F1 | A Stroll non resta altro che divertirsi nel "Piccolo campionato Aston Martin"
Lance Stroll e Fernando Alonso sono costretti a lottare tra loro durante i GP, nella consapevolezza di non poter fare di più al volante di una AMR26 che non ha mantenuto le promesse. Il canadese, per divertirsi, ha iniziato a parlare di "campionato Aston Martin" per lottare con Fernando...
Lance Stroll, Aston Martin Racing, Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images
Quando sai di non avere alcuna possibilità di lottare per le posizioni che contano, né per vincere, né per cogliere podi, né tanto meno per andare a punti, puoi fare solo una cosa: cercare qualcosa, anche solo un piccolo appiglio per trovare un minimo di soddisfazione e passare attraverso una situazione che è distante anni luce dai tuoi desideri.
Lo hanno capito bene sia Fernando Alonso e Lance Stroll. I due piloti di Aston Martin Racing, dopo aver probabilmente sognato un avvio di 2026 da incorniciare con l'arrivo di ingegneri d'altissimo profilo a Silverstone, si sono trovati in realtà a battagliare con le Cadillac, ultime arrivate nel Circus iridato.
Dalle stelle - in realtà solo ammirate nei sogni - alle stalle. E non deve essere facile per piloti di Formula 1, ovvero tra i più bravi del pianeta a pilotare vetture da corsa su 4 ruote. Figurarsi con le attese squarciate da una realtà impietosa sin dai test pre-stagionali.
Una stagione di 22 gare è lunga. E se si corre per le ultime posizioni può diventare interminabile. Ecco che allora c'è chi, come Lance Stroll, ha provato a dare dell'inferno una sorta di piccolo paradiso immaginario nel lottare con il proprio compagno di squadra.
Alla richiesta di riassumere la gara, Stroll ha dichiarato a F1 TV: “Non è stato granché, ma mi stavo divertendo in gara con Fernando nel nostro piccolo campionato, il nostro campionato Aston Martin".
Lance Stroll, Aston Martin Racing, Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
“Mi stavo godendo la gara anche se eravamo lenti e lottavamo per le ultime posizioni. Suzuka è sempre una bella pista su cui guidare, quindi mi stavo godendo i miei giri ed è un peccato non essere riusciti ad arrivare al traguardo".
“Siamo arrivati in Australia al 100% sicuri di non poter finire la gara,” ha detto il due volte campione del mondo di F1. “La settimana successiva in Cina eravamo convinti al 95% di non poter concludere la gara e ora, alla terza, abbiamo finito".
“Non è il passo che vogliamo, ma c’è qualche progresso e c’è lavoro nel team per continuare a migliorare. Quindi sì, si spera che questo sia il primo passo per motivare tutti e continuare a migliorare".
Che le AMR26 facessero una sorta di campionato a parte non diventa vero solo perché affermato da Stroll. Ma soprattutto per i dati che le monoposto di Silverstone hanno, loro malgrado, regalato.
Per far capire quanto le verdone fossero in difficoltà, basti pensare che nel serpentone di Suzuka le monoposto di Silverstone prendevano circa 20 chilometri orari dalle monoposto di riferimento del gran premio. In quel tratto un'enormità, che va per altro sommata a tutto ciò che veniva perso nei tratti precedenti e seguenti dell'impegnativo nastro d'asfalto giapponese.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Alonso ha persino affermato che le vibrazioni erano “più gestibili” in Giappone, ma sta semplicemente cercando di cogliere ogni piccolo aspetto positivo possibile, soprattutto considerando che Suzuka era la gara di casa per Honda.
“So che stanno lavorando davvero duramente,” ha aggiunto. “Dall’Australia stiamo parlando costantemente e so che questa era una gara speciale per Honda qui, e volevamo dare il massimo. Il massimo, purtroppo, è stato solo finire la gara".
“Ma penso che sia già qualcosa per dimostrare che siamo impegnati ad aiutarli e a stare loro vicini. È difficile per tutti, ma siamo una squadra sola e miglioreremo insieme".
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