Sensore Mercedes: il plenum pesca aria più fredda?

Secondo Auto Motor und Sport la Red Bull avrebbe presentato alla FIA una richiesta di chiarimento regolamentare sul plenum del motore Mercedes che sarebbe in grado di sfruttare aria più fresca del consentito nella prima fase di accelerazione, potendo contare su una ventina di cavalli in più. Già la Ferrari aveva lanciato dei sospetti l'anno scorso, ma la soluzione della Stella per la Federazione Internazionale era legale.

Sensore Mercedes: il plenum pesca aria più fredda?

La Red Bull ha il forte dubbio che la Mercedes dal GP di Gran Bretagna riesca a estrarre dalla power unit una maggiore potenza nelle fasi di accelerazione. Nella squadra di Milton Keynes pensano che ci sia stato un incremento della potenza di una ventina di cavalli che avrebbe permesso alla Stella di migliorare le prestazioni della W12.

Secondo Michael Schmidt di Auto Motor und Sport, autorevole testata tedesca, da Silverstone la Mercedes ha ritrovato una supremazia di motore nei confronti della Red Bull-Honda che si manifesta nella prima parte dei dritti e che permette di raggiungere in anticipo sulla concorrenza le velocità massime, ribaltando i dati che si erano registrati prima della gara inglese che parlavano a favore del motore giapponese.

E, allora, dalla Red Bull avrebbero mandato alla FIA una richiesta di chiarimento normativo per cercare di capire come mai l’unità di Brixworth abbia fatto un sostanziale passo in avanti nelle performance, lasciando intendere che ci sia qualcosa da controllare fra il compressore e il plenum del motore.

I dati GPS testimoniano che le frecce nere traggono un evidente vantaggio all’inizio dei rettilinei dopo le curve lente. Per la Red Bull i tecnici della FIA devono andare a guardare l’intercooler della Mercedes che ha il compito di portare a temperatura ambiente l’aria compressa dal sistema di sovralimentazione.

Secondo gli avversari, il segreto starebbe nell'intercooler. L'aria compressa viene solitamente raffreddata da 100 gradi a temperatura ambiente. In realtà c’è una norma regolamentare, contenuta in una direttiva tecnica, che consente di portare l’aria nel plenum a 10 gradi sopra alla temperatura rilevata dalla FIA un’ora prima della gara.

I Costruttori cercano di portare nel cassoncino di aspirazione l’aria più fresca possibile, perché più n’è alta la densità e più può essere il carburante bruciato in camera di combustione, traendo un indiscutibile aumento di potenza.

Il dubbio, quindi, è che la Mercedes riesca a gestire il passaggio di flusso fra l’intercooler e il plenum quando l’aria è più densa, vale a dire nella prima fase dell’accelerazione, mentre poi il compressore spinge aria più calda perdendo il vantaggio.

La domanda che si pongono in Red Bull è: fino a che punto può essere raffreddata l'aria che viene immessa nel plenum, specie se il sensore di controllo della FIA viene posizionato in un punto del cassoncino che può consentire variazioni di temperatura rilevanti?

Si sospetta che il sensore sia collocato in un’area specifica che permetta di leggere una temperatura decisamente superiore al limite richiesto. Da quest’anno la Mercedes ha modificato il plenum della W12 che è stato spostato e ingrandito rispetto allo scorso anno, tanto che il cofano della freccia nera avvolge questa parte del motore mostrando due vistose “bugne” che un passato non si erano mai viste.

I tecnici diretti da Hywel Thomas potrebbero aver studiato una fluidodinamica diversa nel passaggio d’aria fra l’intercooler e il plenum. Va detto che già l’anno scorso la Ferrari ebbe da eccepire sulla soluzione 2020 che la Mercedes utilizzava, ma già allora i commissari tecnici FIA ritennero la soluzione della Stella conforme alle regole.

Riusciranno in Red Bull a dimostrare che le cose stanno diversamente adesso? Non dimentichiamoci che Christian Horner ha avviato una potente campagna acquisti di specialisti Mercedes che lasceranno Brixworth per essere parte di Red Bull Powertrains e certe informazioni potrebbero essere particolarmente precise…

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