F1 | Stella: "Ferrari davanti, in gara la gomma non copre i nostri limiti"
McLaren ha analizzato a fondo cosa non sia andato come sperato nel weekend di Suzuka, dove la speranza, soprattutto dopo la qualifica, era quella di battere la Ferrari. Tuttavia, se la gomma nuova al sabato ha coperto alcuni limiti della MCL38, in gara il degrado e mescole differenti hanno accentuato le difficoltà rispetto al Cavallino.
I primi tre appuntamenti della stagione hanno visto una McLaren piazzarsi in diverse occasioni come terza forza del campionato, alle spalle della Ferrari, che invece è stata in grado di essere la minaccia più concreta per la Red Bull. Tuttavia, per tappa nipponica di Suzuka le aspettative per la scuderia di Woking erano differenti e la speranza era proprio quella di posizionarsi quantomeno davanti al team italiano.
Suzuka, infatti, era tra le piste che, sulla carta, avrebbe dovuto meglio adattarsi alle caratteristiche della MCL38, dati i numerosi curvoni veloci e le poche curve lente che, negli scorsi appuntamenti, sono stati uno dei punti deboli del team britannico. Un problema che, in realtà, McLaren si porta dietro da tempo, tanto che era uno dei grandi limiti anche della macchina della passata stagione, che faticava a far girare l’anteriore alle basse percorrenze accusando un fastidioso sottosterzo.
Come ci si aspettava, in effetti McLaren ha mostrato qualche buon segnale a Suzuka, tra l’altro con un gap non così ampio dalla Red Bull in qualifica, per quanto lo stesso Verstappen abbia detto che, forse, vi era ancora qualcosa da estrarre dal suo giro.
Oscar Piastri, McLaren MCL38
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
L’aspetto interessante, però, è come sia andato a variare il vantaggio sulla Ferrari durante il weekend, dalla qualifica alla gara. È evidente che la Rossa abbia fatto grossi miglioramenti sia in termini di rapidità nelle curve veloci, sia in tema di gestione gomma, come dimostra anche la singola sosta poi scelta da Charles Leclerc in gara, tra l’altro variando tattica in corso d’opera.
La McLaren è rimasta un po' delusa dal suo ritmo mostrato domenica. Il team principal Andrea Stella ha ammesso che la scuderia del Cavallino era semplicemente più veloce, anche per questo ha provato a difendere il team quando gli è chiesto della strategia poco efficace che ha costretto Lando Norris ad anticipare in ben due occasioni il momento della sosta. Nonostante non avesse il passo della Rossa, in Australia la McLaren non era poi così distante dalla Ferrari, anche in gara, e vi era la speranza che Suzuka potesse cambiare i valori in campo.
In effetti, al sabato Lando Norris è stato in grado di conquistare un bel terzo posto mettendosi alle spalle la prima SF-24 di circa due decimi. La Rossa si è dimostrata molto competitiva nel secondo settore, ma non altrettanto nel primo intertempo, in parte per le difficoltà evidenziate nella gestione delle coperture nel giro secco, sia dal punto di vista del warm-up che di amministrazione durante l’intera tornata, tanto che i piloti hanno provato anche approcci differenti nel corso della qualifica.
Una delle spiegazioni tra la differenza di prestazioni tra il sabato e la domenica secondo Stella è proprio legata a questo aspetto, al fatto che da una parte la MCL38 abbia saputo estrarre il massimo con poco carburante a bordo e gomme nuove, mentre Ferrari ha faticato maggiormente nel concretizzare il ritmo sul giro secco. Non è un caso che anche Norris abbia sottolineato come forse in qualifica la squadra di Woking abbia ottenuto qualcosa in più del valore generale del weekend: “Abbiamo semplicemente fatto molto bene, abbiamo eccelso, ho fatto dei giri molto buoni, forse ci hanno fatto sembrare forse troppo forti, mentre la gara è stata un po' più vicina alla realtà dei valori in campo".
Oscar Piastri, McLaren MCL38
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
I distacchi sono abbastanza contenuti alle spalle della Red Bull, soprattutto tra McLaren, Mercedes e Aston Martin, il che significa che pochi centesimi possono fare la differenza. Ad esempio, Oscar Piastri si è ritrovato in sesta posizione alle spalle di Fernando Alonso e questo ha pesato negativamente sulla sua gara, tanto da rimanere bloccato fino alla bandiera a scacchi. Questa è la dimostrazione di come, anche quest’anno, la prestazione del sabato possa avere un’influenza sulla gara, per quanto, in realtà, si sia visto come durante la corsa tendano ad emergere in maniera più netta i valori in campo.
Quando gli è stato chiesto se il risultato del sabato fosse dovuto più a una prestazione eccelsa della McLaren o a una Ferrari che non era stata in grado di estrarre il massimo dalla vettura, Stella ha detto che si tratta di un mix di elementi: “Penso che sia un mix di entrambe le cose”, prima di aggiungere che, a gomma nuova, a Suzuka sono stati nascosti alcuni limiti della MCL38, soprattutto nel lento.
“Penso che con le gomme nuove siamo riusciti a compensare alcuni dei limiti che abbiamo al momento, come le prestazioni a bassa velocità, perché in quel momento la gomma nuova ti offre più grip e vai a compensare. E noi abbiamo potuto difenderci da questo punto di vista. Ad esempio, non abbiamo perso molto tempo al tornante o in altre curve a bassa velocità”, ha confermato il Team Principal, che ha giustamente rimarcato questo aspetto.
In effetti, McLaren non ha subito un grosso distacco nelle curve lente, se non in uscita in fase di trazione, ma ha visto un gap comunque consistente nel primo settore, più nello specifico nella sequenza veloce: non ampissimo, ma ad ogni modo presente. Al venerdì Norris aveva suggerito come McLaren avrebbe dovuto cercare dei compromessi, in modo trovare qualcosa in più nei tratti lenti, ma senza penalizzare troppo i punti di forza della vettura. La gomma nuova, un po’ accadeva a Ferrari nel 2023, ha aiutato a nascondere certi limiti della monoposto sul giro secco, che sono però poi emersi in gara.
Lando Norris, McLaren MCL38, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Fernando Alonso, Aston Martin AMR24
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
“In gara, con le mescole dure, ogni giro lo pneumatico perde un decimo. Quindi, dopo 10 giri lo pneumatico è più lento di un secondo. Penso che questo esponga un po' di più le debolezze della vettura. Per questo motivo, in gara abbiamo sofferto un po' di più rispetto alle qualifiche”, ha aggiunto Stella, senza dimenticare che, in effetti, Suzuka sia una pista molto aggressiva sulle coperture.
“Penso che si possa fare qualcosa contro la Ferrari, con il livello di competitività di oggi, puoi batterli solo se si è in una pista in cui si può tenere dietro altre vetture. Ma qui il degrado è così elevato e i sorpassi sono possibili se c’è un delta di gomma e di performance".
“Quindi non credo che fosse possibile fare molto di più. Forse con Lando, se avessimo rinunciato a cercare il podio, avremmo potuto finire davanti a Leclerc. Questa è, se non altro, l'unica cosa a cui potevamo pensare, ma volevamo lottare per il podio”, ha aggiunto Stella.
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