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Intervista
Formula 1 GP di Gran Bretagna

F1 | Sainz: "Le novità non funzionano, persi 2 mesi di sviluppo"

Il quinto posto è il risultato migliore a cui poteva aspirare la Ferrari a Silverstone, grazie anche a buone scelte strategiche da parte di Carlos Sainz. Tuttavia, analizzado il weekend, lo spagnolo ha sottolineato come gli aggiornamenti non abbiano funzionato come sperato, il che non solo costa performance, ma anche mesi di sviluppo.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Il quinto posto finale non è certo il risultato che sperava la Ferrari prima del weekend britannico ma, considerando l’andamento del fine settimana, è forse la posizione migliore a cui poteva aspirare il Cavallino. Le curve veloci hanno messo in crisi la SF-24, che a Silverstone ha scelto di tornare indietro sul pacchetto di Imola per ridurre la quantità di bouncing nei tratti più rapidi e avere una vettura più prevedibile.

Un segnale chiaro sulle difficoltà vissute dalla Ferrari negli ultimi appuntamenti, perché tornare indietro sulle novità non è mai un bel segnale, anche se questo discorso è legato a caratteristiche specifiche su un tracciato selettivo.

Al di là delle considerazioni sugli aggiornamenti, Sainz si è detto soddisfatto per il quinto posto finale, complici anche alcune buone scelte strategiche in momenti chiave che, seppur non hanno cambiato la sua gara, rappresentano comunque una piccola soddisfazione in attesa di tempi migliori.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

"Penso che abbiamo fatto il massimo. Sono soddisfatto della gara perché, anche se non siamo stati abbastanza veloci in condizioni di asciutto o di bagnato, abbiamo azzeccato tutte le chiamate ai pitstop, soprattutto a metà gara quando c'erano le slick sul bagnato, e sono riuscito a guadagnare le posizioni del podio”, ha detto lo spagnolo che, in effetti, è stato tra i piloti che ha individuato il momento giusto insieme alla scuderia sia per il passaggio sulle intermedie che per il ritorno alle slick quando la pista si stava progressivamente asciugando.

“Ci siamo messi in lotta per il podio, ma purtroppo, non appena la pista diventava completamente bagnata o completamente asciutta, non eravamo abbastanza veloci".

"Ad essere onesti, avevo studiato le condizioni meteo con i miei ingegneri, quindi ero fiducioso, in vista della gara, di poter fare le scelte giuste oggi. Abbiamo fatto dei bei giri nelle FP1 e FP2 per capire le varie condizioni e assicurarci di essere pronti. Abbiamo fatto un’ottima gara. Onestamente, tutte le chiamate sono state azzeccate, tutte le gomme, tutte le chiamate via radio”, ha aggiunto lo spagnolo che, insieme al team, ha compiuto la scelta giusta nel montare la hard invece della soft per l’ultimo stint, per quanto, dato il vantaggio sui rivali alle sue spalle e il deficit di performance rispetto ai primi tre team, non abbia avuto un peso decisivo sulla sua gara.

Il rammarico è quello di non aver avuto una vettura più veloce con cui giocarsi un risultato migliore, dato che le scelte strategiche sono state azzeccate: “È solo un peccato non essere stati più veloci nella prima parte della gara, sulla gomma intermedia, o alla fine, perché credo che saremmo stati al 100% in lotta per il podio o per la vittoria. Inoltre, abbiamo preso un punto bonus alla fine con il giro più veloce”, ha aggiunto il madrileno che, sfruttando l’ampio vantaggio su Nico Hulkenberg, nelle tornate conclusive ha potuto montare la soft per centrare il giro più rapido della corsa garantendo a Ferrari il punto aggiuntivo.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Chiaramente, alla fine di un trittico così difficile per la Rossa, è inevitabile tirare delle conclusioni su quelle che sono state le prestazioni del nuovo pacchetto aerodinamico, scartato per questa ultima gara in Inghilterra dopo un confronto effettuato al venerdì con gli aggiornamenti introdotti a Imola. Le curve veloci hanno messo ancora una volta in evidenza il bouncing, aggiungendo un ulteriore problema a un aspetto su cui, in realtà, la SF-24 era già carente nei confronti di McLaren e Red Bull. Neanche il pacchetto Imola ha eliminato del tutto il fenomeno dei saltellamenti, ma lo ha reso più gestibile.

"È chiaro che la performance della vettura con i nuovi aggiornamenti non è abbastanza buona. Siamo praticamente tornati alla stessa auto di Imola e da Imola tutti hanno fatto miglioramenti, probabilmente aggiungendo due decimi di performance, mentre noi siamo dovuti tornare indietro”, ha commentato lo spagnolo, che poi ha rimarcato come il fatto che questo pacchetto non abbia funzionato come previsto pesa non solo sul piano delle performance, ma anche sul tempo speso per progettarli rispetto ai rivali.

“Abbiamo perso due o tre mesi di sviluppo, sul piano di miglioramenti delle performance in galleria del vento o di prestazioni che avremmo potuto ottenere in questi mesi. È chiaro che di recente non abbiamo preso le decisioni giuste. Però mi sembra che oggi si sia tornati alle basi, a una macchina che è la stessa che avevamo a Imola e da qui in poi dobbiamo solo migliorare. Ma è chiaro che i nostri rivali sono un buon passo avanti a noi".

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Secondo Sainz, le prospettive per l’Ungheria possono lasciar guardare al prossimo appuntamento con maggior fiducia, soprattutto perché ci saranno meno curve ad altissima velocità che accentueranno il fenomeno dei rimbalzi. Tuttavia, è chiaro che i problemi non spariranno nel giro di pochi giorni e che, fino a quanto non ci saranno delle novità pensate per combattere questo difetto, anche i piloti dovranno adattarsi a quelli che sono i limiti e i compromessi da dover fare con questa versione della SF-24.

"La pista dell’Ungheria è più lenta, anche se probabilmente avremo ancora del bouncing in curva 4 e 11, ma fino a quando non ci sarà qualcosa di meglio, potremmo dover convivere con questi rimbalzi per avere migliori performance nelle curve a basse velocità”, ha raccontato Sainz quanto gli è stato chiesto se, su un tracciato più lento come quello dell’Hungaroring, avesse senso montare il pacchetto che ha debuttato a Barcellona e che, secondo i piloti, comunque ha garantito un incremento del carico totale.

“Al contrario, nelle piste ad alta velocità potremmo essere costretti a dover usare il fondo di questo pacchetto [il pacchetto Imola], perché altrimenti l'altro [quello del pacchetto Barcellona] è inguidabile. Per ora, nella situazione in cui ci troviamo, confido che la squadra farà le scelte giuste di circuito in circuito, fino a quando non arriverà un pacchetto più solido, che non genererà rimbalzi alle alte velocità e che, allo stesso tempo, sia buono alle basse velocità. Allora inizieremo a pensare di lottare di nuovo con i primi tre team", ha aggiunto il madrileno.

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