F1 | Russell: “Mercedes si è persa tra assetti e prove sperimentali”
L'ultima qualifica della stagione non ha riservato quanto sperato in casa della Mercedes, con Russell solamente settimo e Hamilton eliminato in Q1. Parlando del weekend fino a questo momento, nonostante le buone sensazioni in macchina, Russell ha spiegato che Mercedes si è persa dopo alcune prove sperimentali del venerdì.
L’ultima qualifica dell’anno rispecchia per tanti quello che è stato l’andamento della stagione. Red Bull è cresciuta dopo un venerdì negativo grazie al classico lavoro in pista nella nottata dopo le libere, mentre in casa Mercedes, dopo un inizio positivo, la vettura ha perso competitività scivolando in classifica.
Un percorso visto già altre volte nel corso del mondiale, ma è interessante notare come in un anno in cui George Russell ha spesso sovrastato il compagno di squadra in qualifica, al contrario l’ultima tappa della stagione ha visto un Lewis Hamilton più in forma, per quanto la classifica finale racconti una storia differente.
Il sette volte campione del mondo si stava infatti migliorando di circa due decimi nell’ultimo tentativo della Q1 rispetto al run precedente, con la concreta possibilità di sopravanzare alla manche successiva dopo un primo run non proprio entusiasmante chiuso verso metà classifica. Tuttavia, 2 elementi hanno pesato sul giro dell’inglese: il primo, il fatto che Mercedes abbia posticipato l’ingresso in pista, rendendo difficile districarsi nel traffico e portare le gomme nella finestra migliore e, in secondo luogo, un paletto colpito nella zona del tunnel.
George Russell, Mercedes F1 W15
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
In realtà, anche prima di quell’episodio nella zona d’ingresso dell’hotel Hamilton non era stato efficace in fase di percorrenza, ma il paletto incastrato nell’area davanti al fondo ha indubbiamente pesato sulle performance, con un’ultima curva peggiore del tentativo precedente. Perso il sette volte iridato, con Toto Wolff che non ha risparmiato critiche verso gli strateghi, l’ultima speranza risiedeva in Russell, il quale in questo weekend, però, non è mai riuscito a essere particolarmente incisivo, se non in FP1.
Già al termine delle libere del venerdì, infatti, Russell spiegava come, essendo anche l’ultima gara della stagione, avesse provato d’accordo con il team qualche assetto ed elemento sperimentale in modo da raccogliere dati in ottica futura. È proprio da quel punto che, secondo l’inglese, Mercedes si persa: sebbene il feeling con la vettura sia risultato complessivamente buono, queste sensazioni non si sono tramutate in tempi sul giro. Già in FP3 Russell stesso aveva spiegato come non vi fosse alcuna limitazione specifica in termini di performance, ma solo che il giro fosse più lento di quel che credeva.
La scelta di sperimentare qui ad Abu Dhabi è dipesa da diversi aspetti, a partire dal fatto che negli ultimi Gran Premi vi sono state diverse sprint race e appuntamenti in cui Mercedes ha sognato di poter portare a casa un buon risultato. Per questo, certe prove sono state destinate a fine anno, lavorando soprattutto sulla sospensione anteriore e sul comparto del sistema frenante.
“Sono sconcertato dal ritmo che abbiamo visto dopo le FP1, abbiamo fatto i primi tre giri nelle FP1, sono stato il più veloce al primo giro, il più veloce al secondo giro, il più veloce al terzo giro, come Lando. Ero in linea con Lewis”, ha raccontato Russell dopo le qualifiche.
George Russell, Mercedes F1 W15
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
“Da quel giro, ho perso sei decimi in ogni singolo giro. Abbiamo provato alcune cose piuttosto drastiche con la macchina perché, ovviamente, ultimamente ci sono state diverse gare sprint, come il Qatar, Brasile e Austin, mentre Las Vegas è un'eccezione. Quindi siamo partiti quasi con l'idea che questo fosse un weekend di prova per noi, ma comunque mi sto ancora grattando un po' la testa per capire”.
“Sono state fatte molte cose alla macchina e ne stavamo provando molte altre, e pensiamo che sia stato questo il punto in cui ci siamo un po' persi, ma siamo tornati indietro su tutti gli elementi, e ancora non sembravamo avere il passo giusto. Quindi sì, dobbiamo fare un controllo approfondito di tutto per assicurarci che i fondi non abbiano perso rigidità e altre cose del genere”, ha poi aggiunto l’inglese.
Andando ad osservare i dati telemetrici, gran parte del distacco con Russell in Q3 è stato accumulato in punti piuttosto specifici, come curva 1, curva 5 o il cambio di direzione 6-7, mentre il terzo settore è quasi in linea con quello del poleman, se non per qualche centesimo perso nella zona dell’hotel, dove già ieri la Stella aveva mostrato qualche segnale di fatica in più rispetto alla McLaren.
Il problema è che in macchina quelle limitazioni non si sono sentite in modo netto, rendendo più complesso per gli ingegneri trovare che direzione prendere in termini di assetto: “In realtà in mio giro in Q3 mi sembrava molto buono, mi ha dato le stesse sensazioni che mi hanno dato altri giri in cui ho lottato per le prime posizioni”.
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