F1 | Sainz esclusivo: "Contribuirò a rendere la Williams un top team"
Il pilota spagnolo racconta un retroscena: "In Messico mi ero messo pressione da solo, consapevole che poteva essere l'ultima occasione per vincere un GP. Indescrivibile l'appagamento che ho provato dopo il successo, ma ora sono comsapevole che potrò aiutare il team a crescere. Non saremo pronti nel 2026, ma le crescita già si vede".
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Peter Fox
Nessun rimpianto. Carlos Sainz si è tuffato nel mondo Williams accettando una sfida a tutto campo: “Non ho trovato posto in un top team, proverò a crearne uno”. Davanti agli occhi c’è la storia della McLaren, squadra di cui Carlos ha fatto parte quando si gettavano le basi su cui poggiano i successi attuali.
L’obiettivo è percorrere la stessa strada in Williams e Sainz vuole essere parte attiva in questo cammino. Lasciati alle spalle i quattro anni in Ferrari, oggi Carlos trasmette una grande solidità, forgiata da momenti esaltati e delusioni tremende, sa cosa vuole e conosce bene gli ostacoli che lo attendono, ad iniziare da un percorso d’adattamento in Williams che aveva messo in conto.
Dalla chiacchierata con Motorsport.com emerge una spiccata capacità di analisi, una visione molto chiara del futuro che lo porta a non mentire, soprattutto a sé stesso. È quanto emerge da un retroscena inedito risalente al Gran Premio del Messico dello scorso anno.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Dodici mesi fa di questi tempi non conoscevi ancora il tuo futuro. Come stai ora?
“A livello personale sicuramente meglio, ora sono in una squadra con un progetto a lungo termine che mi motiva tantissimo. Mi sento parte di una famiglia, con questo non voglio dire che non mi sia sentito bene in Ferrari, ci tengo a sottolinearlo, ma ovviamente lo scorso anno si è creata una situazione diversa, visto che ho disputato un’intera stagione sapendo già che sarei uscito dalla squadra. È stato un anno strano, ma considerando tutto direi che, come squadra, abbiamo fatto un buon lavoro”.
Lo scorso anno hai impiegato molto tempo prima di decidere di legarti alla Williams. Come è maturata la scelta?
“Mi sono preso tempo fino all’estate per verificare se c'era un’opportunità con un top team e per valutare quale fosse la migliore alternativa. Non volevo fare la scelta sbagliata, ho valutato tutto molto attentamente”.
Per quale motivo lo scorso anno Carlos Sainz non è stato preso in considerazione dai top team?
“Sono arrivato a delle conclusioni, ma le tengo per me. Credo che gli addetti ai lavori in Formula 1 sappiano perfettamente il perché di certe scelte, non ho bisogno di spiegarlo davanti ad un microfono. Così mi sono detto che se non posso andare in un top team posso dare il mio contributo per crearlo, in Williams ho visto il potenziale per poter iniziare una bella storia".
"Ho parlato a lungo con James (Vowles) in merito al progetto che aveva in mente, e ho deciso di puntare sulla Williams perché mi è sembrata la migliore opportunità per creare un top team. A distanza di sei mesi dal mio ingresso in questa squadra posso dire che sono ancora più convinto di quando ho firmato il contratto, stiamo tutti lavorando al 100% per centrare questo obiettivo”.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Lars Baron - Motorsport Images
Quest'anno si continua a parlare molto delle problematiche che un pilota deve affrontare quando cambia squadra. Nel tuo caso come prosegue l’inserimento nel mondo Williams?
“Credo che si stia parlando molto di questo tema perché c'è un grande pilota che sta affrontando le problematiche legate ad un cambio di team. Ora si è posta all’attenzione generale una situazione che conosco molto bene, avendo cambiato squadra cinque volte. Ricordo quando sono stato per un anno alla Renault, due anni alla McLaren, e quando dicevo che mi stavo adattando alla squadra non credo che comprendessero le difficoltà".
