F1 | Russell, vittoria salva: perché la protesta Red Bull per antisportività è stata respinta
La Red Bull ha protestato contro George Russell per presunto comportamento antisportivo sotto Safety Car, accusandolo di aver frenato bruscamente per provocare un'infrazione di Verstappen. La FIA ha respinto il reclamo, ritenendo la condotta regolare e non antisportiva, per cui l'inglese conserva la vittoria del GP del Canada.
Per conoscere il risultato finale del Gran Premio del Canada non è bastato il passaggio sotto la bandiera a scacchi, poiché la protesta della Red Bull nei confronti di George Russell per un potenziale comportamento antisportivo ha tenuto impegnati i commissari per diverse ore dopo la conclusione della gara.
Motivando la protesta, il Team Principal della Red Bull, Christian Horner, aveva spiegato che in realtà erano stati presentati due distinti reclami nei confronti del pilota Mercedes, sebbene tra loro connessi: il primo per aver frenato bruscamente sotto Safety Car, guidando potenzialmente in modo irregolare, e il secondo per aver lasciato un’eccessiva distanza dalla vettura di sicurezza.
"Abbiamo presentato due proteste agli steward. La prima riguarda la guida irregolare dietro la Safety Car, dove George ha frenato bruscamente, guardando negli specchietti per controllare Max. La seconda è molto chiaramente la distanza mantenuta dietro la Safety Car, che è stata almeno tre volte superiore a quella consentita. I regolamenti sulla Safety Car sono molto chiari”, aveva spiegato Horner.
Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes
Foto di: James Sutton / Motorsport Images via Getty Images
Tuttavia, i commissari non hanno accolto la lunga protesta della Red Bull, e Russell, di conseguenza, non è stato penalizzato, mantenendo la vittoria conquistata in gara. Analizzando il documento completo con cui gli steward hanno rigettato il reclamo del team di Milton Keynes, si nota subito come in realtà la protesta si articolasse in ben sette punti.
Oltre alla frenata, Red Bull ha anche sostenuto che “lamentandosi via radio con il team del fatto che Verstappen lo avesse superato durante la Safety Car, Russell avesse mostrato un’intenzione antisportiva”; accusa a cui si aggiungeva l’idea che “Russell fosse consapevole della presenza di Verstappen alle sue spalle e avesse frenato intenzionalmente per costringerlo al sorpasso”.
Secondo Red Bull, dunque, ci sarebbe stata una chiara malizia da parte del pilota britannico, che avrebbe volontariamente frenato per indurre l’olandese a superarlo, in modo da commettere un’infrazione da segnalare immediatamente ai commissari, il che – considerando la situazione di Verstappen in termini di punti sulla patente – avrebbe potuto avere conseguenze significative.
Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images
Red Bull ha anche ritenuto che ciò fosse ulteriormente dimostrato dal fatto che Russell sapesse che la gara sarebbe terminata sotto Safety Car e che, quindi, la “classica” azione di frenare bruscamente per mantenere la temperatura di freni e gomme sarebbe stata superflua.
In difesa, la Mercedes ha spiegato che frenare per mantenere la temperatura di gomme e freni è una pratica comune e che, soprattutto, Russell stava cercando di far accelerare la Safety Car, non essendo certo che la gara sarebbe finita in quelle condizioni. Come rimarcato dalla scuderia di Brackley durante l’udienza, Russell si era ritrovato molto vicino alla vettura di sicurezza e, pochi istanti prima, aveva anche gesticolato per invitarla a mantenere un ritmo più sostenuto.
I dati telemetrici della squadra indicano che la pressione frenante applicata fosse moderata, pari a 30 psi, e che Russell avesse controllato gli specchietti per motivi di sicurezza, per verificare la posizione di Max Verstappen e prevenire eventuali contatti a catena.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Inoltre, secondo la Mercedes, la comunicazione via radio riguardo al sorpasso non era finalizzata a ottenere una penalità, bensì era una “semplice segnalazione”, senza che il team avesse formalizzato alcun reclamo alla direzione gara. In effetti, la Mercedes non ha presentato alcun reclamo, dato che la posizione era stata subito restituita da Verstappen.
Infine, il team di Brackley ha presentato anche la telemetria relativa ai pattern di frenata sia di Russell che di Verstappen durante diversi giri dietro la Safety Car, sostenendo che l’olandese avesse frenato nello stesso rettilineo anche in altri passaggi durante la fase di neutralizzazione. Questo, a loro avviso, dimostrerebbe che il comportamento di Russell fosse del tutto ordinario.
La FIA ha riferito che l’episodio era stato esaminato in tempo reale dalla direzione gara e che non era stato ritenuto necessario alcun intervento. I commissari hanno accettato la spiegazione di Russell, ritenendo che la frenata fosse appropriata e non eccessiva, e che non vi fosse stato alcun comportamento antisportivo.
Per gli steward, infatti, informare il proprio team di un sorpasso non costituisce una violazione. Hanno inoltre aggiunto che, “anche se il reclamo non lo specificava, sono comunque soddisfatti che, frenando dove, quando e quanto ha fatto, [Russell] non abbia tenuto una condotta antisportiva”. Il reclamo è stato dunque respinto. Russell ha mantenuto la sua prima vittoria stagionale, con Verstappen al secondo posto.
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