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Formula 1 GP del Canada

F1 | Ricciardo: un problema alla frizione ha causato il jump start

Daniel Ricciardo ha portato a casa un buon ottavo posto, ma a pesare sulla sua corsa è stato anche un'infrazione alla partenza, quasi impercettibile, se non guardando dall'onboard. Tuttavia, l'errore non è stato dell'australiano, bensì è stato dovuto a un problema alla frizione riscontrato dal team. Scopriamo i dettagli della vicenda.

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Una delle penalità passate quasi sottotraccia a Montréal è quella di cinque secondi assegnata a Daniel Ricciardo per un’infrazione in partenza. L’australiano partiva da un’ottima quinta casella conquistata al sabato, mettendolo così nelle condizioni di essere in piena lotta per un buon risultato anche in gara, con l’obiettivo della zona punti con target principale.

Tuttavia, la partenza anticipata, quasi impercettibile dall’esterno e visibile solo riguardando la camera onbaord, ha avuto un suo impatto sulla corsa di Ricciardo, che ha poi chiuso all’ottavo posto sfruttando anche un errore del compagno di squadra Yuki Tsunoda nella parte conclusiva del Gran Premio.

Il movimento prima dello spegnimento dei semafori è stato minimo, ma comunque sufficiente per far sì che i commissari decidessero di assegnargli una penalità. Tuttavia, in questa questione vi sono 3 diversi aspetti interessanti che meritano un approfondimento.

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Patrick Vinet / Motorsport Images

L’errore in partenza causata da un problema tecnico

Al termine della corsa, parlando delle motivazioni che hanno portato alla sua sanzione, Ricciardo ha spiegato di non aver realizzato che la macchina si stesse muovendo prima che si spegnesse il semaforo, proprio perché il movimento è stato minimo, se non per una piccola sensazione a cui non aveva dato molto peso.

"Ho ricevuto una penalità per partenza anticipata, ma ero un po' confuso perché sapevo di essermi mosso prima dello spegnimento delle luci, ma poi mi sono ricordato che alla partenza avevo sentito che forse la macchina si stesse muovendo", ha detto il pilota della Racing Bulls.

"Abbiamo avuto un piccolo problema con la vettura e lo esamineremo, ma ovviamente questo ha avuto un impatto sulla nostra gara", ha aggiunto Ricciardo, a cui già durante la gara era stato detto via radio che la penalità non era scaturita a causa di un suo errore nella procedura, bensì per via di un problema tecnico registrato dalla squadra sulla monoposto.

Parlando dopo la gara del risultato della scuderia faentina, il Team Principal ha confermato che a pesare sulla gara di Ricciardo è stato proprio un guasto di natura tecnica legato al funzionamento della frizione che ha permesso un leggero movimento della vettura, nonostante l’australiano avesse seguito nel modo corretto la procedura. “Penalità per Daniel alla partenza è stata causata da un leggero trascinamento della frizione”, ha sentenziato Mekies.

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Una versione confermata anche da Guillaume Dezoteux, responsabile delle prestazioni della vettura: “Daniel ha iniziato ricevendo una penalità perché si è leggermente spostato sulla griglia di partenza prima dello spegnimento dei semafori. Ha seguito la procedura in modo corretto, sembra che la colpa sia della vettura, probabilmente un leggero trascinamento della frizione che ha spinto la macchina in avanti di qualche centimetro”.

Le regole sono cambiate        

Ricciardo era settimo quando ha scontato la penalità nel 26° giro, durante il primo periodo di Safety Car. La sanzione lo ha fatto precipitare al decimo posto alla ripartenza, per quanto due piloti lo avrebbero passato comunque non fermandosi ai box per montare un nuovo set di intermedie, ovvero Tsunoda ed Esteban Ocon. Sfruttando gli episodi nel finale, il portacolori della Racing Bulls è riuscito comunque a portare a casa un buon ottavo posto.

Tuttavia, un altro aspetto interessante di questa storia è che l’australiano è il primo pilota che subisce l’effetto dei nuovi regolamenti sulle infrazioni in partenza introdotti a fine aprile. Tornando indietro di qualche mese, Lando Norris era stato accusato da alcuni rivali di aver fatto un jump start nel GP dell’Arabia Saudita, quando la sua monoposto si era mossa prima dello spegnimento delle luci del semaforo, momento in cui poi i piloti possono effettivamente partire. Tuttavia, il britannico non fu sanzionato perché il trasponder della FIA non aveva rivelato alcun movimento, nonostante dalle telecamere posizionate a bordo fosse evidente.

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

Precedentemente, nel regolamento vi era sottolineato che solo il trasponder della FIA potesse indicare un’eventuale jump start da parte di una vettura, motivo per cui commissari dovevano affidarsi esclusivamente ai dati forniti dal sensore. Chiaramente il caso di Norris ha però riaperto la questione.

Per questo, con l’ultima revisione dei regolamenti, è stato concesso ai commissari sportivi la possibilità di stabilire se una vettura si è mossa troppo presto, anche se il movimento non è stato riconosciuto dal trasponder, come nel caso di Ricciardo. Di fatto, agli steward è bastato osservare il movimento dopo l’accensione della quarta luce del semaforo per far scattare la punizione.

Tendenzialmente, quest’anno la portata delle penalità è stata incrementata rispetto alle scorse stagioni, motivo per il quale ha sorpreso che la sanzione sia stata di soli cinque secondi. Spiegando le ragioni che hanno portato all’assegnazione della penalità, i commissari hanno tenuto conto che, in effetti, il movimento è stato molto contenuto e che Ricciardo non ha ottenuto alcun vantaggio competitivo da quanto successo.

“La vettura 3 si è mossa dopo l'accensione della luce dei 4 secondi e prima che venisse dato il segnale di partenza in violazione dell'Articolo 48.1. I Commissari Sportivi riconoscono che il movimento è stato molto lieve e che non è stato ottenuto alcun vantaggio io sportivo e pertanto impongono la penalità meno severa applicabile a tale applicabile a tale infrazione”, si legge nel comunicato.

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