"Sei un pilota di Formula 1, devi adattarti velocemente, la gente non credo comprenda bene cosa vuol dire, non è una scusa, ma ora questo tema lo si conosce meglio, parlo con tutti i piloti che hanno cambiato squadra e tutti mi dicono che non avendo test puoi solo fare le prove di cui hai bisogno durante i weekend di gara, e questo ovviamente ti penalizza. Ma è l’unico modo per crescere, e questo processo richiede tempo”.
Nel concreto, di cosa si tratta?
“Ci sono decine di particolari che variano da squadra a squadra. Se parliamo di power unti c’è l'engine braking, la curva di coppia, poi ci sono altri fronti come il differenziale, il feeling con i dischi freno di diversi produttori, la procedura per portare in temperatura le gomme nell’outlap, la gestione degli pneumatici in gara, l’approccio nel giro di qualifica, tantissime variabili che nella Formula 1 di oggi sono molto, molto importanti".
"Un pilota che ha trascorso tre o quattro stagioni in una squadra ha ovviamente molta familiarità con tutti questi aspetti, ed è in grado di sfruttare tutto al massimo del potenziale. Nel mio caso vedo Albon, ma credo anche Leclerc in Ferrari, Verstappen in Red Bull o Russell in Mercedes, per arrivare a quel livello di feeling serve tempo, perché semplicemente loro hanno familiarità con aspetti che un pilota appena arrivato non conosce. Può solo scoprirli nel corso dei weekend di gara, girando, analizzando dati o copiando, e questo richiede tempo”.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images
Sei stato sorpreso dai progressi che ha confermato la Williams in questa prima parte di stagione o li avevi messi in conto?
“Se ho scelto Williams è perché ho visto in questa squadra il potenziale per fare ciò che sta facendo. Detto questo, il passo avanti che abbiamo visto è arrivato prima di quanto mi aspettassi, e forse anche la stessa squadra è stata sorpresa da quanto è riuscita a crescere dallo scorso anno ad oggi".
"Nelle prime gare abbiamo fatto un buon passo avanti, ma ciò che mi sta dando tanta fiducia è che quando ho iniziato ad essere in grado, insieme agli ingegneri, di cambiare un po' di cose sul setup, abbiamo fatto uno step ulteriore di performance. Mi piace poter dare il mio contributo nel trovare la strada che dobbiamo seguire, e insieme con Alex credo che stiamo facendo un buon lavoro nel trovare la direzione corretta”.
Prima del weekend di Suzuka la squadra ha sostituito il telaio che hai utilizzato a Melbourne e Shanghai. È stata una tua richiesta?
“Ho iniziato la stagione andando molto forte nei test in Bahrain, e già nella giornata di prove che avevamo fatto lo scorso dicembre a Yas Marina i riscontri erano stati positivi. Poi nei primi due weekend di gara ho avuto dei problemi in qualifica, non avevo il feeling che mi sarei aspettato. La squadra ha così deciso di sostituire il telaio anticipando la rotazione degli chassis".
"Alla fine, è vero che proprio dal Giappone sono andato più forte, ma non sono certo che sia stato un passo avanti dovuto al telaio, credo sia stata più una questione di setup che mi ha permesso di guidare meglio e di capire la macchina”.
James Vowles, Williams
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Quanto tempo ci vorrà per riportare la Williams tra i top team?
“Credo che il prossimo anno non saremo ancora pronti. Sarebbe bellissimo fare un altro passo avanti perché vorrebbe dire essere con i top team, ma l’esperienza in Ferrari mi è servita anche a capire che un conto è essere nel gruppo, altra cosa è riuscire a battere le squadre di vertice".
"In questa stagione stiamo avendo un primo assaggio, in alcune qualifiche siamo stati in grado di confrontarci alla pari con Mercedes e Ferrari, e non era per nulla scontato ritrovarsi in quelle posizioni. Poi abbiamo commesso degli errori che ci sono costati molti punti, e questo conferma che la crescita di una squadra non passa solo attraverso la performance della monoposto, anche il team deve crescere in tutti i suoi aspetti, e credo che James Vowles sia la persona ideale per questo compito".
"Penso che ce la faremo, quindi sotto certi aspetti è meglio mettere in conto qualche errore durante questa stagione visto che non abbiamo ancora una macchina che ci possa consentire di competere per i massimi obiettivi”.
Come è cambiata invece la tua vita?
