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F1 | Strategia gomme: in gara ci sarà chi partirà con le hard!

Durante i test di Sakhir gli pneumatici a mescola C2 della Pirelli hanno mostrato un degrado maggiore del previsto, per cui non ci sarà da sorprendersi se nel GP del Bahrain vedremo dei piloti scattare allo spegnimento dei semafori con la C1, visto che non ci sarà più il vincolo di usare la gomma della Q2. Vedremo diverse sorprese...

Nicholas Latifi, Williams FW44

L’ultima giornata di prove in Bahrain ha proposto le prime vere simulazioni di gara. Le squadre si sono concentrate molto sulle mescole più dure della gamma Pirelli, C1 e C2, che insieme alle C3 sono state selezionate per il primo weekend di gara dell’anno. In alcuni casi si sono visti piloti completare anche più ‘run’ montando la stessa mescola, valutando il comportamento degli pneumatici più duri con alto e medio carico di carburante.

Una delle novità del regolamento sportivo 2022 è la cancellazione dell’obbligo che imponeva di montare al via delle gare lo stesso set di gomme utilizzato in qualifica per passare il taglio della sessione Q2, un vincolo che ha condizionato le strategie dei top team negli ultimi anni.

A partire da questa stagione le squadre potranno scegliere liberamente la mescola da montare al via della gara, lasciando libertà totale di pianificare il Gran Premio senza obblighi se non quello di utilizzare almeno due compound differenti.

Le prove del Bahrain hanno promosso la mescola C3, come confermano diversi long-run di 18/20 giri, ovvero la distanza richiesta a quella che sarà la soft del prossimo fine settimana. Ci sono invece più incognite sulla C2, che al momento ha confermato un degrado maggiore del previsto soprattutto se le condizioni del prossimo weekend saranno le stesse viste nella seconda giornata di test, ovvero quasi 50 gradi di temperatura asfalto.

In questo scenario non è da escludere categoricamente che nelle gare più calde e più stressanti per le gomme vedremo delle monoposto prendere il via della gara con gomme hard, una scelta che fino allo scorso anno era di fatto impossibile a causa dei vincoli imposti in qualifica.

Sulle piste come quella di Sakhir, ovvero con un asfalto molto abrasivo e solitamente con temperature elevate, montare in partenza il compound più duro consentirà di poter gestire la strategia di gara potendo contare su una finestra per il pit-stop più ampia. La controindicazione è la necessità subito dopo il via di portare le gomme in temperatura il più presto possibile, ma il rischio potrebbe essere compensato dai benefici.

La chiave sarà la stabilità, e anche qui al momento le mescole più dure sembrano offrire maggiori garanzie. I compound più morbidi nei primi giri rendono le vetture sottosterzanti nei tratti lenti, a causa della maggior grip del retrotreno, e proprio la richiesta di trazione accelera progressivamente il calo degli pneumatici posteriori portando presto la vettura su un comportamento sovrasterzante.

“Gara dopo gara la situazione migliorerà – ha commentato un ingegnere – c’è da considerare che siamo ancora all’inizio del lavoro di setup su queste vetture, è ancora tutto molto acerbo. Ma presto le squadre troveranno i migliori compromessi”.

In vista del primo weekend di gara stagionale, sul fronte gomme preoccupa un po' anche la tendenza al bloccaggio in frenata confermata da quasi tutte le monoposto.

Un ‘flatspot’ durante i test comporta un ritorno anticipato ai box, ma in gara il prezzo da pagare è ben diverso. La rigidità delle vetture, e le altezze ridotte da terra, mettono a dura prova gli pneumatici che già per le loro caratteristiche di base (il fianco delle 18” è più basso e più rigido) comporta una maggiore tendenza al bloccaggio.

I piloti dovranno prestare molta attenzione soprattutto nei primi giri degli stint, ma il Bahrain in viene in soccorso. La pista di Sakhir offre ampi spazi di fuga, e in caso di frenata troppo lunga i piloti eviteranno i bloccaggi degli pneumatici transitando negli ampi spazi esterni. Ma già dalla tappa successiva di Jeddah, non potranno più contare su questo salvagente...

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