A Sochi più veloci di tre secondi rispetto al 2014

A Sochi più veloci di tre secondi rispetto al 2014

La telemetria Wintax di Marelli evidenzia un grosso salto anche per l'adozione di gomme Super Soft

La Formula 1 torna in Russia per la seconda volta. La quindicesima gara del campionato 2015 si disputa a Sochi, località turistica del Mar Nero. Il circuito è stradale, semi permanente, costruito attorno al Parco Olimpico dall’architetto Hermann Tilke. Il tracciato si trova al livello del mare (2 m SLM) e non presenta dislivelli rilevanti e un asfalto a bassa aderenza. La pista ha una larghezza di 13 m ed è lunga 5.853 m: si gira in senso orario e la distanza è di 53 giri. Il tracciato è dotato di due tratti ad alta velocità (T18-T2, T10-T13), quattro curve lente (T2, T5, T13, T15) e tre punti adatti al sorpasso (T2, T13 e T17). Ci sono due zone dove è possibile utilizzare l’ala mobile (DRS) per il sorpasso: dopo il rettilineo dei box tra Curva 1 e 2, dove si raggiungerà secondo la simulazione Wintax di Magneti Marelli la velocità più alta del tracciato (340 km/h) e tra Curva 10 e 12. Sochi richiede una configurazione aerodinamica da alto carico, in grado di garantire la massima aderenza possibile sull’asfalto che è scivoloso.

SUPERSOFT E SOFT LE MESCOLE SCELTE
Dopo l’esperienza dello scorso anno la Pirelli ha modificato la scelta delle mescole passando a Supersoft (Red) e Soft (Yellow) combinazione già utilizzata a Monaco, Canada, Austria e Singapore. Sochi sollecita molto le gomme con le forze verticali per l’alta velocità combinata con l’alto carico, ma è una pista caratteristica per l’estenuante carico laterale che si esercita sugli pneumatici alla Curva 4, che è la più lunga del mondiale, con un’alta velocità di percorrenza e un ampio raggio di curvatura. L’accelerazione laterale in questa curva è molto alta e rimane superiore ai 3G per 6”0. Il circuito di Sochi è considerato tra i più critici per i freni, anche se la frenata più severa è una sola, quella di Curva 2, dopo il lungo tratto a tutto gas. Inoltre, utilizzando mescole di gomme più morbide, la staccata sarà più severa: secondo Wintax ci sarà un incremento di almeno il 6% rispetto alle forze da applicare nel 2014. L’impianto è impegnativo anche per il motore, che sarà utilizzato a pieno carico per il 64% del tempo, mentre sembra meno severo per la trasmissione anche se servono 3.170 cambi marcia per completare la gara. È stimata una riduzione del tempo da qualifica di circa tre secondi al giro. L’anno scorso la pole era stata ottenuta da Lewis Hamilton con la Mercedes W05 Hybrid in 1’38”513.

UN GIRO DI PISTA

SETTORE 1
Linea di partenza – Curva-6

La prima staccata dopo la partenza è alla Curva 2 perché la Curva 1 è solo una piega a destra molto veloce: dopo il via, pertanto, ci sono 820 metri per lanciare le monoposto prima della prima frenata che è la più violenta del tracciato. Sarà fondamentale contare sulla spinta del motore elettrico nello sviluppo della velocità dopo lo scatto iniziale. In gara la Curva 1 si affronterà in settima a 310 km/h ancora in piene accelerazione per arrivare alla staccata di Curva 2, una destra secca alla quale si giunge a 330 km/h in ottava (diventano 340 km/h con l’ala mobile aperta) dove c’è la speed trap. La staccata è la più dura del tracciato, e richiede una potenza di 2.400 kW grazie alla quale si rallenta la monoposto fino a 78 km/h in prima marcia con una sforzo sul pedale di 125 kg e una ricarica con 239 kJ la batteria. Si prosegue per la Curva 3 che è una sinistra da 171 km/h in terza, passando a destra dell’Iceberg Skating Palace, e si arriva alla Curva 4 che gira attorno alla piazza dell’Olimpic Park: è una piega lunghissima con un raggio di circa 182 m e che si percorre in quasi 10”, lasciando a destra la Adler Arena fino all’Ice Dome Bolshoi, raggiungendo una velocità finale di 303 km/h in settima marcia e sottoponendo pilota e vettura ad una accelerazione centrifuga verso destra superiore a 3G per quasi 6”! A soffrire saranno soprattutto le gomme in appoggio a destra. Dopo un breve allungo ecco la staccata di Curva 5: la frenata è da 2.125 kW per cui la monoposto rallenta fino a 106 km/h in terza, caricando la batteria con 151 kJ. Si entra nel tratto veloce che porta alla Curva 6, una destra ad angolo retto che passa a fianco dell’Ice Dome Bolshoi: prima della staccata si transita a 280 km/h in sesta e si scende a 129 km/h in seconda grazie alla frenata di 1.694 kW.

