F1 | Spielberg si conferma imprevedibile: Mercedes torna davanti, Ferrari aspetta la domenica
Dopo il successo della Ferrari a Barcellona, il venerdì del Red Bull Ring riporta la Mercedes al comando con un brillante Antonelli. Ma il caldo e la gestione delle gomme potrebbero rimescolare ancora una volta le carte in vista della gara.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Pauline Ballet / Formula 1 via Getty Images
Fino a quando le monoposto non convergeranno verso gli stessi concetti tecnici, come accade sempre negli ultimi anni di un ciclo regolamentare, lanciarsi in pronostici sarà un esercizio ad alto rischio. Succede, ad esempio, di lasciare una Ferrari sul gradino più alto del podio di Barcellona e ritrovarla nelle retrovie del gruppo di testa nel venerdì di Spielberg.
Il weekend è lungo, sia chiaro. Il consueto lavoro tra la pista e il remote garage di Maranello aiuterà a migliorare il setup di base con cui la Scuderia ha iniziato il fine settimana austriaco. Potrebbe anche sorgere il sospetto che l'eccezione sia stata la Ferrari di Montmelò e che quanto si sta vedendo sul Red Bull Ring rappresenti un brusco ritorno alla realtà, ma è ancora troppo presto per trarre conclusioni.
Era noto fin dall'inizio della stagione, quando sono emerse interpretazioni molto diverse del nuovo regolamento, che le gerarchie tecniche sarebbero cambiate in funzione delle caratteristiche dei circuiti, delle condizioni ambientali e, naturalmente, del progressivo arrivo degli sviluppi. Una previsione che si sta rivelando corretta e che consegna una Formula 1 nella quale, pur con la Mercedes ancora punto di riferimento, il livello di imprevedibilità è decisamente superiore rispetto alle stagioni precedenti.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
In un Red Bull Ring avvolto da temperature quasi mediorientali, la Mercedes è tornata dove vuole essere. A brillare, però, è stata soprattutto una sola W17, quella di Kimi Antonelli, mentre George Russell è apparso più in difficoltà in alcuni tratti del circuito. Il divario tra i due nella classifica di giornata, superiore ai sei decimi, è probabilmente più ampio di quanto racconti il reale valore in pista, ma è indubbio che l'avvio del weekend del leader del Mondiale sia stato migliore. Antonelli sta vivendo un momento molto speciale, e a dirlo non sono soltanto i tempi sul giro o la classifica generale. Già nella FP1 il suo feeling con la monoposto è apparso evidente nei punti chiave del Red Bull Ring: curva 1, curva 3 e la combinazione tra le curve 9 e 10.
Non tutto è stato impeccabile, anche in casa Mercedes. C'è un problema legato ai freni, una criticità che in realtà accomuna gran parte dello schieramento. Il caldo che avvolge Spielberg e le violente frenate del circuito austriaco rendono complessa la gestione delle temperature dei dischi. Ne sa qualcosa anche Norris, che a un certo punto ha comunicato via radio di temere che andasse tutto a fuoco. In casa McLaren, però, le buone notizie non sono mancate, nonostante l'ormai abituale inizio di weekend condizionato da problemi tecnici che sottraggono sempre prezioso al track time. Anche stavolta Norris ha iniziato la FP1 soltanto negli ultimi quattordici minuti, ma Lando sembra ormai averci fatto il callo.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
La McLaren si è presentata come seconda forza, alla pari della Red Bull di Verstappen. Anche la squadra di Milton Keynes ha dovuto fare i conti con alcuni problemi tecnici nelle prime ore della giornata, ma il passo mostrato da Max è apparso decisamente migliore rispetto a quello visto due settimane fa a Barcellona. Nelle simulazioni di gara le due Mercedes hanno fatto registrare un tempo medio di 1'11"2, con circa due decimi di vantaggio su Norris e mezzo secondo su un gruppo composto da Verstappen, Piastri e Hamilton.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Per gli avversari della Ferrari, la modalità di utilizzo della power unit scelta da Hamilton e Leclerc è sembrata fin troppo conservativa. "È lecito pensarlo", ha commentato sorridendo un ingegnere di una squadra rivale, ed in effetti in alcuni tratti Hamilton ha pagato ben 14 km/h di velocità massima rispetto ad Antonelli. Ma è altrettanto lecito ricordare che in Formula 1 i miracoli non esistono: qualche cavallo in più rappresenta certamente un passo avanti, ma non basta ad azzerare il divario di potenza rispetto alla power unit Mercedes. La partita, però, non si giocherà soltanto sui rettilinei. Con i 34 gradi attesi domenica a Spielberg, gestione degli pneumatici e strategia potrebbero diventare le variabili decisive: le stesse armi che hanno permesso alla Ferrari di conquistare la vittoria a Barcellona.
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