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F1 | Esclusiva: il sotto tuta refrigerante dei piloti cambia forma e si estenderà alle gambe

Dopo difficoltà iniziali, Chillout Motorsports ha già modificato i sottotuta refrigeranti per adattarli alle esigenze di piloti e team. Nei prossimi mesi, in collaborazione con le squadre, è previsto l’ampliamento del sistema anche lungo le gambe. Motorsport.com ne ha parlato in esclusiva con l'azienda che sviluppato il sistema.

La maglia del sistema di raffreddamento dei piloti di Chillout Motorsports

Bahrain, Arabia Saudita e Miami: tre tappe che condividono due caratteristiche, ovvero il caldo e l'umidità. Tre appuntamenti in cui è probabilmente passata inosservata una delle innovazioni più rilevanti di questa stagione: l’introduzione della tuta refrigerante, progettata per mantenere freschi i piloti durante i Gran Premi più caldi dell’anno.

Una soluzione ideata in risposta ai disagi affrontati durante il GP del Qatar del 2023, quando le temperature elevate misero a dura prova la resistenza dei piloti. In pochi mesi, la FIA ha esaminato diverse opzioni, ma alla fine ha optato per un sotto tuta che, grazie a dei tubi collegati a un sistema ausiliario, fa circolare un liquido fresco, mantenendo la temperatura corporea del pilota entro un intervallo prestabilito.

Tuttavia, come accade con ogni innovazione nel mondo della F1, dove tutto è portato all'estremo, anche il sotto tuta refrigerante ha incontrato delle difficoltà durante lo sviluppo. Motorsport.com ne ha parlato con Chillout Motorsports, l'azienda che li produce, per scoprire come sono evoluti nel corso dei mesi e quali saranno i prossimi sviluppi.

Nico Hulkenberg, Sauber, con il sotto tuta refrigerante

Nico Hulkenberg, Sauber, con il sotto tuta refrigerante

Foto di: Lars Baron - Motorsport Images

Serve una soluzione specifica per ogni pilota

Dopo i test pre-campionato, alcuni piloti avevano sollevato dubbi sul sistema, poiché gli ingombri necessari per il suo funzionamento creavano uno spessore che premeva sul corpo, soprattutto con le elevate forze laterali che si avvertono in F1, o rendeva difficile l'installazione a causa della mancanza di spazio nella zona del sedile, realizzato su misura in duro carbonio per adattarsi alle esigenze del pilota.

I tubi della maglia, che trasportano il liquido, confluiscono in condotti di diametro maggiore. Questi, a loro volta, si collegano a un secondo sistema di tubature che conduce a un’unità di raffreddamento simile a una scatola, dove si trovano un compressore, un evaporatore e un condensatore necessari per abbassare la temperatura del refrigerante.

Alcune squadre, come Ferrari e Aston Martin, che si erano attivate con largo anticipo lo scorso anno, hanno riscontrato meno difficoltà nell’adattamento del sistema. Fernando Alonso, in particolare, è stato uno dei piloti che più spesso ne ha sottolineato l’efficacia. Altri team, invece, hanno richiesto modifiche per migliorarne il comfort.

Ciò ha spinto Chillout Motorsports, l’azienda fornitrice delle magliette refrigeranti, a sviluppare soluzioni su misura per ogni pilota, proprio come avviene per le tute e i sedili. Una sfida tutt’altro che semplice, anche perché il posizionamento del sistema deve tenere conto anche delle specifiche esigenze di ciascun team.

Yuki Tsunoda, Red Bull Racing, prova la maglietta refrigerante

Yuki Tsunoda, Red Bull Racing, prova la maglietta refrigerante

Foto di: Red Bull Content Pool

A seconda del team, l’unità di raffreddamento del liquido può essere collocata in punti diversi della vettura, come davanti alla pedaliera o nel muso, il che comporta percorsi variabili per i tubi che collegano il sistema alla tuta. Anche le cinture di sicurezza sono personalizzate per ogni pilota, con punti di pressione differenti sul corpo.

"Ogni team e ogni pilota hanno esigenze diverse. In sostanza, abbiamo un modello per ogni pilota. Ad esempio, abbiamo spostato il sistema di aggancio, ma con alcuni team lo avevamo già fatto prima che ordinassero le magliette, perché sapevano che avrebbe potuto rappresentare un problema. Per questo siamo riusciti a creare magliette che si adattassero alle loro necessità o alla configurazione delle cinture", ha spiegato Charles Kline, fondatore dell'azienda, a Motorsport.com.

Non solo la maglietta: i tubi si estenderanno sulle gambe

Anche se alcune squadre ritenevano che l'unico problema fosse il sistema di aggancio, in realtà ogni pilota ha esigenze differenti, sia per la configurazione delle cinture che per il sedile. Questo ha spinto alcuni team a considerare opzioni alternative, come una maglietta priva di tubi sulla schiena dove il pilota avverte la pressione, ma questa soluzione è stata scartata in quanto meno efficace nella dissipazione del calore.

