F1 | Strategie: si pensa a una sola sosta, ma il freddo può cambiare gli equilibri?
Budapest si è svegliata sotto un cielo carico di nuvole, con il sole tenuto lontano. Il rischio pioggia è ridotto, ma non del tutto escluso, mentre temperature rigide e vento giocano un ruolo cruciale. Chi parte davanti guarda alla strategia a una sosta per ridurre i rischi, ma c’è chi potrebbe cambiare gli scenari con una gara all’attacco?
In soli tre giorni, il weekend di Budapest ha cambiato totalmente volto quattro volte. Venerdì la pista era asciutta e sfiorava i 40°C, con condizioni rimaste pressoché stabili per tutta la giornata. Al contrario, al sabato si è passati dagli oltre 50°C della FP3 e inizio qualifica fino ai 35°C registrati alla fine delle prove ufficiali, con uno sbalzo termico e un cambiamento repentino delle condizioni che ha mischiato i valori.
Chi si aspettava il sole domenica pomeriggio rimarrà deluso, perché il cielo di Budapest è ancora colmo di nuvoloni che minacciano il Gran Premio. Il rischio pioggia, caduta anche in nottata, si è ridotto in vista della gara, ma non è ancora totalmente escluso. Tuttavia, anche senza rovesci, ciò non vuol dire che le nuvole non abbiano un effetto importante.
Senza il sole che può scaldare la pista, per tutta la mattinata le temperature del tracciato sono rimaste molto basse, in parte anche per le chiazze ancora umide lasciate dalla pioggia. Durante la Feature Race di F2, ad esempio, la temperatura dell’asfalto non ha superato i 25°C, il che significherebbe correre con un tracciato di 10°C più freddo rispetto a quello di ieri, senza contare che il vento non si è placato.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Anche nella mattinata di domenica, infatti, non sono mancate le folate, con un meteo più imprevedibile che, come visto durante le qualifiche, può avere un impatto importante nella ricerca della performance. Certo, in gara la situazione tende a stabilizzarsi rispetto al giro secco, quando si è al limite nella ricerca della prestazione, ma, a seconda della direzione, potrà avere anche oggi un effetto importante.
Dal punto di vista meramente strategico, la gara si gioca su due differenti opzioni, come menzionato da Mario Isola analizzando le possibili tattiche di gara. Si va da una possibile singola sosta, che può rappresentare l'opzione più gettonata date le difficoltà nel sopravanzare un avversario, al doppio pit stop, strategia sulla carta più rapida in base ai dati raccolti al venerdì, quando la pista era però più calda.
Questo è un po’ il problema perché, con le temperature più basse di oggi, le gomme dovrebbero registrare minor stress, in particolare al posteriore. Ma c'è un altro tema: fino a questo punto del weekend, dato l’asfalto più caldo negli scorsi giorni, nessuno si è lamentato del graining, anche perché gli pneumatici Pirelli 2025 in realtà hanno contribuito a ridurre questo fenomeno.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Ma con temperature così basse, non è impossibile che il bilanciamento possa cambiare e che l’asse messo più sotto stress, in particolare nei primi giri della gara, possa diventare l’anteriore, fattore che McLaren, per esempio, mal digerisce. Tuttavia, Andrea Stella è certo che la MCL39 possa esprimersi al meglio, nonostante non goda dello stesso vantaggio che avrebbe avuto con una pista molto calda, dove la vettura di Woking avrebbe potuto mostrare le sue qualità nella gestione del retrotreno.
“Sono ottimista sulla possibilità di esprimere il ritmo della vettura al massimo del suo potenziale, la Ferrari è in gioco ma, allo stesso tempo, siamo fiduciosi di avere tutto ciò che serve per lottare per la vittoria. Penso che qui, all'Hungaroring, nonostante la Q3, abbiamo dimostrato che la vettura è veloce". McLaren ha optato per delle ali più cariche e spera che il degrado, nonostante le temperature più basse, possa essere comunque marcato, complice la pista green dopo la pioggia di questa notte.
La strategia teoricamente più veloce è quella a due soste con Media-Hard-Hard, seguita poi a distanza dalla singola sosta che, sulla carta, dovrebbe essere dieci secondi più lenta. Ma con il progressivo calo della temperatura dell’asfalto entrano in gioco altri fattori, non solo legati al graining: il gap tra le tattiche sul tavolo degli ingegneri dovrebbe ridursi a favore della singola sosta, provando a gestire il ritmo.
Set da gara Pirelli per il GP d'Ungheria: i top team si sono cautelati per entrambi gli scenari
Foto di: Pirelli
Di base, per chi sta davanti impostare la gara sulla singola sosta avrebbe senso, in parte perché qui è difficile sorpassare, in parte perché si ridurrebbe il rischio di esporsi a un undercut se non si ha il passo per scappare. Questi fattori spingono di base la gara su una sosta, mentre per innescare i due pit stop servirebbe o una gara molto veloce, o delle difficoltà nell’estrarre il grip dalla gomma oppure qualcuno che mischi le carte in tavola. E per questo sarà importante la lettura in tempo reale.
“Se decidessero invece di impostare la gara su due soste, allora la sequenza Soft-Medium-Hard sarebbe probabilmente la migliore: sei veloce all’inizio, sfrutti il Medium per un undercut molto potente su questa pista, e poi chiudi con l’Hard. Nessuno si è lamentato del warm-up”, ha aggiunto Isola. Per chi non ha nulla da perdere, questa potrebbe diventare un'opzione per tentare qualcosa di differente.
Per certi versi, potrebbe diventare una gara simile a quella del 2022 e per cui sarà interessante anche capire il ruolo di Max Verstappen. La Red Bull ha faticato per tutto il weekend, ma cosa accadrebbe se, per tentare di superare alcune delle vetture davanti, il team di Milton Keynes decidesse di anticipare la sosta con un effett potenzialmente a cascata? Non sarebbe la prima volta in stagione che gli strateghi provano qualcosa di aggressivo per "salvare" la situazione. Quell’anno la strategia a due soste fu “obbligatoria” per tutti, ma qui potrebbe cambiare le carte in tavola.
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