F1 | Richiesta economica esagerata: Imola non può pagare 60 milioni per il GP
Il promotore di F1 ha aperto il tavolo per un eventuale rinnovo del GP del Made in Italy e dell'Emilia Romagna sparando la stessa richiesta che viene fatta agli stati interessati ad una gara fra le 24 in calendario, mentre la speranza era di rientrare nel giro con l'alternanza con altri organizzatori con un fee decisamente più basso.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Red Bull Content Pool
60 milioni di euro. La richiesta che Liberty Media ha avanzato con la delegazione di Imola è quella senza sconti. Il promotore della F1 continua a ricevere richieste di organizzatori che vogliono un Gran Premio in calendario, per cui cresce il valore di ogni singolo appuntamento che ambisce a trovare spazio nei 24 appuntamenti di una stagione. La sensazione è che nell’incontro che si è svolto a Monza si sia alzata l’asticella per costringere chi sta cercando di salvare la seconda gara italiana a rinunciare.
Oltre a Madrid che sembra aver garantito la soluzione di tutti i problemi per essere pronta con il circuito cittadino nel 2026, avanzano impreviste candidature di Hockenheim (Germania), Portimao (Portogallo), Istanbul (Turchia). Si tratta di organizzatori che avrebbero trovato la copertura economica grazie ai sostegni di Stato.
È evidente che la Formula 1 è diventata una categoria molto ambita per il ritorno mediatico che è in grado di garantire con una visibilità mondiale che poche altre discipline sportive possono assicurare ed è evidente che con tanta offerta sul mercato il prezzo sia destinato a crescere, mettendo fuorigioco chi sperava di giocare le sue chances con la possibilità di conquistare uno slot nel calendario grazie all’alternanza.
Il caldo ambiente della Tosa al GP del Made in Italy e dell'Emilia Romagna
Foto di: Red Bull Content Pool
Questa ipotesi, che aveva preso piede in un passato recente, sembra tramontata, così come la possibilità di organizzare un Gran Premio ogni due anni al costo di 40 milioni di euro. È per queste ragioni che la questione sta diventando più complicata del previsto, tanto più che tutti i dubbi su Madrid (che sembrava avesse problemi di natura organizzativa e politica con un comitato molto forte avverso al circuito cittadino) siano stati brillantemente risolti, per cui Imola non sembra avere nemmeno la possibilità di concorrere al ruolo di “riserva”, nella speranza di vedersi risarcire il GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna che non si era disputato nel 2023 a causa dell’alluvione.
Il sindaco, Marco Panieri, non si arrende, mentre dal lato ACI Italia c’è stato un raffreddamento. Si aspetta l’insediamento di Geronimo La Russa alla presidenza, previsto in un mese, per cui al momento resta attivo il commissario governativo, Tullio Del Sette, per capire se ci potrà essere una strategia di recupero di Imola, ma per come si sono incardinate le cose, la porticina che sembrava ancora aperta sembra si stia chiudendo...
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