F1 | Simulazione Megaride: attenzione a non far scivolare le gomme
L'aria rarefatta a oltre 2.200 metri di quota di Città del Messico rende complicato il setup sia dal punto di vista aerodinamico che alla ricerca dell'affidabilità. L'usura delle gomme è bassa per cui Pirelli ha scelto le mescole più morbide, ma sarà fondamentale evitare il surriscaldamento degli pneumatici evitando di scivolare.
Grafico MegaRide, GP del Messico
Foto di: MegaRide
Dopo appena una settimana dall’ultimo GP, si torna in pista per il GP di Città del Messico, seconda tappa americana delle quattro previste per questo finale di stagione. Il circuito “Hermanos Rodriguez” è la sede storica del GP del Messico ed ha una caratteristica unica: si trova ad oltre 2.200m di altitudine.
Il circuito messicano è uno dei più caratteristici dell’intero mondiale per la sua particolare posizione geografica che costringe ad avere un setup con elevato carico aerodinamico, secondo solo a quello richiesto dal circuito di Monte Carlo.
L’aria, infatti, a queste altitudini è molto rarefatta diminuendo la resistenza all’avanzamento e la downforce generata dalle vetture: i team saranno costretti a usare pacchetti aerodinamici simili a quelli usati sui circuiti cittadini da alto carico per compensare questo effetto. La bassa densità dell’aria, inoltre, mette in difficoltà anche il raffreddamento dei motori e dei freni e quindi la gestione delle temperature.
Grafico MegaRide, GP del Messico
Foto di: MegaRide
- Come si evince dal grafico, non è presente una sollecitazione preponderante sugli pneumatici che risultano più o meno interessati tutti allo stesso modo. Particolare attenzione va posta nel secondo settore, da curva 4 a curva 11, che sollecita maggiormente le gomme in virtù della maggior densità di curve a media velocità.
- Per questo fine settimana Pirelli sceglie la gamma più morbida a sua disposizione: C3-C4-C5, in virtù della bassa abrasione del tracciato e dei bassi carichi agenti sugli pneumatici.
- Particolarmente spettacolare l’ultimo settore caratterizzato dalla presenza dell’area dello stadio ricavata da un vecchio stadio di baseball che nel fine settimana del GP si riempie di stand e tifosi.
Grafico MegaRide, GP del Messico
Foto di: MegaRide
Le usure attese su questo tracciato sono basse. Leggermente più elevate sugli pneumatici di sinistra a causa del maggior numero di curve a destra. Il tracciato, infatti, presenta un grado di grip e di abrasione molto bassi che limitano l’usura delle coperture.
Il GP del Messico nelle passate edizioni ha offerto molto spettacolo grazie alla sua natura estremamente veloce e la possibilità di sorpasso in diversi punti del tracciato. Da non sottovalutare le particolari condizioni ambientali che possono provocare problemi di temperature a motore e freni, ma anche scivolamenti per la poca downforce generata.
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