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Formula 1 GP di Spagna

F1 | Si riapre il tema ali flessibili, ma la FIA non interverrà

Il tema delle ali flessibili si è riaperto nelle ultime settimane, con alcune squadre, tra cui Mercedes, finite sotto la lente di ingrandimento dei rivali. Tuttavia, secondo quanto appreso da Motorsport.com, al momento la FIA non vede alcuna necessità di intervenire direttamente per limitare le scuderie con qualche normativa.

Dettaglio del muso e dell'ala anteriore della Mercedes W15

Nelle ultime settimane si è riaperto un tema che ogni anno torna a essere argomento di discussione a un certo punto della stagione, ovvero quello della flessibilità delle ali. Se nello scorso mondiale la FIA decise di intervenire dietro le quinte con una normativa apposita, quest’anno la Federazione ha spiegato che non vede la necessità di doversi intromettere sulla questione nonostante le lamentele esposte da parte di alcune squadre.

Secondo quanto appreso da Motorsport.com, infatti, l’organo di governo avrebbe ricevuto delle richieste di chiarimento in merito alla flessibilità delle ali anteriori di alcune monoposto in griglia. Tuttavia, la stessa Federazione non vede la necessità di dover intervenire in modo diretto per limitare questo aspetto.

Il recente cambio di direzione nella progettazione dell'ala anteriore da parte della Mercedes, con cui ha abbandonato il concept svelato alla presentazione della W15 che prevedeva un file sottile di carbonio per collegare il flap superiore al muso, ha riaperto il dibattito, soprattutto questa nuova unità avrebbe un maggior grado di libertà in termini di flessibilità.

George Russell, Mercedes F1 W15, Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38, Oscar Piastri, McLaren MCL38, the rest of the field at the start

George Russell, Mercedes F1 W15, Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38, Oscar Piastri, McLaren MCL38, the rest of the field at the start

Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Dietro le quinte si è ipotizzato che alcune squadre potessero essere pronte a dei richiami formali verso scuderie avversarie, con Red Bull che non ha nascosto di aver chiesto un chiarimento alla FIA sui rivali per comprendere se determinati movimenti rientrassero nel regolamento.

Nonostante le ali siano state viste flettersi grazie alle riprese delle telecamere onboard posizionate ai lati del muso, sembra che la FIA non abbia ravvisato la necessità di intervenire e che, quantomeno per il momento, non intenda indagare sulla questione. Questa presa di posizione ha due conseguenze: da una parte che i team sono conformi alle regole, dall’altra che i test di flessibilità dell'ala anteriore, in cui vengono applicati carichi nei garage della Federazione per verificare il movimento dei flap e dei vari elementi, rimarranno ai livelli attuali e non verranno modificati.

L’approvazione da parte della FIA verso questa ricerca del limite da parte dei team si inserisce nel contesto di una crescente consapevolezza di dover progettare ali con un certo grado di flessibilità, con il fine ultimo di aiutare la gestione del bilanciamento aerodinamico con le vetture a effetto suolo.

Jock Clear ha spiegato che l'utilizzo dei vantaggi delle ali flessibili è un aspetto progettuale essenziale come altre aree chiave della vettura, soprattutto perché influisce il modo in cui i flussi aerodinamici giungono verso la parte centrale e posteriore della monoposto.

Dettaglio dell'ala anteriore della Red Bull Racing RB20

Dettaglio dell'ala anteriore della Red Bull Racing RB20

Foto di: Giorgio Piola

"Non c'è dubbio che bisogna progettare ali flessibili per essere veloci, se capite cosa intendo. Tutto ciò che si può fare all'interno delle regole è ciò che esploriamo. Quindi non è diverso per un'ala anteriore o posteriore o per un fondo o altro. È solo uno sviluppo", ha spiegato l'ingegnere dedicato alle prestazioni della Ferrari, sottolineando quanto il tema della flessibilità sia fondamentale in ogni area della vettura. Non è un caso che si tratti di un argomento che si ripropone ciclicamente, proprio perché le squadre cercano di arrivare al limite della flessibilità concessa per migliorare le performance aerodinamiche, avvicinando gli elementi al suolo per aumentare il carico.

"Le ali anteriori giocano un ruolo importante oggi, è chiaro", ha invece rimarcato Toto Wolff, con la W15 finita al centro dell’attenzione nelle ultime settimane.

"L'elasticità aerodinamica gioca un ruolo importante, ma anche il fondo. Credo che si tratti sempre di una combinazione di questi fattori. Si può avere un'ala anteriore che si flette come una banana e supera il test, ma il resto della vettura non funzionerebbe correttamente perché gli elementi non interagirebbero nella maniera corretta. Penso che tutti in griglia cerchino di superare i limiti, rispettando però i regolamenti”.

"Credo che quello che siamo riusciti a fare nelle ultime tre gare stia andando sulla giusta direzione, dato che crediamo di aver fatto un grande passo avanti grazie a tutti i componenti aerodinamici che sono arrivati in questo arco di tempo. Forse inizialmente siamo rimasti molto lontani da dove avremmo dovuto essere per quanto riguarda le ali, il fondo e tutto il resto", ha aggiunto il Team Principal della Mercedes, che proprio qui a Barcellona si è presentata con un fondo alleggerito.

Particolare del muso e dell'ala anteriore della Mercedes W15

Particolare del muso e dell'ala anteriore della Mercedes W15

Foto di: Giorgio Piola

Sebbene sia stato suggerito che la Red Bull abbia contattato la FIA in merito al comportamento delle ali flessibili della Mercedes, Helmut Marko non ha confermato o smentito del tutto la notizia, sottolineando però che non è stato presentato un reclamo ufficiale.

Parlando a Motorsport.com, Marko ha dichiarato: "Non ci siamo lamentati, ma l'abbiamo solo notato. Se la macchina è molto più veloce sui rettilinei, allora si può capire da dove viene. Ma ha superato le verifiche tecniche, quindi era tutto a posto".

In passato la Red Bull è stata criticata per la sua ricerca del limite sulle ali flessibili, non solo negli ultimi anni, ma anche nel periodo degli altri quattro mondiali vinti tra il 2010 e il 2013. Tuttavia, Marko pensa che sia una parte normale del processo di sviluppo in Formula 1, dato che i team sono sempre alla ricerca del limite, andando a lavorare su margini sempre più sottili per migliorare la vettura.

"È sempre stato un problema e quasi tutti i team ne sono stati colpiti a un certo punto. Una volta alcuni team accusano gli altri, e poi quelli che sono indietro incolpano gli altri e dicono che non ce l'hanno. Questo è un gioco normale, nel mio periodo in Formula 1 è sempre stato così".

Report aggiuntivo di Ronald Vording

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