F1 | Simulazione USA: sotto stress termico le gomme di sinistra
Gli ingegneri di MegaRide hanno simulato quale sarà lo stress al quale saranno sottoposti gli pneumatici Pirelli da 18 pollici nel GP degli Stati Uniti che ad Austin pare il trittico americano: il tracciato texano con molte ondulazioni e variabili altimetriche propone molte insidie con carichi longitudinali in accelerazione e laterali nei curvoni in appoggio. Dalle analisi risulta che sono le due coperture di sinistra a essere più sollecitate su una pista da medio - alto carico.
Con il prossimo GP degli Stati Uniti comincia il trittico americano del Mondiale F1 prima della tappa finale ad Abu Dhabi. Siamo ad Austin in Texas sul Circuito delle Americhe, un tracciato di recente costruzione ad opera dell’architetto Tilke, probabilmente uno dei meglio riusciti.
Durante la progettazione l’obiettivo fu quello di ricreare un tracciato che si ispirasse ai tratti più iconici di altri autodromi nel mondo, come per esempio la sequenza Maggots-Becketts di Silverstone, curva 8 di Istanbul e le curve dell’arena di Hockenheim.
È un tracciato molto tecnico con 20 curve, quasi equamente distribuite a destra e sinistra, contraddistinto da numerosi saliscendi. Il più noto è sicuramente quello dopo il rettilineo di partenza che caratterizza di fatto il circuito, ma sono diversi i tratti ad alta velocità che richiedono potenza del motore ed efficienza aerodinamica che richiede un carico medio-alto.
I tecnici di MegaRide hanno analizzato come di consueto le temperature raggiunte dagli pneumatici in un giro lanciato sul circuito texano.
Le temperature raggiunte dagli pneumatici in un push lap sul circuito texano
Photo by: MegaRide
Dall’analisi del grafico è evidente il maggior stress sulle gomme anteriori e posteriori poste sul lato sinistro, giustificabile dallo snake del primo settore e soprattutto dalla sequenza 16-17-18 che rappresenta in realtà una unica curva, ispirata a curva 8 del circuito di Istanbul che ha quattro punti di corda.
Gli ingegneri di MegaRide hanno, inoltre, concentrato i propri sforzi nel quantificare le energie termiche generate in un giro di pista differenziandole in friction power longitudinale e laterale e SEL, come riportato nel grafico in basso.
Dal confronto proposto con l’equivalente grafico realizzato per il GP di Giappone è evidente il maggior contributo di friction power longitudinale sull’energia totale rispetto a quella registrata a Suzuka, con un abbassamento, invece della friction power laterale. È chiaro, dunque, che i carichi laterali sul circuito texano sono quasi paragonabili a quelli longitudinali e richiedono una maggiore attenzione da riservare alla pura trazione/frenata rispetto all’appuntamento nipponico, con carichi laterali che, sebbene alti rispetto alla media del campionato, sono meno preponderanti rispetto a Suzuka.
Visto il grosso equilibrio tra carichi laterali e longitudinali, l’obiettivo dei team sarà cercare il giusto compromesso tra la corretta downforce, per le curve impegnative da alto carico del primo settore, e l’efficienza aerodinamica in rettilineo, in modo da raggiungere una elevata velocità massima, e un’ottima trazione in uscita dalle curve.
Grafico Megaride sulle emergie generate sulle gomme a Suzuka ed Austin
Photo by: MegaRide
La pista è abbastanza impegnativa per gli pneumatici, che richiedendo un grosso sforzo per i carichi laterali e per le accelerazioni. Per tale ragione la scelta di Pirelli si è orientata sul set medio dell’intera gamma, visto anche il livello di abrasione da non trascurare: il tracciato è stato riasfaltato in alcuni tratti per rimediare alle diverse sconnessioni che affliggevano il manto stradale.
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