F1 | Russell: l'efficacia in qualifica è un mix tra stile e crescita mentale
Russell è stato autore di un 2024 complessivamente positivo, in cui non sono mancati i picchi tra ottime qualifiche e qualche vittoria. Spesso a far la differenza sono state le prestazioni sul giro secco, che lo stesso Russell ha spiegato attraverso alcuni fattori, come lo stile di guida, la fiducia nell'auto e la crescita a livello mentale.
Tra i piloti che hanno ben figurato nella stagione 2024 c’è senza ombra di dubbio George Russell, capace di centrare due vittorie a cui, in realtà, si aggiungere un terzo successo a Spa, seppur strappato a causa di una squalifica per la vettura sottopeso.
Sin da inizio campionato, Russell ha subito mostrato un ottimo stato di forma, rappresentato il faro della Mercedes in una fase in cui Lewis Hamilton stava ancora prendendo le misure della W15, macchina che ha mal digerito in diverse fasi della stagione, in particolare in qualifica. Nel corso degli anni, Russell si è sempre dimostrato un pilota melto fficace sul giro secco, tanto che in Williams era definito come “Mr. Saturday”, ma nella stagione da poco conclusa questo aspetto è in maniera ancora più chiara.
Secondo Russell, per spiegare questa differenza rispetto a Hamilton ci sono diversi elementi, che in parte sono legati al percorso di crescita mentale e allo stile di guida del britannico, che si adatta bene a questa generazione di monoposto a effetto suolo. Sul piano tecnico, però, vi è anche da sottolineare un elemento cruciale nella disamina, ovvero quando la W15 sia stata una vettura complessa da portare al limite.
George Russell, Mercedes F1 W15
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Una maggior fiducia nella vettura, specie nelle curve veloci
Già dalle prime gare del 2024, Mercedes è stata limitata da un fenomeno che gli ingegneri conoscevano bene, essendo stato uno degli elementi che ha miniato il percorso delle vetture di Brackley negli ultimi anni, ovvero il bouncing. Un aspetto che, tranne nella parte centrale di stagione, quando i tecnici erano riusciti a trovare un miglior compromesso, ha spesso rappresentato uno dei diversi fattori limitati della W15.
Sebbene la W15 si sia posta come una di quelle vetture capace di mandare in temperatura velocemente le gomme per il giro secco, dall’altra parte proprio queste difficoltà nel gestire il bouncing e trovare la fiducia necessaria hanno reso molto più complesso per i piloti riuscire a estrarne il massimo potenziale.
Hamilton è sicuramente quello che, tra i due portacolori Mercedes, ha sofferto maggiormente questo aspetto, come visto in diversi appuntamenti stagionali, mentre Russell in più occasioni ha trovato quella fiducia o quella soluzione tecnica per convivere meglio con quel problema. Ad esempio, ciò si nota bene in una delle ultime qualifiche dell’anno, in Brasile, dove il tanto bottoming aveva spinto Mercedes ad alzare leggermente la vettura, pur a discapito di una perdita di carico.
Il confronto in Brasile tra Hamilton e Russell: si notano le differenze nei tratti veloci
Sotto la pioggia, di solito elemento naturale per Hamilton, il sette volte iridato ha mostrato tanta fatica nei tratti veloci non sentendo l’apporto necessario dal carico generato dal fondo, tanto da dover alzare l’acceleratore in maniera più marcata del compagno di squadra. Quello del Brasile, dove Russell riuscì a centrare un bel secondo posto sulla griglia mentre Hamilton fu eliminato in Q1, è solo uno dei diversi esempi in cui si può riscontrare questa differenza, come visto anche ad Austin e in altre tappe.
L’aspetto dello stile di guida
Sebbene Russell sia sempre stato un pilota efficace sul giro secco, dall’altra parte il britannico ritiene che il suo stile di guida si sia adattato bene alle attuali monoposto a effetto suolo e che questo sia uno degli elementi che gli hanno consentito di essere così competitivo durante il 2024. Chiaramente, ciò non vuol dire che non ci siano stati periodi più difficili, come nel 2022 o a metà del 2023 quando, nel tentativo di sperimentare con il setup perse la strada, rendendosi autore di qualche gara anonima.
