusa per affrontare la 130R, così da permettere alle vetture di entrare in curva con il massimo carico disponibile, soprattutto considerando che le nuove monoposto non raggiungono i picchi velocistici del precedente ciclo tecnico. In altri tratti, invece, si è scelto di ridurre i rischi.

Potenzialmente si sarebbe potuto osare installando un’altra zona attiva tra curva 11 e curva 13, ma quel tratto non è rettilineo e il rischio era quello di ritrovarsi in una situazione simile a quella di Albert Park, dove alcuni piloti avevano lamentato una carenza di carico all’anteriore con l’ala aperta che innescava un fastidioso sottosterzo.

Se si considera inoltre che l’ingresso della Spoon è piuttosto veloce, è facile capire perché la Federazione non abbia voluto correre ulteriori rischi. Lo stesso discorso vale per l’allungo tra curva 9 e 11, perché in passato curva 10 si percorreva in pieno per poi frenare con la vettura quanto più dritta possibile.

Sul fronte della gestione energetica, indubbiamente in molti proveranno a usare il primo settore come un'area dedicata più alla rigenerazione o centellinare l'energia, in particolare nel lungo serpentone, dove ci saranno diverse aree transitorie con gas parzializzato dove si potrà far lavorare l'MGU-K in maniera differente, per poi sfruttare il motogeneratore elettrico sui rettilinei del secondo e terzo intertempo. 

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