“Quando cambi squadra, e io l’ho fatto molto volte, cambiano anche altri aspetti della vita, credo sia naturale. Dai 26 ai 30 anni sono stato parte di una squadra incredibile, è stato un bel periodo. Quando quest’anno sono arrivato ad Imola i tifosi mi hanno accolto e salutato molto calorosamente, mi sono sentito amato e voglio davvero ringraziare per questo riconoscimento, sono stati 4 anni bellissimi in cui abbiamo dato tutto per la Ferrari. Non posso dire che mi manca perché ho voltato pagina, ora sono calato nella realtà Williams perché ho questa opportunità e devo sfruttarla al meglio, ma conserverò sempre dei ricordi bellissimi”.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
Dove ti immagini tra 4-5 anni?
“Mi piacerebbe vincere un Mondiale, essere in lotta con la Williams per il massimo obiettivo. Questo è il mio progetto di vita, avere entusiasmo, motivazione e mettere tutto questo a disposizione di un progetto”.
La scorsa stagione quando hai firmato con Williams hai dichiarato di aver rivisto qualcosa nel team che ti ha ricordato il tuo periodo in McLaren, un altro progetto a cui hai garantito un buon contributo...
“È una questione di fiducia nelle persone giuste, le squadre oggi sono davvero grandi e diventa fondamentale avere dei buoni leader in ogni dipartimento. In Williams ho trovato persone molto capaci in ogni area, mi ricordo che quando arrivai in McLaren c’erano Andrea Stella e Peter Prodromou, forse non erano ancora nei ruoli che ricoprono oggi, ma si vedeva chiaramente il loro profilo e la loro capacità".
"Quando sono stato contattato da Ferrari non ho esitato, è la Ferrari, ma sapevo che la McLaren sarebbe cresciuta. Mi capita di incontrare Andrea nel paddock e glielo dico sempre, è bello vedere cosa siete riusciti a fare, ed anche se ho lasciato la squadra proprio quando hanno iniziato a fare i primi passi avanti, conservo dei bei ricordi”.
Lo scorso anno sei riuscito a mantenere una buona performance nonostante tutti i punti interrogativi sul tuo futuro. Qual è stata la parte più difficile del 2024?
“Non è stato il miglior anno della mia carriera, probabilmente le stagioni che reputo migliori sono ancora quelle del periodo McLaren. In Ferrari ho avuto degli highlight molto forti che mi hanno consentito di conquistare delle vittorie, ma la stagione più difficile è stata chiaramente l’ultima".
"Non sapevo dove avrei corso quest’anno e non è l’ideale correre in quelle condizioni, per rendere al 100% devi essere tranquillo e in un ambiente come quello che oggi hanno Max o Charles, dove conosci tutto e tutto gira intorno a te. Lo scorso anno ho cercato di sfruttare le occasioni che mi si sono presentate, ma anche se non è stata una stagione semplice, sono orgoglioso di aver dato tutto per la Ferrari”.
Carlos Sainz, Ferrari, vincitore del GP del Messico 2024
Foto di: Ferrari
Una delle immagini più forti del tuo 2024 è l’espressione sul podio del Gran Premio del Messico...
“Ti spiego perché. Sono arrivato in Messico dicendomi ‘Carlos, questa potrebbe essere l’ultima volta che vinci una gara in Formula 1, non sai cosa ti riserverà il futuro’. In pratica mi sono messo pressione da solo, però era un pensiero reale. Sapevo che quel weekend la monoposto sarebbe andata bene, e allo stesso tempo ero cosciente che andando in Williams non potevo sapere se in futuro avrei guidato nuovamente una macchina vincente".
"Ovviamente il mio obiettivo è riportare la Williams al top, mi fido del mio talento, ma non puoi prevedere il futuro. Tornando alla vigilia del weekend di Città del Messico, non so quanto in modo cosciente, mi sono messo sotto una notevole pressione e alla fine ha funzionato, direi anche molto bene. Ho fatto i due giri della vita in Q3, ho fatto un gran sorpasso a Verstappen ed ho vinto la gara. Dopo essere transitato sul traguardo mi sono detto ‘questo è quello che sono capace di fare”.
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