Abu Dhabi: è la pista dove si usano più a lungo i freni

Abu Dhabi: è la pista dove si usano più a lungo i freni

Secondo la simulazione di Wintax Marelli la pista di Yas Marina impegna dischi e pastiglie per 23" al giro

L’epilogo del mondiale 2015 si ripete negli Emirati Arabi Uniti: il circuito di Yas Marina ospiterà la 19esima prova iridata che si disputa nella capitale di Abu Dhabi. La città si trova sull’isola di Rim, situata nel Golfo Persico a soli 250 m dalla costa, mentre il tracciato si snoda sull’isola artificiale Yas, tra campi da golf, parchi a tema e hotel extra-lusso. Yas Marina fa parte del calendario di F.1 dal 2009 ed è un impianto disegnato da Hermann Tilke. Il circuito permanente è lungo 5.554 m e si trova al livello del mare: è formato da ventuno curve ed è caratterizzato da una curiosa uscita dei box che è dotata di un sottopasso sotto al rettilineo principale. Il Gp si svolge nel tardo pomeriggio su una distanza di 55 giri e termina all’imbrunire, quando la temperatura dell’asfalto va riducendosi, rendendo più varia la strategia delle gomme. Abu Dhabi è dotato di cinque tratti veloci e cinque lenti con tre punti adatti al sorpasso in corrispondenza delle tre chicane. Ci sono due tratti dove è possibile utilizzare l’ala mobile (DRS) per il sorpasso: nel back-straight, tra curva 7 e 8 e nel tratto tra curva 10 e 11. Il tracciato richiede un alto carico aerodinamico in grado di garantire la massima aderenza nelle numerose curve lente.

SUPERSOFT E SOFT LE MESCOLE SCELTE
Le gomme scelte dalla Pirelli sono la P Zero Red supersoft e la gomma P Zero Yellow soft, già utilizzate a Monaco, Canada, Austria, Singapore e Russia. La soft è un pneumatico equilibrato tra prestazione e durata di mescola “high working range”. La supersoft, invece, è la mescola più morbida, di tipo “low working range”, ideale per i circuiti lenti e tortuosi, anche in condizioni di temperatura dell’asfalto non elevata, quando è necessaria la massima aderenza meccanica. La Supersoft ha un tempo di riscaldamento estremamente rapido che la rende ideale per le qualifiche, con un degrado maggiore rispetto alla Soft e potrebbe essere ideale per essere utilizzata su questo circuito a fine gara, all’imbrunire, in presenza di temperature di asfalto più basse. La differenza nel tempo sul giro tra le due mescole dovrebbe essere di circa 0”9, ma l’aderenza del circuito sarà in continua evoluzione durante il weekend e dipenderà anche dal variare della temperatura dell’asfalto. Yas Marina è un circuito piuttosto impegnativo per il motore perché è utilizzato a pieno regime per il 57% del tempo, mentre è meno severo per la trasmissione, visto che la simulazione Wintax di Marelli prevede 3.960 cambiate nell’arco di un Gp. Il tempo di riferimento è quello ottenuto da Nico Roberg con la Mercedes W05 Hybrid nella qualifica del 2014 in 1’40”480.

UN GIRO DI PISTA

SETTORE 1
Linea di partenza – Curva 4
Percorrendo il rettilineo dei box si arriva alla staccata di Curva 1 che è secca alla velocità massima di 294 km/h in settima a cui fa seguito una frenata da 2.109 kW che rallenta la monoposto fino a 127 km/h in quarta e ricarica la batteria con 144 kJ. La Curva 1 è una destra abbastanza impegnativa perché il pilota fa fatica a trovare l’esatto punto di frenata. Si prosegue leggermente in salita verso la Curva 2, una sinistra che precede una bella sezione veloce con una Esse che comprende la Curva 3, una destra che precede la Curva 4, una sinistra che si percorre tra 220 e 250 km/h in sesta e che sollecita tanto la vettura che il pilota con un’accelerazione laterale molto elevata. Questa sezione richiede un buon bilanciamento aerodinamico per mantenere la migliore traiettoria.

SETTORE 2
Curva 5 – Curva 10
Si arriva alla staccata di Curva 5 a 300 km/h in settima per la seconda delle quattro frenate più potenti del tracciato che richiede 2.247 kW e per uno sforzo sul pedale del freno di 118 kg che sottopone vettura e pilota alla decelerazione massima di 5.4 g rallentando la vettura alla velocità di 128 km/h in quarta. La variante formata da Curva 5 e 6, insieme al tornantino di Curva 7 rappresentano la sezione del circuito che sembra ad uno stadio: queste curve lente richiedono una buona trazione per mantenere la traiettoria ideale, lasciando scorrere la vettura sul cordolo. Si arriva alla staccata del tornantino di Curva 7 alla velocità di 150 km/h in terza marcia. Il tornantino è un punto dove è importante avere ottima trazione e i piloti si dovranno difendere da eventuali attacchi perché è punto favorevole al sorpasso utilizzando una traiettoria alternativa. Si esce dal tornante di Curva 7 a 76 km/h in prima per immettersi nel backstraight che è il rettilineo più lungo del tracciato dove il motore viene sfruttato a pieno carico per 13”9 lungo i 1.142 m: la monoposto arriva ad una punta di 327 km/h in ottava (343 km/h con l’ala mobile aperta), prima di una frenata da 2,535 kW che rallenta la vettura fino alla velocità di 81 km/h in prima nella quale si ricarica la batteria con 203 kJ. Le due curve che seguono questo tratto devono essere eseguite alla perfezione perché portano al penultimo tratto veloce del tracciato dove è possibile usare ancora il DRS. Si esce da Curva 9 alla velocità di 60 km/h in prima marcia per avviarsi verso Curva 10 passando sotto un ponte: è una piega a sinistra che si percorre a 212 km/h in quinta dopo la quale è possibile usare l’ala mobile.