Parlando proprio dell’efficacia in qualifica, Russell ha affermato che il suo stile si adatti bene all’attuale generazione di vetture, sebbene sia un tratto che gli ha permesso di fare la differenza anche in passato: “Penso che probabilmente il mio stile di guida naturale abbia funzionato bene con queste vetture. Ma, allo stesso modo, i miei numeri in qualifica rispetto ai miei compagni di squadra nella generazione precedente erano comunque buoni e in ogni categoria sono stati ottimi", ha raccontato Russell.
“Ma, ovviamente, Lewis è stato il mio compagno di squadra più difficile [da battere], quindi credo che questo sia il motivo per cui questo elemento sia stato evidenziato un po' di più". Al contrario, quando in gara certi aspetti diventavano meno cruciali nella ricerca della prestazione pura, Hamilton ha dimostrato di saper ritrovare il passo, anche se spesso la posizione di partenza ha avuto un impatto importante.
George Russell, Mercedes F1 W15
Foto di: Mercedes AMG
Con questa generazione di vetture è molto difficile riuscire a estrarre il massimo dall’asse anteriore in fase di percorrenza curva, non solo perché tendenzialmente l’avantreno è più debole del posteriore, ma anche perché le gomme da 18 pollici offrono un supporto differente rispetto alla precedente specifica da 13 pollici. Diversi piloti, come ad esempio Kevin Magnussen, hanno quindi trovato maggiori difficoltà, specie sul giro secco, perché rendono più complessa la fase combinata, quando si cerca di portare tanta velocità in entrata agendo poi sul freno mentre si cerca di far ruotare la vettura.
Il fattore dell’esperienza e della crescita mentale
Riguardo al suo approccio, Russell ha anche detto che l'esperienza è una parte importante ora che ha completato sei stagioni in F1, senza contare che alla fine di un campionato si conoscono meglio i punti di forza e di debolezza di una monoposto.
"Con il passare della stagione si impara a capire cosa si deve fare per ottenere il massimo dalle gomme, quali sono i punti di forza e quali sono le debolezze. Tuttavia, credo che tutti acquisiscano esperienza con il passare del campionato", ha aggiunto Russell, prima di menzionare un altro elemento su cui crede di aver fatto un netto passo in avanti rispetto al passato, ovvero quello della tenuta mentale.
“Ad essere sincero, mi sono sentito davvero a mio agio con la macchina [nel 2024]. E ho anche fiducia in me stesso. Sento che psicologicamente sono in una posizione molto buona, soprattutto quando si tratta di scenari ad alta pressione, per ottenere il massimo da me stesso. Non voglio fare paragoni, ma dal punto di vista personale, senso che sto guidando meglio che mai”.
George Russell, Mercedes F1 W15
Foto di: Jordan McKean - Motorsport Images
In passato, da parte di Russell non sono mancati degli errori nei momenti di alta pressione o in cui c’era da giocarsi un risultato importante. Tuttavia, il britannico crede di aver fatto dei passi in avanti su questo fronte, anche nel modo in cui gestisce i risultati negativi.
“Penso che ogni pilota sia in grado di fare ottimi giri e prestazioni fantastiche, ma quando la pressione aumenta e si arriva a quel giro in Q3, è lì che cambia tutto. Sento di aver imparato molto su me stesso e su come ottenere il massimo, anche se per ognuno è diverso. Ma io so cosa funziona per me”.
“Ma anche nel gestire i risultati negativi, credo di essere stato abbastanza bravo nel capire come provare a chiudere quel capitolo, ad andare avanti e a imparare qualcosa, mentre penso che la mia versione più giovane probabilmente si sarebbe soffermata su qualcosa un po' più a lungo".
"Ricordo che nel 2022 ho avuto una serie di gare davvero negative. È stata la prima volta in quella stagione che mi sono trovato lontano come performance e questo probabilmente mi ha condizionato per almeno una o due gare in più rispetto a quanto avrebbe dovuto. Mentre ora, anche in una sessione FP3, o anche nella sessione Q2, se sono dietro, non mi stresso. So che non importa quello che è successo prima. È quel giro in Q3 che farà la differenza".
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