Steiner: "Un angelo custode ci ha aiutato!"

Il team principal della Haas sottolinea la grande dose di fortuna nell'incidente di Romain, ma non dimentica quanto di importante è stato fatto in materia di sicurezza da parte della FIA sia negli strumenti come l'Halo che nelle capacità di soccorso. Gunther spiega che la monoposto non è stata posta sotto sequestro, ma la FIA ha effettuato un'ispezione per l'inchiesta. La squadra americana domenica schiererà due vettura, ma non si sa con quel pilota.

Steiner: "Un angelo custode ci ha aiutato!"

Al termine della giornata più lunga da quando nel 2016 ha iniziato la sua avventura alla Haas, Gunther Steiner ha elogiato il gran lavoro fatto dalla FIA in materia di sicurezza e l’operato di coloro che sono intervenuti tempestivamente in soccorso di Romain Grosjean. Ma ha anche fatto capire in modo chiaro che in una situazione drammatica come quella vissuta ieri in Bahrain, la buona sorte ha avuto il suo peso.

“La sensazione che provo è che siamo stati fortunati – ha sottolineato il team principal della Haas - credo che ci sia stato un angelo custode che in qualche modo ha deciso di essere dalla nostra parte. Non c'è molto altro da dire, c’è stata una grande dose di fortuna, ma ovviamente anche molte persone che hanno operato al meglio a cominciare dallo stesso Romain, che è stato in grado di uscire dalla monoposto nonostante fosse in una posizione critica".

"Poi sono rimasto molto colpito dall’equipaggio della Medical Car, dalla rapidità con cui sono intervenuti e da come hanno soccorso Romain, ed anche dal commissario di percorso arrivato subito sul luogo dell’incidente con l’estintore. Bisogna solo dire un grande grazie a tutte queste persone”.

Hai citato un angelo custode, ma quanto abbiamo visto oggi è anche il risultato di decenni di duro lavoro da parte della FIA e dei team. Tornando a Max Mosley, Charlie Whiting, Sid Watkins, e più recentemente Jean Todt, che pensi del lavoro fatto in tema di sicurezza?
“Assolutamente d’accordo, un angelo custode ci ha aiutato ma da solo non sarebbe bastato. È stato fatto un lavoro enorme per portare le monoposto ad un livello di sicurezza come quello attuale, ma per quanto le vetture possano essere sicure, credo che un pilota abbia anche bisogno di essere fortunato in certe circostanze".

"Il livello di sicurezza è stato comunque incredibile, prendiamo per esempio l’Halo, molti di noi erano contrari quando è stato proposto, ma oggi dobbiamo sottolineare come questo dispositivo abbia già salvato delle vite, e dobbiamo essere grati alle persone che hanno spinto per queste soluzioni".

"Ho parlato con Jean (Todt) dopo l'incidente e l'ho ringraziato per aver sostenuto per queste soluzioni. Stefano Domenicali mi ha chiamato e gli ho confermato quanto sia stato un bene che le istituzioni abbiano spinto in questa direzione, anche se non ci credevamo. Quindi sono assolutamente d’accordo che senza questo duro lavoro oggi avremmo visto un finale diverso”.

Cosa è successo alla macchina, è stata sequestrata?
“No, non è stata sequestrata, la FIA nella persona di Jo Bauer ha fatto un’ispezione e hanno scattato delle foto. Mi sono sentito con Nikolas Tombazis e faranno una seconda ispezione, quindi al momento la vettura è nel box e non abbiamo toccato nulla in attesa di sapere cosa ci diranno, ma non c’è stato nessun sequestro. Da parte nostra non c’è fretta, non c’è nulla di quella monoposto che può essere recuperato, quindi una volta finite le ispezioni ci limiteremo a rimettere tutto nelle casse per il trasporto. Il nostro lavoro sarà ricostruire una vettura nuova in vista del prossimo weekend”.