SETTORE 3
Curva 11 – Linea di arrivo.
Si arriva alla staccata di Curva 11 alla velocità di 316 km/h in settima (diventano 335 km/h in ottava stando in scia ad una monoposto con l’ala mobile aperta). La piega a sinistra offre un’opportunità di sorpasso. L’uscita di Curva 11 si affronta a 90 km/h in seconda marcia per affrontare la chicane che è formata da una destra, la Curva 12, seguita da una sinistra, la Curva 13, dalla quale si esce a 103 km/h sempre in seconda. Dopo una breve accelerazione si giunge alla Curva 14: si tratta di una sinistra ad angolo retto dove si giunge a 184 km/h in quarta e dalla quale si esce a 99 km/h in prima. Questa piega immette in un tratto veloce non completamente rettilineo che comprende le curve 15 e 16, due pieghe a destra di 45 gradi che si percorrono a 261 e 275 km/h in sesta marcia che sollecitano la monoposto e il pilota con un’accelerazione laterale che arriva a 4G. Si arriva alla staccata di Curva 17, un’altra destra ad angolo retto, che si affronta alla velocità di 286 km/h in sesta, girando intorno al porto di Yas Marina. Da Curva 17 si esce a 91 km/h in seconda per affrontare un tratto lento composto dalle Curve 18 e 19 che sono ad angolo retto, passando sotto all’hotel Yas Viceroy. Si esce da Curva 19 alla velocità di 119 km/h in terza marcia per affrontare l’ultimo tratto che comprende Curva 20, una destra, alla quale si arriva a 252 km/h in sesta marcia e si esce a 158 km/h in sesta marcia. A Curva 21 si arriva a 231 km/h in sesta e si esce alla velocità di 110 km/h in terza per immettersi sul rettilineo principale terminando il giro.

PRESTAZIONI E AFFIDABILITA’

AERODINAMICA
Il tracciato di Abu Dhabi richiede un alto carico aerodinamico per la presenza di numerose curve lente e un’aerodinamica efficiente per raggiungere alte velocità massime sui rettilinei. L’uso dell’ala mobile consente un aumento della velocità fino a 16 km/h sfruttando la scìa della vettura che precede.

FRENI
Ad Abu Dhabi ci sono quattro frenate potenti, ma il tracciato è critico solo per l’usura. L’impianto frenante su questo tracciato è sottoposto a sollecitazioni dovute al ritmo serrato e alle elevate temperature ambientali.

CAMBIO
Yas Marina è una pista piuttosto impegnativa per la trasmissione: sono necessarie 3.960 cambiate per coprire la gara. Il rapporto del cambio più sollecitato è quello della sesta marcia, utilizzato per il 22% del tempo sul giro.

MOTORE
Abu Dhabi è un impianto piuttosto severo per il motore per ci sono lunghe percorrenze a pieno carico. Il circuito dell’emirato consente di sfruttare il propulsore per ben 60” a regime massimo, favorendo le power unit che riescono a recuperare l’energia dai gas di scarico in modo efficiente, senza consumare troppa benzina. Il circuito è sensibile sia alla potenza che al peso.

CONSUMO
Il consumo di benzina a Yas Marina è elevato ma non critico perché sono necessari 96 kg di carburante per completare la distanza della gara secondo la simulazione Wintax di Magneti Marelli.

ERS
Sul tracciato di Abu Dhabi è possibile recuperare 1.055 kJ in frenata con la MGU-K e 2.852 kJ in accelerazione con la MGU-H per un totale di 3.907 kJ per giro, un valore tra i più elevati, superato solo da Belgio, Stati Uniti e Russia. Il contributo prestazionale dell’ERS su questo circuito corrisponde a 2”6 per ogni giro e può valere fino a 18 km/h di velocità di punta.

I NUMERI DI ABU DHABI
Circuito Yas Marina Circuit
Località Abu Dhabi (UAE)
Distanza 305,355 km
Giri 55 giri
Lunghezza 5.554 m
Latitudine 24.473811 N
Longitudine 54.603337 W
Altitudine 1 m sul livello del mare
Partenza-staccata 275 m
Lunghezza pit lane 385 m
Curve 9 a destra, 12 a sinistra
Tempo di pit lane 17”3 a 80 km/h
Altezza cordoli bassa
Bump no
Asfalto media aderenza
Velocità max 343 km/h
Velocità min 58 km/h
Rettilinei 13”9
Effetto peso 0”15 ogni 10 Kg al giro
Effetto potenza -0”13 sec ogni 10 cv al giro
Gomme Super Soft/Soft
Aerodinamica alto carico
Grip longitudinale
Carburante 96 kg
Motore media severità
Motore in pieno 57% del giro
Trasmissione media severità
Cambiate 3.960 a gara
Frenata media severità
Tempo di frenata 23”0
Picco di frenata 2.535 kw

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Gran Premio di Abu Dhabi
Circuito Yas Marina Circuit
Piloti Lewis Hamilton , Nico Rosberg , Sebastian Vettel
Articolo di tipo Preview