F1 | Sainz, altro 3° posto da applausi: è la conferma del ribaltamento di un trend
Lo spagnolo brilla anche sotto i riflettori di Las Vegas. Sebbene la pista statunitense rientrasse nella lista di quelle favorevoli alla Williams, sul bagnato Sainz ha aggiunto qualcosa in più, strappando un bel 3° posto. Ma c'è di più: è la conferma di come ora riesca a concretizzare il valore della monoposto, invertendo il trend di inizio anno.
Tra i top team spunta anche una sorpresa. Nella classifica delle qualifiche di Las Vegas balza subito agli occhi il terzo posto di Carlos Sainz, capace ancora una volta di trascinare la Williams nelle zone alte della classifica concretizzandone il potenziale, con un distacco contenuto rispetto al resto della griglia.
Infatti, lo spagnolo è l’ultimo pilota a restare sotto i quattro decimi dalla pole di Lando Norris. Dal quarto posto in giù i distacchi si dilatano, con George Russell lontano addirittura di nove decimi dal connazionale della McLaren. Un terzo posto che profuma d’impresa e che si inserisce perfettamente con la ritrovata capacità di concretizzare il valore della vettura, qualcosa che, per vari motivi, non era successo a inizio stagione.
Non a caso, prima che Lando Norris sorprendesse tutti, Sainz aveva accarezzato l'idea che quel giro potesse trasformarsi in una pole, l'aveva sognata per un istante. Quando ha tagliato il traguardo, tra i primi a completare il tentativo, il pilota della Williams si è ritrovato al comando con un margine consistente sulla concorrenza e solo Max Verstappen e il britannico della McLaren, tra gli ultimi a passare sul traguardo sfruttando il miglioramento della pista, sono riusciti a scalzarlo.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“È stato davvero un gran giro. Pensavo fosse da pole. Quando ho chiuso il giro ho visto che ero in prima posizione, poi ho realizzato che ero stato il primo a tagliare il traguardo. E sì, forse non sarebbe durato a lungo, ma è sembrata davvero una buona qualifica”, ha raccontato Sainz al termine delle qualifiche, per poi entrare nel dettaglio di cosa abbia funzionato e perché è rimasto sorpreso di alcuni elementi.
“Se devo dire, credo che fossimo più competitivi con le Extreme Wet in Q1 e Q2. Avrei voluto che fosse rimasto quel tipo di gomma, perché era quella che mi dava le sensazioni migliori e la maggiore fiducia. Ogni volta che guardo la classifica, ero in prima posizione. Cn le intermedie mi aspettavo di andare più piano, visto che in FP3 non eravamo andati così bene. Al contrario, in qualifica è andata bene”.
Analizzando le parole di Sainz emerge chiaramente la sua preferenza per le gomme extreme. La FW47 è una vettura che spesso fatica a esprimere tutto il proprio potenziale in qualifica, incapace di mantenere gli pneumatici nel corretto range di funzionamento. Una difficoltà che si manifesta soprattutto con le mescole più tenere, caratterizzate da maggiore movimento e da una sensibilità termica più marcata.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Guido De Bortoli
Con le full wet la Williams è riuscita a trovare un equilibrio migliore, anche perché molti piloti hanno scelto di proseguire con più tentativi consecutivi. Sulle intermedie, invece, soprattutto quando la pista si stava progressivamente asciugando, il bilanciamento è diventato molto più complesso e ciò si è visto soprattutto in FP3, dove la pista era ormai molto vicina alle slick.
Al contrario, all’inizio della Q1 si è visto come per tutti gli intermedia faticassero a mantenere temperatura, essendo la pista ancora molto bagnata e non avendo quelle performance sufficienti per generare calore e conservarlo anche sui lunghi rettilinei. Con l’asciugarsi della pista, però, la gomma ha iniziato a generare più energia e calore, imponendo una gestione più delicata a livello termico che ha messo più in difficoltà la Williams.
Non è un mistero che Las Vegas fosse uno dei tracciati più favorevoli alla FW47, capace di esaltarne l’efficienza aerodinamica e di mascherarne i limiti nelle curve lente. Gran parte dei tratti a bassa percorrenza, fatta eccezione per il secondo settore, sono infatti secchi e prevedono frenate a vettura perfettamente dritta, riducendo così i problemi di sottosterzo già emersi in circuiti simili, come Baku.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Il bagnato ha però rimescolato le carte, sebbene per domani sull'asciutto rimanga lo spauracchio del graining, elemento che già lo scorso anno aveva colpito la Williams: “Ovviamente sull’asciutto non credo che saremmo andati oltre un la terza o quarta fila. Il bagnato oggi ci ha permesso di brillare un po’ di più e di restare davanti in alcune fasi di Q1, Q2 e Q3. Non penso che sull’asciutto sarebbe stato possibile, e non mi aspetto, se domani la gara sarà asciutta, di riuscire a mantenere in terza posizione. Ma sull’acqua eravamo veloci”.
La pioggia ha certamente aiutato, ma la prestazione di Sainz resta da applausi e, soprattutto, conferma un trend ormai evidente. Se a inizio stagione, anche nei weekend più favorevoli alla FW47, lo spagnolo non riusciva a concretizzare le occasioni tra sbavature, problemi tecnici ed errori strategici del team, oggi Sainz sa sfruttare la vettura e portarla stabilmente nelle prime posizioni. Uno scenario opposto a quello di Albon, che ora sembra seguire il percorso contrario dopo un ottimo inizio di campionato.
Dalla pausa estiva in poi, infatti, salvo rari episodi come l’incidente con Liam Lawson in Olanda, quando era in lotta per il quinto posto, o la penalità rimediata ad Austin, Sainz è riuscito a concretizzare con regolarità il potenziale della vettura ogni volta che è entrato in top ten, come dimostrano il podio di Baku, Singapore con una splendida rimonta e il terzo posto nella race negli Stati Uniti, per un bottino complessivo di 24 punti.
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