Simulazione GP d'Austria: i segreti del giro molto corto

Quella di Spielberg è una pista molto particolare dove l'acceleratore sarà full gas per il 78% del giro e il turbo sarà costretto a regimi di rotazioni più alti del solito. Il tempo della qualifica sarà fra i più bassi della storia della F1.

Simulazione GP d'Austria: i segreti del giro molto corto

Sarà molto interessante scoprire quale sarà la soglia di miglioramento delle monoposto 2020 nel GP d’Austria che sarà la gara di apertura del mondiale, tenuto conto che le gomme della Pirelli saranno le stesse dello scorso anno per costruzione e mescola.

Le simulazioni delle squadre di F1 dicono che i tempi sul giro sono destinati a calare di qualche decimo e, probabilmente, sarà difficile fare meglio di quel 1’02”366 ottenuto in qualifica da Nigel Mansell nel GP del Sudafrica del 1985 con la Williams FW10-Honda 1.5 V6T.

L’anno scorso, infatti, Charles Leclerc con la Ferrari SF90 aveva centrato la partenza al palo nel GP d’Austria al Red Bull Ring in 1’03”003, conquistando il quinto tempo più basso nella storia dei 70 anni di F1 a 637 millesimi dalla prestazione del pilota inglese.

Magari il poleman di quest’anno cercherà di scalzare il “Leone” dal quarto posto, mentre il primato di Niki Lauda con la Ferrari 312 B3 a Dijon nel GP di Francia del 1974 resterà inattaccabile grazie ai 58”790 ottenuti dall’austriaco con la Rossa!

Ecco i cinque tempi più bassi di sempre!

Pos. Anno Circuito Pilota Tempo
1. 1974 Dijon Niki Lauda 0’58”790
2. 1982 Dijon Alain Prost 1’01”380
3. 1984 Dijon Patrick Tambay 1’02”200
4 1985 Kyalami Nigel Mansell 1’02”366
5. 2019 Spielberg Charles Leclerc 1’03”003

Se la F1 andrà a correre sul quasi ovale del Bahrain per la seconda gara sul tracciato di Al Sakhir sarà possibile che le monoposto possano girare con tempi molto bassi, tali da intaccare le posizioni di vertice di questa insolita graduatoria.

In Austria scatta un mondiale anomalo per cui la curiosità per il primo appuntamento stagionale è massima: quella del Red Bull Ring è una pista un po’ particolare, visto che oltre al tempo sul giro molto corto aggiunge altre caratteristiche distinguenti.

Daniil Kvyat, Toro Rosso STR14 nel veloce GP d'Austria 2019

Daniil Kvyat, Toro Rosso STR14 nel veloce GP d'Austria 2019

Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Per cominciare quello di Spielberg è un GP con la terza velocità media del campionato dopo Monza e Silverstone, risultando più veloce anche di Spa-Francorchamps. Non deve stupire visto che i piloti usano l’acceleratore full gas per il 78% del giro!

Stiamo parlando di una pista che è selettiva per la power unit: trovandosi a una quota di circa 700 metri, l’impianto della Stiria richiede degli adeguamenti agli impianti di raffreddamento e lubrificazione dei motori visto che l’aria è un po’ rarefatta e, quindi, è necessario aumentarne la portata per non intaccare l’affidabilità dei sistemi.

Non solo, ma anche il turbo e il compressore sono chiamati a girare con regimi più alti del solito: questo aspetto, unito alle alte temperature previste, potrebbero creare qualche problema di durata a unità che proprio in Austria saranno “congelate” negli sviluppi della stagione 2020.

Anche i freni sono sottoposti a grandi sforzi per quanto il tempo di staccata si limiti a soli 9 secondi: alla Curva 4, la Schlossgold, si raggiungono i 5g di decelerazione così come è impegnativa la frenata alla Remus Kurve in salita. La minore densità dell’aria avrà un effetto negativo sugli impianti per cui sarà importante evitarne il surriscaldamento.

Il Red Bull Ring è una pista veloce, eppure il carico aerodinamico richiesto è quello medio: si dovrebbe raggiungere in qualifica una velocità di 339 km/h. L’effetto dell’ala mobile dovrebbe valere solo 6 km/h: ricordiamo che il DRS sarà azionabile nei tre tratti rettilinei del saliscendi austriaco e dovrebbe valere poco meno di un decimo nel tempo sul giro.

Sebastian Vettel, Ferrari SF90 lotta con Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

Sebastian Vettel, Ferrari SF90 lotta con Max Verstappen, Red Bull Racing RB15

Photo by: Steven Tee / Motorsport Images

Non deve stupire, quindi, se il rapporto più usato è la settima marcia inserita per il 30% del giro, seguito dall’ottava per il 20%, mentre la gomma sottoposta a più sollecitazioni è la posteriore sinistra in una pista stop-and-go con 7 curve a destra e solo 2 a sinistra.

Per coprire i 71 giri della distanza pari a 306,452 km sono necessari 106 kg di benzina nel serbatoio. Chi dovesse osare di schierarsi con ali più scariche, come è tradizione per la Red Bull, il consumo di carburante dovrebbe risultare inferiore, beneficiando di una minore resistenza all’avanzamento.

Per completare il GP d'Austria bastano 106 kg di benzina

Per completare il GP d'Austria bastano 106 kg di benzina

Photo by: Giorgio Piola

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