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F1 | Stella: "Porpoising preoccupante dai primi giri, ma in Qatar non ci sarà"

Il team principal umbro ha spiegato quali sono state le cause che hanno determinato la squalifica delle due McLaren a Las Vegas: Andrea ammette che le azioni correttive adottate dai piloti per evitare il consumo del pattino non sono servite, ma Lusail il problema non si presenterà. I piloti saranno lasciati liberi di lottare per il titolo.

Andrea Stella, McLaren

Andrea Stella, McLaren

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Andrea Stella ha chiarito la posizione della McLaren in merito a quanto accaduto al termine del Gran Premio di Las Vegas. La squadra ha completato le sue analisi interne, arrivando ad identificare i motivi che hanno portato alla clamorosa doppia esclusione dalla classifica di gara di Lando Norris e Oscar Piastri. Il team principal non crede che la squadra dovrà ancora affrontare una situazione simile a quella subita sullo Strip Circuit statunitense, e ribadisce che nelle ultime due gare della stagione non ci saranno cambiamenti nella politica di gestione dei piloti.

Avete identificato una causa specifica che ha determinato l’eccessiva usura del pattino posteriore che ha portato alla squalifica di Las Vegas?
“La causa specifica che ha portato a questa situazione è stata l'inaspettata comparsa di grandi oscillazioni verticali della monoposto. Il livello del saltellamento è stato incentivato dalle condizioni in cui la vettura ha operato durante la gara, un comportamento che non era previsto sulla base di quanto visto nelle prove libere e in base alle previsioni che avevamo come finestra operativa della vettura in gara".

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Glenn Dunbar / LAT Images via Getty Images

"Secondo i dati acquisiti nelle prove libere non credevamo di essere esposti a rischi eccessivi in termini di altezza da terra, ma abbiamo comunque aggiunto un margine di sicurezza per qualifiche e la gara. La comparsa inattesa delle oscillazioni verticali ha annullato questo margine e la monoposto è entrata in contatto con l’asfalto. La condizione di porpoising sviluppata dalla vettura in gara è stata difficile da mitigare, poiché anche una riduzione della velocità, che, in teoria, dovrebbe aumentare la distanza dal suolo, si è rivelata efficace solo in alcune parti del tracciato, ma in altre si è rivelata controproducente”.

Avete avuto un preallarme durante la gara?
“Fin dai primi giri i dati hanno evidenziato chiaramente che il livello di porpoising era preoccupante. Siamo riusciti a monitorare meglio la situazione sulla vettura di Lando utilizzando i dati della telemetria, mentre sulla monoposto di Oscar è stato più difficile a causa della rottura di uno dei sensori che utilizziamo per stabilire il livello di porpoising".

"Ci siamo resi conto relativamente presto che questo livello di saltellamento stava causando un'elevata energia di usura, e questo è il motivo per cui entrambi i piloti hanno iniziato ad adottare misure correttive in diverse parti del circuito. Purtroppo, abbiamo notato che a causa delle caratteristiche della pista la maggior parte di queste azioni non era sufficientemente efficaci nel ridurre il porpoising”.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

La decisione dei commissari tecnici e sportivi vi ha sorpreso?
“Abbiamo verificato insieme al delegato tecnico che la misurazione dello spessore dei pattini fosse corretta. Anche se l'usura eccessiva è relativamente limitata e in un solo punto (0,12 mm per Lando e 0,26 mm per Oscar), il regolamento è molto chiaro sul fatto che i pattini posteriori debbano avere uno spessore di almeno 9 mm a fine gara in ogni punto. A differenza delle norme sportive o finanziarie, per le violazioni del regolamento tecnico non esiste alcuna proporzionalità nell'applicazione delle sanzioni".

"La stessa FIA ha ammesso che questa mancanza di proporzionalità dovrebbe essere affrontata in futuro per garantire che infrazioni tecniche minori e accidentali, con benefici minimi o nulli in termini di prestazioni, non comportino conseguenze sproporzionate. Va inoltre ricordato che la stessa FIA ha sottolineato che l'infrazione non era intenzionale, non vi è stato alcun tentativo deliberato di eludere il regolamento e che erano presenti anche circostanze attenuanti, come abbiamo spiegato ai commissari”.

Credi che le stesse condizioni potrebbero verificarsi nuovamente in Qatar?
“Le condizioni che abbiamo sperimentato lo scorso fine settimana, e che hanno portato all'insorgenza del fenomeno del porpoising, sono molto specifiche, legate alla finestra operativa della monoposto sul tracciato di Las Vegas e alle caratteristiche del circuito. Abbiamo un metodo consolidato per impostare la vettura, e siamo fiduciosi che questo ci porterà a non avere alcun problema nelle prossime gare, a partire dal Lusail. Tuttavia, impariamo da ogni lezione e quella di Las Vegas è stata in grado di fornirci alcune informazioni utili sulla finestra operativa della vettura e sul regime di porpoising”.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images

Cambierà l'approccio del team nella ricerca delle prestazioni?
“Quanto accaduto a Las Vegas è stato dovuto a un'anomalia nel comportamento della monoposto, non è il risultato di una ricerca eccessiva o irragionevole delle prestazioni. Il nostro modo di agire e di pensare come squadra, con una forte attenzione alle prestazioni, ci ha portato dove siamo oggi, ovvero a vincere due titoli Costruttori consecutivi e ad avere due piloti in testa al campionato mondiale con due gare ancora da disputare. Come squadra, impariamo costantemente dall'esperienza e calibriamo il nostro approccio di volta in volta, e sicuramente utilizzeremo qualsiasi informazione acquisita durante il weekend di Las Vegas”.

Qual è lo spirito della squadra dopo un simile colpo?
“Camminando in sede questa settimana, sono rimasto particolarmente colpito da quanto fosse profonda e forte la base culturale del team. La reazione è stata interamente focalizzata sull'apprendimento, sull'allontanamento di qualsiasi negatività e sull'assicurarci di uscire più forti da questo tipo di situazioni. Sono stato molto contento di vedere come il team sia diventato un gruppo maturo, episodi come questo ti fanno crescere".

"Sono dolorosi, non ha senso nasconderlo, ma anche il dolore fa parte del nostro sport. Alla McLaren non esiste una cultura del dare la colpa agli altri, ma piuttosto una cultura di progresso e crescita costanti. Sono sicuro che ognuno di noi sia impaziente di tornare in pista in Qatar con l’obiettivo di fornire a Lando e Oscar la migliore monoposto possibile”.

Con Verstappen a soli 24 punti da Lando, cambierà qualcosa nella gestione dei piloti?
“No, non c'è motivo di farlo. Abbiamo sempre detto che, finché la matematica non dirà il contrario, lasceremo i nostri due piloti liberi di lottare per la vittoria finale, ed è così che sarà anche in Qatar. Non dimentichiamo che se qualcuno ci avesse detto all'inizio della stagione che ci saremmo trovati in questa situazione a due gare dalla fine, avremmo firmato subito! Siamo pronti a lottare per il mondiale piloti del mondo con fiducia e consapevolezza della nostra forza”.

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