F1 | Shanghai: pallinato l'asfalto per togliere pericolosi dossi
La prossima settimana torna il GP della Cina che non si disputa dal 2019: il tracciato è stato realizzato su una palude, per cui il fondo della pista si è deformando dando origine ai bump che poco piacciono alle monoposto a effetto suolo. L'azienda dell'architetto Tilke è intervenuta per livellare il fondo con la bocciardatura.
Shanghai torna nel calendario di F1 dopo cinque anni di assenza. Gli organizzatori cinesi hanno provveduto a completare i lavori per ridurre i dossi presenti sull’asfalto in vista del Gran Premio della Cina in programma la prossima settimana.
Le monoposto a effetto suolo, molto sensibili alle altezze da terra per generare carico aerodinamico, risentono di eventuali bump sul manto stradale. A Shanghai il fondo della pista è molto corrugato, perché l’impianto è stato costruito su un terreno paludoso e quindi i movimenti del terreno sono normali.
A seguito di un’ispezione della pista effettuata dalla FIA alla fine dello scorso anno, Shanghai ha chiesto alla società di Herman Tilke, l’architetto che aveva disegnato la pista, di individuare le aree della pista più problematiche in modo da intervenire per ridurre gli effetti negativi del problema.
L’asfalto di Shanghai, pertanto, è stato sottoposto a un serie di interventi che hanno compreso fresatura di precisione, pallinatura e sigillatura utilizzando una combinazione di tecnologia digitale 3D e macchine utensili.
Il quinto appuntamento del calendario di F1 viene trattato di fatto come se fosse un nuovo evento, dal momento che i dati passati non sono affatto confrontabili con oggi. A rendere ancora più difficile il compito dei team è il fatto che la Cina propone la prima Sprint nel format che è stato nuovamente rivisto con le qualifiche della garetta al venerdì pomeriggio, dopo un solo turno di prove libere. La Sprint si disputerà sabato mattina e nel pomeriggio si effettueranno le qualifiche dopo che si sarà riaperto il parco chiuso per consentire ai tecnici di intervenire sulle vetture.
Simone Berra, ingegnere capo di Pirelli Formula 1, ha spiegato che Shanghai ha molte incognite…
"È come andare su un nuovo circuito, onestamente - ha detto Berra quando Motorsport.com gli ha chiesto del ritorno in Cina – rispetto al 2019 abbiamo nuove auto, nuovi pneumatici, e cerchi da 18 pollici”.
“La pista non è stata utilizzata per cinque anni, perché tutt’al più si disputava una corsa l’anno. E capiremo solo dalle misurazioni pre-evento sull’asfalto come è effettivamente cambiata. In passato il fondo era piuttosto ruvido in termini sia di micro che di macro ruvidità. Dobbiamo capire quale è stato l’invecchiamento della pista negli ultimi anni. Quindi sarà una bella sfida per noi, ma soprattutto per i team."
I funzionari di Shanghai stanno anche lavorando a nuove tribune per il pubblico (è previsto il tutto esaurito) anche se alcune aree non saranno pronte in tempo per la gara di quest’anno.
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