Avete una scocca di scorta e tutti i ricambi per poter assemblare una nuova monoposto?
“Si, abbiamo tutto ciò che serve per riuscirci, e saremo regolarmente in pista il prossimo weekend con due monoposto. Possiamo affrontare una necessità di questo tipo, non potremmo affrontarne due, ma in quest’ultimo caso non penso che tutti team si troverebbero in una situazione migliore della nostra”.

La prima immagine che abbiamo visto dopo l’impatto è stata una grande palla di fuoco. Il serbatoio del carburante si è spezzato?
“Non lo abbiamo ancora esaminato perché, come ho detto, non vogliamo toccare la macchina. Senza intervenire sulla scocca non possiamo analizzare il serbatoio, perché tutto è ricoperto dalla schiuma degli estintori. L’idea che mi sono fatto è che quando si è staccata la parte posteriore della vettura il serbatoio si è trovato di fatto esposto. Poi strappandosi i tubi deve essere uscito del carburante e si è innescato l’incendio”.

Qual è stata la reazione di Romain quando gli hai parlato?
“Si sentiva bene, era di buon umore. Sono stato un po' sorpreso perché l’ho trovato di buon umore, abbiamo parlato un po' e persino scherzato! Quando l'ho chiamato, aveva appena parlato al telefono con suo figlio e la sua famiglia. Oggi è stato bravo!”.

Ricciardo è stato colpito negativamente dai replay dell’incidente mostrati in televisione. Qual è la tua opinione su questo aspetto?
“Si possono avere due punti di vista differenti. La mia opinione è che una volta accertato che non ci sono conseguenze per il pilota così come per altre persone, perché un incidente non dovrebbe essere mostrato? È un modo per spiegare l’accaduto, per dire ‘è stato brutto, ma è finito bene’".

"Tutti sono stati informati che Romain stava bene, è un modo per dirlo anche a parenti, amici e a tutti coloro che lo conoscono, la televisione è il mezzo più rapido per mettere tutti al corrente che un pilota sta bene. L’immagine di Romain che salta fuori dalla macchina può essere giudicata un po' forte, ma alla fine ci ha detto sta bene".

"Ovviamente se le condizioni sono diverse, se accade qualcosa di più brutto, non credo che sia il caso di mostrare delle immagini. Non sono un esperto di etica televisiva, ma secondo me è stata documentata una storia con un esito positivo, un brutto incidente terminato senza conseguenze”.

Avete un piano per sostituire Romain il prossimo fine settimana?
“Il mio piano è andare a trovarlo in ospedale per vedere come sta. Al momento gli ho solo parlato al telefono ma non l’ho ancora potuto vedere a causa delle molte cose che ci sono state da sistemare in pista. Appena sarò in ospedale valuterò la situazione parlando con Romain e con i medici, poi vedremo. C’è sempre un piano, ma qualora lui stesse bene lo aspetteremo e sarò ben contento di metterlo in macchina il prossimo weekend. Ma aspettiamo e vediamo”.

Romain fisicamente sta bene, ma è probabile che dovrà essere presa in considerazione anche la sua condizione mentale. Credi che, qualora fosse possibile, vorrà tornare in pista il prossimo fine settimana?
“Non ho questa risposta. Vedremo come si sentirà ed ovviamente sarà lui a prendere una sua decisione nella quale io certamente non interferirò. Credo che avrà qualche livido, vedremo, ma da parte nostra siamo a disposizione e ci adatteremo a ciò che si sentirà di fare. Non è un’esperienza che capita di frequente, ogni pilota può reagire in modo differente, e da parte nostra oggi non vogliamo pensare a piloti prima di aver parlato con Romain”.

Come ha reagito Kevin dopo l’incidente?
“Quando gli abbiamo detto che Romain stava bene non è sembrato molto convinto. Era passato davanti alla macchina di Romain e non riusciva a credere che ne fosse uscito quasi illeso. Ci ha messo un po' per convincersi…”.

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