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Formula 1 GP della Cina

F1 | Simulazione Megaride: a Shanghai occhio al girotondo iniziale

Il GP della Cina torna in F1 dopo cinque anni: il tracciato di Shanghai propone la prima gara Sprint della stagione su un impianto del quale i team non hanno dati recenti. La gomma anteriore sinistra sarà la più sollecitata per la sequenza delle prime tre curve da toboga. E sarà importate trovare un setup di compromesso fra veloce e lento.

Grafico MegaRide GP Cina

Questo fine settimana segna il ritorno nel calendario mondiale di Formula 1 del Gran Premio di Cina. Il circuito di Shangai è pronto a riaprire le porte al grande pubblico dopo 5 anni di assenza: l’ultimo Gran Premio risale al 2019 con vetture profondamente diverse da quelle attuali.

L’assenza forzata dal calendario per diversi anni rende il prossimo GP parecchio impegnativo, non avendo i team dati storici con cui preparare al meglio il weekend di gara e costringendoli ad affidarsi esclusivamente ai dati prodotti al simulatore e con modelli predittivi.

Come se non bastasse, il GP di Cina sarà il primo nella stagione ad avere una Sprint race, riducendo in questo modo le sessioni che ogni squadra avrebbe a disposizione per preparare gli assetti e le strategie per la qualifica e la gara a un solo turno di prove libere.

Il tracciato, realizzato alla periferia di Shangai, è molto complesso dal punto di vista tecnico, avendo sia curve lente che a media-alta percorrenza, che richiedono dunque carico aerodinamico, sia due lunghi rettilinei che, al contrario, privilegiano le vetture da basso carico.

Si tratta dunque di un tracciato in cui il setup non è scontato e bisognerà trovare un compromesso che consenta di raggiungere alte velocità sul dritto senza però sacrificare il carico aerodinamico necessario per affrontare le curve più lente. L’aderenza attesa si attesterà su valori molto bassi che progrediranno durante il weekend comportando una grande evoluzione del grip.

Grafico MegaRide GP Cina

Grafico MegaRide GP Cina

Foto di: MegaRide

Il circuito di Shangai, dal punto d vista termico, impegna notevolmente le gomme, specie quelle del lato sinistro, che dovranno sostenere un grosso stress nella sequenza definita da curva 1, 2 e 3, in curva 8 e in curva 12, 13, quest’ultime fondamentali per poter sfruttare nel miglior modo possibile il lungo rettilineo tra curva 13 e curva 14, sede della maggior parte dei sorpassi sul circuito cinese. Se l’impegno in laterale è certamente medio-alto, lo stesso si può dire anche per i carichi longitudinali, da non sottovalutare viste le diverse accelerazioni in uscita dalle curve lente e le violente staccate.

Pirelli ha scelto di allocare il set medio della gamma, ovvero le mescole C2-C3-C4, in grado di favorire il giusto compromesso in termini di performance e durata in virtù dei carichi da sostenere e dell’abrasività dell’asfalto. Facile ipotizzare il ricorso a una strategia a due soste alla luce del degrado atteso, con i dovuti dubbi legati alla mancanza di dati storici recenti.

Il meteo potrebbe essere assoluto protagonista, vista la variabilità che si ha a Shangai nel mese di aprile: non di rado, infatti, nel passato si sono verificati eventi temporaleschi e avversi che hanno condizionato il weekend di gara.

Grafico MegaRide GP Cina

Grafico MegaRide GP Cina

Foto di: MegaRide

Il tracciato è molto abrasivo e il grosso stress atteso nelle gomme, specie quelle del lato sinistro, indicano una certa criticità sul fronte usura e degrado. Tra le quattro, quella più critica è sicuramente l’anteriore sinistra a causa dell’enorme stress da sopportare in alcune zone del tracciato, come la sequenza di curve 1, 2, 3 dopo il rettilineo del via, e l’insieme di curva 12, 13 che è da affrontare in accelerazione in uscita per poter sfruttare appieno il lungo rettilineo. Anche le posteriori, specie quella sinistra, hanno una certa criticità sul fronte usura a causa delle violente staccate e le numerose accelerazioni in uscita dalle curve più lente.

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