Ricciardo fa tornare grande la McLaren, Norris completa il gioco

La squadra di Woking dopo 170 GP è tornata a centrare una splendida doppietta nel GP d'Italia: Ricciardo supera il suo momento difficile sulla MCL35 M centrando una strepitosa vittoria a Monza davanti al compagno di squadra Norris. L'australiano raccoglie il lavoro svolto da Andreas Seidl e dall'atteggiamento di Norris ottimo compagno di squadra.

Ricciardo fa tornare grande la McLaren, Norris completa il gioco

Dopo 170 Gran Premi la McLaren è tornata a vincere. Ci era andata vicina lo scorso anno, sempre a Monza, quando Carlos Sainz provò fino all’ultimo giro ad insidiare la leadership di Pierre Gasly, e dodici mesi dopo ha messo a segno un colpo straordinario cogliendo una doppietta sorprendente… ma non troppo.

Sarebbe un errore pensare che oggi la McLaren abbia ottenuto un risultato storico grazie al contatto che ha messo fuori gara Lewis Hamilton e Max Verstappen, perché dati alla mano Daniel Ricciardo è stato in lotta per la vittoria dal via alla bandiera a scacchi, senza mai lasciare la prima posizione, se non nella finestra del pit-stop.

Nessun aiuto, a meno che per aiuto non si intenda la conformazione della pista di Monza che si è sposata perfettamente con la MCL35 M. La monoposto realizzata sotto la guida di James Key, ha caratteristiche ben chiare, confermatesi un problema sette giorni fa a Zandvoort (gara conclusa in decima e undicesima posizione) così come un jolly efficientissimo sul circuito di Monza.

Daniel Ricciardo e Lando Norris hanno viaggiato in tandem per tutto il weekend: quarti e quinti in qualifica, terzi e quarti della sprint qualifying, primo e secondo al termine della gara.

È un colpaccio, quello messo a segno dalla squadra britannica, giornate che mettono il timbro (positivo) su una stagione in ascesa e che certificano una rinascita. C’è una data importante in questa storia, ed è il 1 maggio 2019, data in cui Andreas Seidl (provenienza Porsche) è entrato nella sede McLaren con il ruolo di team principal.

Da quel momento sono arrivati molti correttivi e tante novità, poco appariscenti ma decisamente efficienti, e soprattutto ha preso forma un gruppo di lavoro compatto che ha fatto quadrato intorno alla figura del quarantacinquenne ingegnere tedesco.

Poi è arrivato l’accordo con la Mercedes, la crescita di Lando Norris e l’arrivo di Daniel Ricciardo. Quest’ultima scelta è stata in realtà considerata per diversi mesi un mezzo passo falso, poi dopo la pausa estiva l’australiano ha deciso di stupire, e lo ha fatto alla grande.

Ricciardo risorge, Norris team-player

Quando a vivere una giornata indimenticabile è uno sportivo che ha attraversato un momento difficile è sempre una bella storia e la sua gioia diventa contagiosa. E così è stato oggi a Monza.

Dopo aver festeggiato sul podio, ed essersi concesso alle lunghe conferenze stampa, Ricciardo ha impiegato molto tempo per decine e decine di ‘pugni’ ed abbracci. C’era un gruppo numeroso di persone che lo attendeva, ma non erano suoi tifosi, bensì personale di altre squadre, addetti ai lavori ed anche qualche collega.

Da inizio anno Ricciardo ha masticato amaro, surclassato da Norris in termini di performance e risultati come nessuno, ma proprio nessuno, poteva prevedere. C’è stato un momento di sofferenza particolare, ed è stato a Monte Carlo, quando si è ritrovato doppiato dal compagno di squadra.

Una botta durissima, che lo ha costretto a mettersi in discussione per capire dove fosse finito il Ricciardo che era stato fino a poco tempo prima. Questione di feeling con la monoposto, ma anche di fiducia che gara dopo gara è mancata sempre più. Poi, ecco i primi segnali di rinascita a Zandvoort, e il colpaccio piazzato oggi a Monza.

In una giornata impeccabile per la McLaren (anche i pit-stop sono stati velocissimi) l’unica nota stonata poteva arrivare da Norris, perché non è mai facile avere il compagno di squadra tra sé stessi ed il primo successo in Formula 1.

Lando ha tastato il terreno via-radio, e ha capito che non era il caso di esporre la squadra a correre rischi con un duello fratricida, non oggi a Monza. E ha accettato il suo ruolo, dimostrandosi un grande professionista ed un reale team player.

Nessun muso lungo, ma una sincera felicità per una giornata storica per la squadra, confermata quando qualche ora dopo il termine della gara scherzava e cantava con la squadra senza telecamere intorno. Norris sa che arriverà il suo giorno, è solo questione di pazientare ancora un po'.

Ovviamente oltre all’aspetto umano e tecnico, la doppietta monzese va valutata anche in termini di punti (45) che hanno permesso alla McLaren di allungare nella classifica Costruttori portando il suo vantaggio sulla Ferrari (avversaria diretta per la conquista della terza posizione) a 13,5 lunghezze. Non è un margine che permette di dormire sonni tranquilli, ma più di così la squadra britannica non poteva fare, e questo aspetto (nei festeggiamenti di stasera) non sarà un argomento di discussione.

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