F1 | Sauber non va a punti da un anno: come può intervenire Audi?
Sauber è ancora l'unica squadra ferma a quota zero punti in classifica nel 2024 e sono passati ben dodici mesi da quando è entrata in top ten per l'ultima volta. Un calo tecnico dato da una vettura che non ha mostrato segnali di miglioramento nel corso della stagione: come può intervenire Audi per invertire il trend?
Sono passati dodici mesi da quando la Sauber è andata a punti per l’ultima volta, nel Gran Premio del Qatar 2023. Al tempo era ancora in vigore la partnership con Alfa Romeo e fu il canto del cigno di quella avventura, con una doppia top che permise alla scuderia svizzera di centrare ben sei punti, un bottino rivelatosi sufficiente per sopravanzare la Haas nel mondiale costruttori ed evitare l’ultimo posto.
Un anno dopo, però, la situazione è diversa e ancora più difficile, perché la Sauber al momento è ancora ferma a quota zero in classifica, non essendo riuscita a conquistare alcun punto nel corso della stagione 2024.
Le chance migliori il team le aveva avute a inizio anno, quando però aveva dovuto fare i conti con i problemi nei pit stop che, in più occasioni, non le avevano permesso di estrarre il massimo dalla gara, come successo ad esempio in Bahrain, in Arabia Saudita o in Giappone, dove una remota possibilità di finire in top ten non era così irrealistica. Curiosamente, però, da quel momento in poi su quel fronte la Sauber ha fatto un grande passo in avanti, perché nelle ultime gare si è rivelata tra le più rapide del lotto sui pit stop.
I meccanici del Stake F1 Team Kick Sauber si esercita sui pit stop
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Una situazione che, tuttavia, ha avuto un suo impatto, perché mentre gli altri iniziavano a sviluppare la vettura, la Sauber ha investito denaro e risorse per risolvere i problemi legati ai pit stop. Chiaramente, però, questo non è l’unico motivo della caduta verso il basso della scuderia elvetica che, indubbiamente, può provare ad appellarsi alle difficoltà di inizio stagione e al tempo perso per non essere riuscita a sfruttare alcune chance al meglio, ma è anche vero che lo sviluppo non è andato nella direzione corretta.
Ad inizio anno, la vettura di Hinwil sembrava infatti potersela giocare nelle posizioni migliori di centro gruppo sul piano delle performance, nonostante i problemi nelle curve ad alta velocità per la mancanza di carico, tema già affrontato nella passata stagione. Nel corso dell’anno sono arrivati degli sviluppi per provare a risolvere la situazione e dare nuova linfa vitale alla monoposto, ma è anche vero che le novità non hanno permesso di fare il salto in avanti sperato come per altri team, senza scordare che il pacchetto tecnico più sostanzioso è arrivato solamente poco prima della pausa estiva, tra l’altro solo per una vettura.
Una situazione difficile, con la macchina che al momento mostra ancora chiari punti deboli a livello non solo di performance, ma anche di guidabilità, dato che i piloti si sono lamentati molte volte di come la C45 sia molto difficile da guidare ed eccessivamente sensibile ai fattori esterni, come al vento. Inoltre, la monoposto elvetica fatica sui dossi e sugli avvallamenti dell’asfalto, quindi non è una sorpresa che, ad esempio, abbia faticato a Singapore.
Attualmente la Sauber si trova in una situazione di stallo, con gli investimenti destinati alla preparazione per il 2026, quando la squadra diventerà la squadra ufficiale Audi. Chiaramente, tutto quanto sviluppato e migliorato ora in questo processo di trasformazione può tornare utile anche prima dell’ingresso della casa dei “quattro anelli”, ma è chiaro che ci vuole tempo per mettere tutto in atto nel modo corretto. La scuderia ha dato il via a una campagna di reclutamento, quella che forse può dare maggiori risultati in tempi brevi, mentre sulle strutture ci vorrà più tempo, perché non basta solamente investire, ma serve anche mettere insieme tutti i vari elementi per far rendere al meglio il progetto, come sta dimostrando Aston Martin.
Zhou Guanyu, Stake F1 Team KICK Sauber C44
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Questo è un aspetto che l'attuale membro del Consiglio di amministrazione e rappresentante della squadra Alessandro Alunni Bravi conosce bene, anche perché altre squadre, come la McLaren, negli ultimi anni hanno investito pesantemente sul rifacimento delle strutture. Infatti, secondo l’italiano, ogni risorsa di cui dispone la squadra in Svizzera ha margini di miglioramento.
"Negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito a un cambiamento nella struttura gestionale, sia da parte dell'Audi che della Sauber. Credo quindi che ci sia stata una chiara revisione del progetto e un riallineamento degli obiettivi in base al compito che ci attende", ha spiegato Alunni Bravi.
"Sono sempre stato convinto che la sfida della Formula 1 sia completamente diversa da quella di qualsiasi altra categoria motoristica. E naturalmente abbiamo molto lavoro da fare per raggiungere i nostri concorrenti. Dobbiamo aumentare il personale, le strutture, la tecnologia e gli strumenti. Ma questo lo sapevamo”.
"Credo che ora ci sia una comprensione più precisa di ciò che serve, non solo per migliorare, ma per diventare una squadra vincente. E con l'esperienza di Mattia [Binotto, nuovo responsabile del gruppo Sauber], l'impegno di [Gernot Dollner, CEO di Audi], credo che condividano una visione chiara della traiettoria di questa squadra, di ciò che è necessario”, ha aggiunto l’italiano.
Valtteri Bottas, Team Stake F1 KICK Sauber C44
Foto di: Lionel Ng / Motorsport Images
"Se si guarda all'investimento fatto dalla McLaren, hanno deciso di fare una nuova galleria del vento. Alla Aston Martin, quello che hanno fatto negli ultimi tre anni e mezzo, in termini di fabbrica, nuova galleria del vento, nuovo simulatore, aumento del personale, nomina di persone di alto livello, con Adrian Newey ultimo arrivato. Quindi non è solo che la Sauber deve migliorare per diventare un factory team. È che la Formula 1 non ha mai smesso di svilupparsi. Non ha mai smesso di migliorare. In tutti i settori, in termini di tecnologia, in termini di personale. Questo è qualcosa che dobbiamo fare anche noi".
Proprio Binotto, nella sua prima uscita pubblica come nuovo responsabile del gruppo Sauber a Monza ha detto che i risultati della Sauber al momento non sono accettabili, specie per una squadra che in un futuro non troppo distante diventerà Audi. È chiaro che serve un cambio di passo e il fatto che dietro le quinte ci siano stati maggiori movimenti più per migliorare la squadra in ottica 2026 che nell’immediato, come ha confermato anche Valtteri Bottas, ha avuto un suo peso non indifferente.
"Stiamo costruendo una squadra tutti insieme e credo che sia molto importante mettere delle basi solide fin da ora. E il fatto che Mattia fosse a Monza è un chiaro segno che il suo impegno non è solo per il futuro, ma che dobbiamo mostrare progressi fin da ora per essere competitivi in futuro. Ha la piena responsabilità del successo sportivo della squadra e il successo sportivo inizia ora, non nel 2026. Quindi stiamo costruendo le basi ora", ha aggiunto Alunni Bravi.
Lo stesso Binotto ha spiegato che è di fondamentale importanza cambiare la mentalità di coloro che già lavorano in Sauber, abituati negli ultimi anni a risultati al massimo a metà classifica, in una mentalità affamata di vittorie. "Sappiamo di partire da una piccola squadra. Abbiamo bisogno di una chiara trasformazione aziendale dal punto di vista della mentalità culturale, ma in tutti gli aspetti", ha spiegato Binotto.
Mattia Binotto, CEO and CTO, Stake F1 Team KICK Sauber
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
“Dobbiamo, passo dopo passo, prendere le decisioni giuste, cercare le soluzioni giuste e avere un obiettivo chiaro davanti a noi, tra qualche anno, per diventare davvero una squadra vincente, punto di riferimento per la Formula 1. C'è pieno sostegno, sono stato convinto del progetto e sono pienamente convinto che sia nelle nostre mani".
"Credo che giudicare il tempo necessario sia molto difficile. Il divario è importante, certamente. È importante in termini di numero di persone che lavorano lì, di strutture, di ciò che si ha a disposizione, di strumenti. Si tratta di tanti dettagli: qualsiasi cosa si guardi, c'è qualcosa di diverso rispetto a ciò a cui ero abituato".
"Ma per me è fantastico. È fantastico perché so di avere un punto di riferimento in mente. Penso che questo aiuterà sicuramente il progetto in termini di cosa fare, e poi si tratta di 'Come possiamo farlo il più velocemente possibile? Oggi credo che i parametri di riferimento siano chiari. Stiamo definendo le nostre priorità perché non si può fare tutto in una volta sola".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments