Punti in carriera: Vettel agguanta Alonso in vetta

In Ungheria il ferrarista non ha eguagliato solo Senna. Peggior weekend dell'era ibrida per la Mercedes

Sebastian Vettel come Ayrton Senna: è questo il dato più eclatante del Gp d'Ungheria di Formula 1. Quello ottenuto ieri dal pilota tedesco è stato infatti il 41esimo successo in carriera, tanti quanti la leggenda brasiliana. Un traguardo importantissimo per il ferrarista che ora nella classifica all-time è preceduto solo da Michael Schumacher a quota 91 e da Alain Prost a 51.

Con questo trionfo inoltre il quattro volte iridato ha agganciato Fernando Alonso in vetta alla classifica dei punti conquistati in carriera: entrambi sono a quota 1.778, con Lewis Hamilton che li segue 90 lunghezze più indietro a 1.688 (ovviamente su questo pesa il cambio regolamentare del 2010).

Per Vettel si trattava della prima vittoria all'Hungaroring e con questa si è imposto in ben 21 tracciati in Formula 1, eguagliando così Hamilton. Nel mirino ci sono quindi Prost con 22 e Schumacher con 23. Anche per la Ferrari però è stata una domenica importante: era infatti dal 2004 che non saliva sul grandino più alto del podio in Ungheria, ma era anche dal 2010, per la precisione dalla gara di Singapore, che non comandava una corsa dall'inizio alla fine.

Di contro per la Mercedes è stato il peggior weekend da quando siamo entrati nell'era ibrida della Formula 1. Non si può non notare per esempio che all'Hungaroring si è interrotta una striscia di piazzamenti a podio che durava da 28 Gp, la seconda più lunga della storia. E' la prima volta nelle ultime due stagioni poi che le monoposto della squadra di Brackley non riescono a comandare neanche un giro.

Si interrompono poi anche un paio di filotti positivi anche per Hamilton: erano 18 gare che comandava la corsa almeno per un giro, ma in ogni caso questo è un record. Inoltre Lewis veniva da ben 16 podi consecutivi. Nove invece quelli di Rosberg, che fino ad ora era sempre salito sul podio in questa stagione.

Si torna a sorridere invece nel box della Red Bull: non solo Daniil Kvyat ha ottenuto il suo primo podio in carriera, ma è diventato anche il secondo pilota più giovane della storia a riuscire in questa impresa a 21 anni e 3 mesi. Meglio di lui aveva fatto solo Vettel, che aveva 21 anni, 2 mesi e 11 giorni quando vinse a Monza nel 2008. Quello di ieri poi è stato anche il primo podio della squadra di Milton Keynes e di Daniel Ricciardo. Una bella domenica, visto che era dal Gp di Singapore dello scorso anno che non ci salivano entrambe le monoposto del team.

Festa pure per la Toro Rosso e Max Verstappen. Il giovanissimo pilota olandese ha ottenuto un quarto posto che gli vale il miglior risultato in carriera, ma anche la scuderia faentina non aveva mai fatto meglio sul tracciato magiaro. Nel suo piccolo, anche Fernando Alonso ha potuto sorridere a fine gara perché il quinto posto di ieri è il suo piazzamento migliore dal Gp di Singapore dello scorso anno, quando si piazzò quarto. Fino ad ora nel 2015 non era andato oltre al decimo posto di Silverstone. Per la McLaren-Honda poi c'è stata la soddisfazione di riuscire finalmente a portare entrambe le monoposto di zona punti, complice il nono posto di Jenson Button.

Per il terzo anno consecutivo quella di Budapest si è rivelato un weekend avaro di soddisfazioni per la Force India. Anzi, decisamente da dimenticare, visto che è dal 2013 che la squadra di Vijay Mallya deve fare i conti con il doppio ritiro delle sue vetture. In tutta la sua storia infatti in Ungheria ha raccolto un solo punto con Paul di Resta nel 2011.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Gran Premio di Ungheria
Circuito Hungaroring
Piloti Fernando Alonso , Sebastian Vettel
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