Retroscena Red Bull: Tsunoda ingiusto capro espiatorio

Horner e Marko si sono scagliati contro il giapponese dell'AlphaTauri accusato di aver condizionato l'ultimo run di Perez e di Verstappen. In realtà le RB16B già nel T1 avevano dimostrato di non avere più il passo per puntare alla pole: i piloti di Milton Keynes non hanno innescato la temperatura delle gomme anteriori, mentre quelle dietro si sono surriscaldate. Yuki è diventato la vittima sacrificale per salvare la faccia.

Retroscena Red Bull: Tsunoda ingiusto capro espiatorio

“Non capisco perché sia passato in quella parte della pista, è deludente perché ha danneggiato entrambi i nostri piloti”. Al termine delle qualifiche disputate ieri a Città del Messico, Christian Horner ha criticato il comportamento di Yuki Tsunoda, ritenuto dal team principal della Red Bull il motivo per cui sia Max Verstappen che Sergio Perez non hanno potuto puntare alla pole position.

Helmut Marko non la pensa diversamente: “Max avrebbe conquistato la pole, eravamo già davanti prima di quel problema, non capisco cosa ci facesse Yuki in quella zona di pista, il suo compito era dare la scia a Gasly”.

Yuki Tsunoda ha l'aria un po' stralunata dopo tutte le critiche che gli sono piovute addosso

Yuki Tsunoda ha l'aria un po' stralunata dopo tutte le critiche che gli sono piovute addosso

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Al termine delle qualifiche Tsunoda è apparso sorpreso dalle critiche che gli sono piovute addosso da parte dei piloti Red Bull. “Cosa avrei dovuto fare? Credete che abbia sbagliato qualcosa – ha commentato a caldo il pilota giapponese nel colloquio con i giornalisti – non credo che avessi altro spazio a disposizione in quel punto della pista (curva 10), avevo anche un conto alla rovescia via-radio (con l’ingegnere) e francamente se mi ritrovassi nuovamente nella stessa situazione non potrei che rifare quanto ho fatto”.

Dal colloquio con l’ingegnere, emerge che Tsunoda è stato avvisato in curva 9 che stava sopraggiungendo Perez lanciato in un giro veloce, ma il gap indicato è stato di 4 secondi. Un margine in realtà maggiore di quanto visto successivamente, poiché Tsunoda ha intravisto negli specchietti subito dopo il pilota della Red Bull.

A quel punto il giapponese è uscito dalla sede stradale percorrendo la via di fuga. Perez aveva la traiettoria libera per proseguire il giro veloce, ma distratto dall’AlphaTauri ha commesso un errore in frenata, giustificandosi con l’aver dovuto frenare nell’aria ‘sporca’ che gli ha tolto carico aerodinamico finendo così fuori pista.

Uno scenario non impossibile ma neanche scontato, visto che l’AlphaTauri di Tsunoda procedeva lentamente, e la sua scia non deve essere stata così pronunciata.

Più giustificato invece Max Verstappen, arrivato alla curva 10 qualche attimo dopo. Max ha visto due monoposto nella via di fuga, ma ha comunque mantenuto la traiettoria percorrendo la curva.
“Ho visto la polvere sollevata all’esterno della 10 – ha spiegato l’olandese - e ho pensato che la bandiera gialla sarebbe apparsa in pochi istanti. Il tutto mi è costato due decimi e mezzo”.

Due decimi e mezzo è lo stesso margine che Toto Wolff ha indicato come già perso (rispetto al tempo della pole) da entrambi i piloti Red Bull prima del ‘fattaccio’ con Tsunoda.
“Quanto accaduto tra i piloti Red Bull alla curva 10 non sono fatti miei – ha spiegato – ma dalle nostre analisi non risulta che Max e Checo fossero in lotta per la pole, dopo i primi due settori erano già indietro, qualcosa come due decimi o due decimi e mezzo”.

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Terminate le conferenze stampa di rito, sono iniziate analisi più approfondite, che hanno confermato come la Red Bull abbia trovato ostacoli più rilevanti di Tsunoda nel corso delle qualifiche. Ovviamente si parla di gomme, ed è stato lo stesso Marko ad ammettere che qualcosa non è andata come previsto. Sia Perez che Verstappen nei loro giri veloci hanno accusato un problema di bassa temperatura sull’asse anteriore, mentre nelle curve finali le posteriori erano surriscaldate.

Il dito è puntato sull’outlap, il giro di riscaldamento preparato seguendo le indicazioni emerse nella sessione FP3, disputata su una pista più scivolosa, e il risultato non è stato così efficiente come previsto.

Una conferma in tal senso è emersa anche dalle dichiarazioni Mercedes, che hanno indicato proprio nel perfetto outlap di Hamilton e Bottas uno dei passaggi chiave per essere riusciti a monopolizzare la prima fila della griglia di partenza.

La Mercedes ha deciso di mandare in pista Hamilton e Bottas per ultimi, quindi nelle condizioni ideali per poter procedere al riscaldamento degli pneumatici, prendendosi il rischio di dover abortire il giro qualora ci fossero state delle bandiere gialle. Una scelta che ha dato i suoi frutti.

Sergio Perez, Red Bull Racing, con Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing

Sergio Perez, Red Bull Racing, con Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

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