F1 | Russell, la pole è un toccasana: “Ho fatto un reset mentale. Copiare Kimi non funzionava”
Dopo un periodo avaro di sorrisi e con dei dubbi che stavano emergendo in superficie, per l'inglese la pole di Barcellona è un toccasana, perché risponde a tante domande in un weekend che lui ha definito come un grande reset, sia dal punto di vista mentale che del suo approccio. Copiare Antonelli non funzionava e ora ha deciso di tornare sui suoi passi.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
George Russell non è stato certamente il pilota più fortunato in questo avvio di stagione ma, al di là degli episodi che lo hanno penalizzato tra guasti tecnici e penalità, nell’ultimo periodo stava attraversando anche una fase complicata sul piano delle performance. Oltre alle prove sottotono di Miami e Monaco, Antonelli si era avvicinato sensibilmente anche in qualifica, arrivando a batterlo in più occasioni.
Per Russell tornare davanti era fondamentale, non solo per il morale ma anche per ritrovare delle risposte verso sé stesso, perché il rischio era quello di smarrirsi ed entrare in un tunnel negativo da cui sarebbe stato difficile uscire. Il valore della pole sta proprio qui: non tanto nell’aver centrato la prima casella, quanto nell’aver ritrovato sé stesso.
Parlando dopo le qualifiche, l’inglese ha attribuito a un grande reset la pole position conquistata al Gran Premio di Barcellona, spiegando di aver rivisto il proprio approccio dopo un periodo complesso. “Ho semplicemente fatto un grande reset alla vigilia di questo weekend. Ogni giro dall’inizio delle FP1 siamo stati nelle prime due posizioni, ed è questo ciò di cui sono più orgoglioso e felice”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
“Dopo una serie così difficile di risultati, ovviamente per vari motivi, era necessario un grande reset, e non sai mai come andrà. Ma ho davvero ritrovato il mio ritmo, mi sono sentito di nuovo a mio agio in macchina, molto simile a come mi sentivo a inizio anno. Ottenere questo risultato… sono davvero grato al team e a tutti quelli che mi sono stati accanto in queste settimane”.
Monaco è stato probabilmente il punto più basso per Russell: si era qualificato sesto e in gara è poi scivolato fuori dalla top 10 a causa di due penalità, mentre Antonelli ha dominato dalla pole, in modo simile a quanto visto a Miami. La differenza è che nel Principato non ci si aspettava una Mercedes così efficace, capace di costruire addirittura mezzo minuto di vantaggio prima della bandiera rossa.
Questo lo aveva portato a sostenere che le vetture 2026, più agili, si adattassero meglio allo stile di Antonelli, un approccio che Russell aveva provato a imitare prima di tornare a guidare secondo il proprio istinto qui in Spagna.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Non ho guardato un singolo dato per tutto il weekend. Ho solo guidato la macchina fidandomi del mio istinto, ed è stato un rischio perché queste vetture sono così complesse e cerchi sempre quel piccolo passo in più. Ma è quello che ho fatto con il mio team nelle ultime gare. Kimi stava andando così bene che ho fatto un po’ di copia‑incolla di ciò che funzionava per lui, ma non funzionava per me”.
“Così mi sono detto: devo fidarmi del mio istinto, qualcosa mi diceva che dovevo andare nella mia direzione. E sono davvero felice di averlo fatto”.
Il segreto sta anche nel massimizzare i weekend negativi. Antonelli ha spiegato di non essersi trovato pienamente a suo agio in macchina durante questo fine settimana, ma è comunque riuscito a portare a casa un terzo posto in qualifica che gli permette di puntare al podio domani.
Russell, invece, sia a Miami sia a Monaco era rimasto lontano dalle prime tre posizioni al netto degli episodi, segno di un rendimento complessivamente più complicato da gestire. Ora guardare la classifica farebbe più male che bene, e questo deve essere l’approccio di Russell: concentrarsi sul tornare a guidare come aveva fatto nelle prime gare, ritrovando quella naturalezza che gli aveva permesso di essere subito competitivo.
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