SETTORE 2
Curva 7 – Curva 12

Si esce dalla Curva 6 e si procede verso la Curva 7, una piega a destra veloce che si percorre in pieno di sesta a 250 km/h per arrivare alla Curva 8, una destra secca ad angolo retto: si entra a 276 km/h in sesta con una frenata da 1.505 kW che rallenta la vettura fino a 129 km/h in quarta marcia. Si esce con un allungo che porta a Curva 9, girando sempre attorno all’Ice Dome Bolshoi: si entra a 259 km/h in sesta e si esce a 147 km/h in quinta marcia verso la Curva 10. Parliamo di una destra secca alla quale si giunge a 256 km/h in quinta prima di una frenata con la quale si scende a 124 km/h in seconda per poi immettersi nel secondo tratto veloce del circuito dove è nuovamente possibile utilizzare l’ala mobile. La Curva 11 è una destra velocissima dove si transita in pieno a 291 km/h in settima per arrivare a Curva 12 a 321 km/h in ottava (333 km/h con il DRS aperto) con una frenata lunga ma non molto violenta (con 1.926 kW di picco) che porta a uscire da Curva 13 alla velocità di 93 km/h in seconda.

SETTORE 3
Curva 13 – Linea di arrivo

Il terzo settore è il più lento del tracciato: da Curva 14 si esce a 119 km/h in terza marcia per arrivare alla chicane che è composta dalla Curva 15 a sinistra dove si giunge a 227 km/h in quinta, si scalano due marce e a 110 km/h si imposta la Curva16, la destra che si affronta in terza e si esce a 124 km/h sempre con lo stesso rapporto. Dopo un breve rettilineo di sesta marcia c’è Curva 17, una destra che si affronta a 271 km/h in sesta prima della staccata da terza marcia. Segue un’accelerazione che porta all’ultima piega, la Curva 18, che è una destra, dove è importante trovare il giusto punto di frenata. Nel rettilineo di arrivo si entra a 91 km/h in seconda marcia prima di scatenare la potenza della power unit verso il traguardo…

PRESTAZIONI E AFFIDABILITÀ

AERODINAMICA
Il tracciato di Sochi richiede un alto carico aerodinamico per garantire una frenata stabile e la necessaria trazione nelle numerose curve lente. L’utilizzo dell’ala mobile secondo la simulazione di Wintax Marelli consente un aumento della velocità massima di 10 km/h che può aumentare sfruttando la scia nei due lunghi tratti veloci.

FRENI
Il tracciato russo è uno tra i più critici per i freni perché ci sono otto frenate piuttosto violente. La più severa è quella della staccata di Curva 2, dopo il lungo tratto a tutto gas. L’aspetto più critico, per avere la massima consistenza in staccata e la minore usura, è data dal raffreddamento dei dischi che non deve essere eccessivo.

CAMBIO
L’impianto di Sochi è di medio severità per la trasmissione: per coprire la distanza di gara sono necessari 3.170 cambi marcia. Il rapporto più sollecitato è la sesta marcia che viene utilizzata per il 18% del tempo. Seguono la terza (17%) e la settima (16%). L’ottava ha un uso limitato (9%) mentre la prima serve solo in partenza e in pitlane.

MOTORE
Sochi è un tracciato impegnativo per il motore per i due lunghi tratti veloci da percorrere al massimo regime ma anche per la potenziale criticità legata alla percorrenza di Curva 4 che sottopone i fluidi del motore a un’anomala spinta centrifuga con un’accelerazione superiore a 3G che deve essere sostenuta per quasi 6”. Il tracciato è abbastanza sensibile alla potenza e al peso: quindi, con un buon recupero di energia dei gas di scarico e ogni possibile riduzione di consumo possono dare un vantaggio nel tempo sul giro.

CONSUMO
In Russia il tema del consumo di benzina è piuttosto critico perché servono 96 kg di benzina per completare la gara. Tuttavia Sochi è un circuito che favorisce un buon recupero energetico dalla MGU-H per cui con una buona strategia di controllo della power unit il problema dovrebbe essere tenuto sotto controllo.

ERS
A Sochi è possibile recuperare 1.140 kJ in frenata con la MGU-K e 2.977 kJ in accelerazione con la MGU-H per un totale di 4.117 kJ per giro. Il contributo prestazionale dell’ERS su questo circuito vale fino a 2”9 al giro e 19 km/h di velocità di punta.

I NUMERI DI SOCHI
Circuito Sochi International Circuit
Località Sochi (Russia)
Distanza 309,745 km
Giri 53 giri
Lunghezza 5.848 m
Latitudine 43.405944N
Longitudine 39.96103 E
Altitudine 2 m sul livello del mare
Partenza-staccata 820 m
Lunghezza pit lane 434 m
Curve 12 a destra, 6 a sinistra
Tempo di pit lane 19”5 a 80 km/h
Altezza cordoli bassa
Bump no
Asfalto bassa aderenza
Velocità max 330 km/h
Velocità min 80 km/h
Rettilinei 14”1 (1.124 m in pieno)
Effetto peso 0”14 ogni 10 Kg al giro
Effetto potenza -0”11 sec ogni 10 cv al giro
Gomme Super Soft/Soft
Aerodinamica alto carico
Grip longitudinale
Carburante 96 kg
Motore alta severità
Cambio medio-alta severità
Cambiate 3.170 a gara
Frenata media severità
Tempo di frenata 16”7
Picco di frenata 2.600 kw

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Articolo di tipo Ultime notizie