È fondamentale tenere presente che, nonostante la schermatura, il calore generato dal motore raggiunge comunque il sedile, rendendolo un'area particolarmente critica per il controllo della temperatura corporea. Una delle soluzioni proposte da Chillout, invece, consiste nello spostare solo una parte dei tubi verso la zona anteriore delle spalle, riducendo la pressione e il fastidio segnalato da alcuni piloti.

Chillout Motorsports ha sviluppato un prototipo con i tubi anche sui pantaloncini: non sarà la soluzione che vedremo in F1, ma dà un'idea di come potrebbe evolversi il sistema in futuro.

Chillout Motorsports ha sviluppato un prototipo con i tubi anche sui pantaloncini: non sarà la soluzione che vedremo in F1, ma dà un'idea di come potrebbe evolversi il sistema in futuro.

Foto di: Chillout Motorsport

“Al momento ciò che stiamo cercando di fare è spostare parte del raffreddamento sulla parte superiore, cioè sulle spalle, e toglierlo dalla schiena, perché i punti di pressione nella parte posteriore delle spalle sono uno dei problemi principali. Quindi il sistema ora sarà concentrato sulla parte bassa della schiena, sulla parte alta delle spalle e lungo il braccio fino al gomito”, spiega Kline.

L'aggiunta dei tubi alle braccia permetterebbe al sistema di coprire una superficie più ampia e garantire una dissipazione del calore ottimale. Inoltre, si sta studiando l'estensione dei tubi anche nella zona superiore delle gambe e ai lati dei polpacci, con pattern disegnati in base al sedile e prototipi in fase di sviluppo assieme ai team.

“Stiamo anche lavorando con alcune squadre su pantaloni che si concentrano sul raffreddamento delle cosce e delle gambe, perché sono una grande area che possiamo raffreddare e che non sono a contatto con il sedile, che è il problema principale della maglia. Stiamo lavorando per implementare tutte queste modifiche nei prossimi mesi”.

Il tema peso: perché alcuni piloti non possono ancora usarla

Chillout sta creando soluzioni personalizzate in base alle necessità dei piloti, ma c'è anche un aspetto legato alle regole sportive. La FIA richiede l'uso obbligatorio del kit di raffreddamento solo quando la temperatura ambientale supera i 31°C, con una zavorra aggiuntivo di 5 kg, nonostante il sistema pesi effettivamente meno di 2 kg.

George Russell è stato uno dei piloti a utilizzare il sotto tuta refrigerante durante i GP più caldi, come si vede dai tubi del sistema che fuoriescono dalla sua tuta

George Russell è stato uno dei piloti a utilizzare il sotto tuta refrigerante durante i GP più caldi, come si vede dai tubi del sistema che fuoriescono dalla sua tuta

Foto di: Mercedes AMG

Finora non si sono presentate le condizioni per rendere obbligatorio l'uso del sistema in gara, permettendo ai piloti di decidere liberamente se adottarlo. Ad esempio, George Russell lo ha utilizzato in Bahrain, mentre altri piloti non hanno avuto questa possibilità.

La differenza risiede nel fatto che la Mercedes W16 pesa meno della soglia minima di 800 kg, il che offre la chance di giocare con le zavorre (in questo caso i 2 kg del sistema) senza andare troppo oltre il peso minimo imposto dalla FIA. Altre squadre non hanno tale margine, per cui aggiungere altri chili si tradurrebbe in una perdita di performance.

"Purtroppo, dovremo soffrire un po’ finché la FIA non cambierà qualcosa che ci permetta di usarla liberamente, perché al momento è chiaro che alcune squadre hanno il margine per utilizzarla. Il fatto che alcuni team possano sfruttarla e altri no, deve cambiare”, ha detto Oliver Bearman, che fino ad ora ha potuto utilizzare il sistema solo nelle prove.

“L’ho provata a Jeddah. Mi è sembrata davvero valida. Quindi sono molto contento di quello che sono riusciti per farla funzionare. La senti un po’, soprattutto sulla schiena perché sei spinto contro il sedile. Ma onestamente, il beneficio di avere acqua fresca, è qualcosa che può fare la differenza, aiuta davvero".

Una soluzione sarebbe abbassare la soglia dei 31°C, facendo scattare prima l'obbligo, ma sia i team che la FIA vogliono evitare modifiche dell'ultimo minuto all'abitacolo prima della gara. Tuttavia, il 2025 è visto come un anno di test in vista del 2026, quando alcune modifiche renderanno più facile installare il sistema anche in tempi brevi.

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