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Analisi
Formula 1 Bahrain Test pre-stagionali

F1 | Sauber, C45 rigida e sbilanciata nei test: il primo obiettivo è trovare stabilità

Dopo la tre giorni di test in Bahrain, in casa Sauber si è tracciato un primo bilancio. Il team ha scelto di dedicare grande attenzione al lavoro di ricerca del setup, confrontando numerosi assetti. Per ora la C45 si è dimostrata abbastanza rigida e sbilanciata: il primo obiettivo degli ingegneri è renderla più stabile e semplice per i piloti.

Gabriel Bortoleto, Kick Sauber C45

Pochi mesi fa, Sauber ha concluso mestamente la stagione all’ultimo posto in classifica costruttori, ma non senza una crescita positiva nell’ultima parte del campionato, quando proprio sul finale sono arrivati degli aggiornamenti, in particolare legati al fondo, che hanno permesso di recuperare diversi decimi sui rivali.

Un po’ con la medesima filosofia adottata da Racing Bulls, parte delle soluzioni che hanno debuttato a fine 2024 di fatto preannunciavano le novità che si sarebbero viste sulla monoposto di questa stagione, specie le modifiche a livello sospensivo.

In parte, il salto qualitativo fu anche dovuto proprio all’aver spinto su alcune scelte tecniche nella fase finale del campionato mentre altri avevano già concluso il lavoro di sviluppo concentrandosi sull’anno successivo. Tuttavia, alterttanto fondamentale fu il lavoro per rendere la vettura più docile e facile da leggere per i piloti, allargando la finestra di funzionamento. Inoltre, le novità sospensive erano rivolte all’aumentare il grip all’avantreno, aspetto su cui la C44 aveva mostrato qualche sofferenza.

Nico Hulkenberg, Sauber

Nico Hulkenberg, Sauber

Foto di: Clive Mason/Getty Images

Curiosamente, la C45 mostra anche delle soluzioni ricercate, soprattutto nella zona delle pance, con un andamento verso il basso non lineare, bensì con una sorta di gradino per poi proseguire la discesa verso la parte posteriore. Inoltre, anche il cofano motore è stato in buona parte rivisto nella zona dei “bazooka”, a dimostrazione del fatto che gli ingegneri abbiano lavorato sodo per tentare di uscire dal fondo della classifica e rilanciarsi.

Tuttavia, nonostante Nico Hulkenberg abbia cercato di non spingersi troppo in là con le conclusioni, il tedesco, tornato alla Sauber dopo oltre 10 anni dalla prima avventura con la scuderia svizzera, non ha nascosto che la versione base della C45 non sia entusiasmante e come ci sia ancora tanto lavoro da fare.

“Sono stati tre giorni molto dinamici, abbiamo raccolto tante impressioni che ovviamente dobbiamo digerire. Fortunatamente abbiamo una settimana intera per elaborare i dati. Sento che abbiamo del lavoro da fare, ma non è una sorpresa. Penso che l'abbiamo sempre saputo, visto dove si trovava la squadra l'anno scorso”, ha raccontato Hulkenberg alla fine dei test, spiegando quello che è stato il lavoro svolto dal team.

Nico Hulkenberg, Kick Sauber C45

Nico Hulkenberg, Kick Sauber C45

Foto di: Sauber F1 Team

“Ovviamente il test per me è utile anche per me, conoscere l'auto, capire come reagisce a determinati cambiamenti di assetto e di ambientarmi il più possibile nel tempo che abbiamo a disposizione”, ha poi aggiunto il tedesco, che dovrà abituarsi a una vettura diversa dalla Haas con cui nel 2024 è stato in grado di raccogliere ottimi risultati, lottando stabilmente nella zona alta di centro gruppo.

Se si osserva il programma di lavoro della scuderia elvetica, salta subito all’occhio proprio come il team abbia investito molto tempo sulle prove di assetto per comprendere come reagisse la vettura a determinate modifiche. Con Hulkenberg, infatti, sia nella mattinata della prima giornata che in quella del secondo giorno il programma è rimasto identico, con run divisi in due sezioni: prima un paio di giri spinti a è seguito un run di circa 6/7 giri, cercando di mantenere i riferimenti costanti.

Anche per il debuttante Gabriel Bortoleto le prime ore sono state dedicate solamente alle prove di setup e di studio della mappa aerodinamica, ben otto uscite formate solo dal giro d’uscita e di rientro al fine di accumulare dati preziosi per i tecnici in fabbrica. Solo nel pomeriggio del primo giorno il brasiliano ha iniziato a girare con regolarità, completando una simulazione gara, aspetto fondamentale non solo per accumulare chilometri, ma anche per dargli modo di apprendere i segreti della gestione gomma.

Gabriel Bortoleto, Sauber

Gabriel Bortoleto, Sauber

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Una scelta che ha poi pagato, anche perché nella mattina del terzo giorno, Bortoleto è rimasto per due ore fermo ai box a causa di una perdita idraulica che ha rallentato il lavoro del team. Hulkenberg nel pomeriggio ha ripreso a effettuare dei long run, ma c’è chiaramente del lavoro da fare.

“Non so se la finestra di funzionamento è più stretta [con questa macchina], è presto per dirlo, inoltre il Bahrain è sempre un tracciato particolare, non abbiamo tante piste stop&go come Sakhir nel mondiale, con tornantini e tante curve lente. La maggior parte dei tracciati ha curve a media e alta velocità, senza contare che l’asfalto è molto aggressivo qui", ha aggiunto il tedesco, sottolineando come i primi appuntamenti siano piuttosto differenti da quelli del Bahrain, per cui certi aspetti potrebbero cambiare.

“Non salterei a conclusioni, ma credo che non siamo super felice della vettura al momento e ci sono delle aree su cui dobbiamo lavorare. Penso che la situazione di partenza non sia stata straordinaria, abbiamo sicuramente avuto delle difficoltà, ma credo che non esista un pilota superfelice ora, in particolare con queste condizioni. C’era anche forte vento”.

Test Bahrain - Simulazione di gara 2° giorno

Test Bahrain - Simulazione di gara 2° giorno

Foto di: Gianluca D'Alessandro

I primi test in Bahrain, infatti, non hanno dato segnali particolarmente incoraggianti, specie per quanto riguarda il bilanciamento della monoposto, che è spesso sembrata instabile e difficile da guidare per i due piloti. Paradossalmente, il fatto che vi sia stato tanto vento rappresenta un elemento positivo per la Sauber, perché lo scorso anno la C44 pativa particolarmente le raffiche, che rendevano l’auto più imprevedibile sbilanciando l’assetto aerodinamico: ciò ha dato modo di effettuare subito un confronto con la C45.

Un altro punto critico per la C44 l’anno passato era la necessità di dover girare rigida e radente al terreno per trovare il carico necessario e ciò si era visto in Qatar, dove con un asfalto liscio la vettura aveva "preso vita" regalando al team i primi punti stagionali. Su quei tracciati dove ciò non era possibile, allora gli ingegneri erano anche costretti ad alzare la monoposto.

Per il momento la C45 sembra una vettura con una natura sottosterzante e un'impostazione piuttosto rigida. In parte questo aspetto rientra in quel programma menzionato di ricerca del setup e della finestra di funzionamento, ma spesso è sembrata fin troppo difficile da gestire per i piloti. Fondamentale sarà la settimana di pausa per analizzare meglio i dati e cercare di rendere più stabile la C45 migliorando le caratteristiche di guida.

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