F1 | Revisione respinta, McLaren: "Non siamo d'accordo, è un errore oggettivo"
La McLaren non si dice d'accordo con la decisione della FIA di respingere la richiesta di revisione, soprattutto perché la squadra di Woking aveva puntato su quello che riteneva un errore oggettivo e misurabile da parte dei commissari. Ora vuole trovare una soluzione per contestare le decisioni future in modo più semplice.
La McLaren non ha visto accolta la sua richiesta di revisione per la penalità inflitta a Norris durante il Gran Premio degli Stati Uniti. Dopo aver visto la sua richiesta rigettata, non è tardata ad arrivare la reazione del team di Woking, che ha sottolineato di non essere d'accordo con la scelta della Federazione e di voler "capire come i team possano contestare in modo costruttivo le decisioni".
La scuderia di Woking aveva sostenuto che i commissari sportivi avessero preso una decisione errata nel comminare a Norris una penalità alla fine della gara di Austin. Una sanzione importante, non solo perché gli ha fatto perdere il podio, ma soprattutto perch ha fatto precipitare l'inglese dietro al quarto posto, pure dietro al rivale per il titolo mondiale Max Verstappen.
Norris ha superato Verstappen all'esterno della curva 12 a quattro giri dalla fine ma, poiché la guida di Verstappen ha fatto sì che entrambe le vetture finissero fuori pista, a Norris è stata inflitta una penalità di cinque secondi (rispetto ai 10 previsti) per essere uscito di pista e aver guadagnato un vantaggio.
Il nocciolo della questione per la McLaren ruota attorno al chi era davanti a chi. Per la McLaren, in realtà Norris era già davanti a Verstappen quando entrambi sono usciti di pista e, di conseguenza, era il pilota della Red Bull quello che stava attaccando, mentre la decisione originale dei commissari aveva giudicato il pilota britannico come quello all'attacco dei due, mentre l'olandese si stava difendendo.
Lando Norris, McLaren MCL38, lotta con Max Verstappen, Red Bull Racing RB20
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Secondo le linee guida della F1, se fosse stato Verstappen ad attaccare, allora l'olandese avrebbe avuto l'obbligo di lasciare spazio a Norris all'uscita della curva, cosa che non doveva fare nel momento in cui il suo ruolo era quello di pilota che stava difendendo la posizione.
Ma per far passare il diritto di revisione alla fase successiva, la McLaren ha dovuto prima produrre prove nuove, significative, rilevanti e non disponibili al momento della decisione, quattro criteri giudicati dagli steward della FIA. Questo tipo di prova di solito implica una sorta di angolazione della telecamera o dati telemetrici non disponibili al momento della decisione, ma in questo caso la McLaren - piuttosto filosoficamente - ha offerto come prova il verdetto iniziale degli steward, in cui si riteneva Norris come il pilota che stava attaccando Verstappen. Per McLaren, infatti, Norris aveva già superato Verstappen ed era lo stesso olandese che, allungando la staccata, stava cercando di riprendersi la posizione.
I funzionari della FIA hanno respinto questa proposta come "non sostenibile", affermando che il presunto errore in sé non può essere accettato come elemento per dimostrare tale errore. La questione è ora chiusa e non può essere ulteriormente impugnata, ma la McLaren, pur non essendo d'accordo con il rifiuto della FIA, ha dichiarato che lavorerà con l'organo di governo per capire come contestare "costruttivamente" le decisioni future.
"Prendiamo atto della decisione dei Commissari Sportivi di respingere la nostra petizione che chiedeva un diritto di revisione" - ha dichiarato la McLaren in un comunicato -. "Non siamo d'accordo con l'interpretazione che un documento della FIA, che rende un concorrente consapevole di un errore oggettivo, misurabile e dimostrabile nella decisione presa dai commissari sportivi, non possa essere un "elemento" ammissibile che soddisfa tutti e quattro i criteri stabiliti dal CSI, come specificato nell'articolo 14.3".
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, lotta con Lando Norris, McLaren MCL38
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
"Vorremmo ringraziare la FIA e i commissari sportivi per aver preso in considerazione questo caso in modo tempestivo. Continueremo a lavorare a stretto contatto con la FIA per capire meglio come i team possano contestare in modo costruttivo le decisioni che portano a una classificazione errata della gara."
I commissari sportivi della FIA hanno concordato con la McLaren sul fatto che attualmente una procedura di revisione deve superare un "limite estremamente alto" per essere considerata ammissibile, visto che i precedenti tentativi di McLaren (Canada 2023) e Ferrari (Australia 2023) non hanno avuto successo, ma a partire proprio dal fatto che non sono stati ritenuti ammissibili per la mancanza di nuovi elementi, ancor prima di esaminare il caso.
"Tuttavia, se questo debba essere il caso o meno, è una questione che riguarda il regolatore (cioè la FIA) e non i commissari sportivi, il cui ruolo è quello di applicare i regolamenti in modo equo e indipendente", conclude poi il comunicato McLaren.
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