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F1 | Simulazione Megaride: a Miami le gomme a destra molto più affaticate di quelle a sinistra

Il tracciato cittadino ricavato intorno all'Hard Rock Stadium presenta 19 curve, di cui 7 a destra e 12 a sinistra: i team dovranno tenere conto della diversa usura degli pneumatici. Pirelli porta le mescole più morbide perché l'asfalto è a bassa aderenza.

Grafico MegaRide, GP Miami

Grafico MegaRide, GP Miami

Foto di: MegaRide

Il GP di Miami arriva dopo un mese di silenzio forzato e dopo la vittoria a Suzuka di Kimi Antonelli su Mercedes, ma la ripartenza della Formula 1 promette scintille sin dalla vigilia: circuito cittadino atipico, weekend Sprint, pochissimo tempo per capire la pista e correggere le monoposto. In Florida, quarto appuntamento stagionale, il margine d’errore sarà più stretto del solito.

Grafico MegaRide, GP Miami

Grafico MegaRide, GP Miami

Foto di: MegaRide

Assetto frutto di un compromesso

Per il quinto anno consecutivo, la pista di Miami, famosa anche per la presenza dell’Hard Rock Stadium, sede della squadra NFL dei Miami Dolphins, sarà il cuore della gara. Il tracciato è caratterizzato da un layout atipico: 19 curve, 7 a destra e 12 a sinistra, e ben 3 rettilinei, due dei quali molto lunghi.

Lo squilibrio tra curve sinistre e destre non è un dettaglio: nelle curve a sinistra il trasferimento di carico finisce sulle ruote esterne destre e, con dodici sinistre contro sette destre, il lato destro della vettura accumula molto più “lavoro” termico e meccanico per giro.

Il setup richiede quindi un buon equilibrio per affrontare sia la parte tortuosa del circuito sia i lunghi rettilinei. Serve il giusto compromesso tra la rigidezza delle sospensioni e l'altezza da terra, per avere una vettura reattiva nei cambi di direzione ma anche capace di assorbire i cordoli aggressivi nella parte lenta del circuito, tra curva 11 e curva 16, con la chicane 14-15 e il suo dosso a fare da banco di prova.

Le regole 2026, con un effetto suolo attenuato rispetto al ciclo precedente, lasciano un margine di libertà in più sull’irrigidimento verticale; resta però critica la taratura del bump-rebound per evitare che il fondo strisci sull'asfalto dopo la discesa dai cordoli.

L’asfalto liscio e scivoloso e la bassa aderenza, tipiche dei circuiti cittadini, complicano ulteriormente la sfida di piloti e ingegneri, costretti ad adattare il setup man mano che la pista evolve. Il tempo a disposizione dei team, però, sarà estremamente ridotto, trattandosi di un weekend Sprint, sebbenel'unico turno di prove libere sarà allungato di mezz'ora. Si dovrà quindi sfruttare anche la gara Sprint per raccogliere dati utili alla simulazione del passo gara e correggere gli assetti prima delle qualifiche del GP, così da ottenere il miglior bilanciamento.

Anche quest’anno Pirelli mette a disposizione dei team le mescole più morbide della gamma, C3-C4-C5, per gestire i bassi carichi attesi e l’asfalto poco abrasivo, seppur liscio e scivoloso.

Grafico MegaRide, GP Miami

Grafico MegaRide, GP Miami

Foto di: MegaRide

Cosa aspettarsi

Dalle analisi termiche degli ingegneri MegaRide risulta evidente come il maggior stress termico sia concentrato sul lato destro della vettura, sia all’anteriore sia al posteriore.

Particolarmente stressanti sono le curve 6-7-8, in cui la vettura resta in appoggio per diverso tempo, surriscaldando così le gomme. Attenzione anche alla curva 17, la frenata più impegnativa del circuito, dove è facile arrivare al bloccaggio, rovinando il set di gomme e innescando elevate vibrazioni della vettura.

L’usura attesa, infine, è di media entità grazie ai bassi carichi richiesti e a un asfalto poco abrasivo. Attenzione, però, all’elevato degrado termico legato soprattutto alle alte temperature ambientali e dell’asfalto. 

Previsto soltanto un pit stop

La poca abrasività del tracciato e i bassi carichi richiesti non creano problemi rilevanti per l’usura degli pneumatici; pertanto, è lecito aspettarsi una strategia su una sola sosta. L’azione in pista, però, non dovrebbe mancare grazie ai due lunghi rettilinei che offrono buone possibilità di sorpasso. Attenzione anche al possibile ingresso di una Safety Car su un circuito con layout stretto e muri vicini.

Aspettando l'Aduo

Il GP di Miami, però, non arriva soltanto dopo un mese di pausa agonistica. Se i circuiti sono rimasti chiusi per diverse settimane, le squadre hanno avuto moltissimo lavoro da sbrigare: si avvicina infatti la prima finestra di valutazione ADUO, Additional Development and Upgrade Opportunities, il meccanismo già previsto dal pacchetto regolamentare 2026 che consente ai costruttori di power unit più staccati dal benchmark di introdurre upgrade omologati.

Prossimamente la FIA pubblicherà l’ICE Performance Index: chi sarà oltre il 2% di gap dal riferimento avrà diritto a un upgrade in stagione, oltre il 4% addirittura a due. Sul piano dei risultati in pista il riferimento oggi è Mercedes, anche se la metrica FIA non è pubblica e potrebbe non coincidere con l’ordine visto nei Gran Premi.

In questo lungo mese di stop, quindi, i team hanno lavorato in ogni area per migliorare le performance delle monoposto. Quello che potrà arrivare in corso d’anno è anche un upgrade omologato su PU già in uso, attraverso il meccanismo ADUO.

Miami sarà quindi un banco di prova doppio: da un lato la risposta immediata delle vetture dopo la pausa, dall’altro l’avvicinarsi di una fase tecnica che potrebbe incidere sugli equilibri della stagione.

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