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F1 | Russell, una pole nata da un errore: il retroscena del doppio giro in Q3

La scelta obbligata dopo l’errore nel primo tentativo si è trasformata nell’arma vincente del pilota Mercedes. A Montreal il warm-up delle gomme soft ha messo in difficoltà diversi piloti, premiando chi è riuscito a sfruttare al meglio il secondo giro lanciato.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Agli osservatori più attenti non è sfuggito l’atteggiamento di Russell subito dopo aver appreso via radio di essersi assicurato la pole position: “Roba da titolo mondiale”, ha commentato un avversario d’esperienza con un sorriso ironico. C’è chi ha giudicato l’esultanza eccessiva per una pole position, ma dietro l’atteggiamento di George c’era la soddisfazione di aver ribaltato l’esito di una sessione di qualifica che ad un certo punto (dopo il primo run della Q3) era sembrata tutt’altro che in discesa.

C’è infatti un retroscena interessante, emerso nella serata di Montreal. Nel primo tentativo della Q3, con il primo set di gomme soft nuove, George ha commesso un errore che gli ha impedito di completare il giro lanciato. La Mercedes ha così deciso di richiamarlo immediatamente ai box, cambiando il programma pianificato prima della qualifica e anticipando l’uscita finale con l’ultimo treno di pneumatici disponibili. Il timore era quello di imbattersi in una bandiera gialla che avrebbe comportato la partenza nel Gran Premio dalla decima posizione.

Nel primo giro veloce Russell ha fermato il cronometro sull’1’12”993, un tempo sufficiente soltanto per l’ottava piazza sulla griglia di partenza. Geroge aveva però ancora carburante a disposizione per un secondo tentativo consecutivo, ed è proprio lì che è arrivato il giro della pole: 1’12”578.

Una situazione molto simile si è verificata anche nel box Red Bull. Max Verstappen, dopo un primo tentativo chiuso in 1’13”502, è riuscito a migliorarsi sensibilmente nel secondo giro lanciato sullo stesso set di gomme, scendendo fino a 1’12”907.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Un segnale analogo si era già intravisto in Q2 con Gabriel Bortoleto. Nel tentativo finale di entrare in Q3, il brasiliano era passato da 1’14”550 nel primo giro a 1’14”071 nel secondo tentativo consecutivo. In tutti i casi il miglioramento è stato di quattro decimi, ovvero non giustificabile con il peso inferiore di carburante presente nel serbatoio prima dell’ultima tornata.

Sono stati diversi i piloti a lamentarsi del warm-up delle gomme soft, probabilmente influenzato dalle basse temperature dell’asfalto. La scelta di completare due giri di preparazione prima del push lap ha migliorato in parte la situazione, ma in pochi hanno percepito dalla mescola più morbida della gamma Pirelli il livello di grip atteso.

Al contrario, chi si è trovato nella condizione di completare due giri lanciati con lo stesso treno di pneumatici ha riscontrato una vettura più efficace nel secondo tentativo. Non è quindi da escludere che, nel caso di Russell, l’errore commesso nel primo run della Q3 si sia trasformato involontariamente nell’elemento decisivo per la conquista della pole position. 

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