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F1 | Retroscena Red Bull: il meccanico ha tentato di condizionare la partenza di Norris?

La Red Bull è stata multata di 50 mila euro perché un membro del team è rientrato sulla griglia durante il giro di formazione. Ma c'è un retroscena: il meccanico avrebbe tanto di rimuovere dal muro vicino al cancello il nastro applicato dalla McLaren per dare un riferimento extra a Norris per schierarsi sulla casella prima della partenza.

Lando Norris, McLaren

C’è un retroscena molto interessante dietro la multa di 50 mila euro che è stata assegnata alla Red Bull dopo la fine della gara, ossia il motivo per cui quel meccanico della squadra di Milton Keynes era tornato sulla griglia di partenza proprio mentre i piloti stavano già effettuando il giro di formazione.

Come da regolamento, una volta che le monoposto hanno lasciato la griglia, tutti i meccanici impegnati nelle operazioni pre‑gara devono rientrare ai box. Tra questi rientrano anche coloro che, al segnale dei tre minuti, hanno il compito di rimuovere le termocoperte dagli pneumatici. Terminato il deflusso, la FIA chiude i cancelli di accesso che permettono il passaggio alla pit lane per questioni di sicurezza.

Tuttavia, in questo caso, un meccanico della Red Bull è tornato proprio nell’area del cancello che collega la griglia alla pit lane, in prossimità della prima fila occupata da Lando Norris, quando il giro di formazione era già iniziato. Un episodio anomalo, anche perché è insolito che i meccanici facciano ritorno in griglia, dato che il loro compito si limita a riportare ai box le termocoperte rimaste.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Il retroscena è che il meccanico avrebbe deciso di oltrepassare nuovamente il cancello per rimuovere un pezzo di nastro adesivo applicato sul muretto dalla McLaren, utilizzato come riferimento per indicare ai piloti il punto ideale in cui arrestarsi sulla griglia di partenza e sfruttare così ogni millimetro disponibile nel posizionamento della monoposto.

Dall’abitacolo, complice la posizione estremamente ribassata del pilota, la visibilità della piazzola non è mai ottimale. Per questo, accanto a ciascuna casella di partenza è tracciata una linea gialla orizzontale che funge da riferimento supplementare, così da evitare di oltrepassare il limite e incorrere in una penalità capace di compromettere la gara. Tuttavia, anche questo accorgimento non sempre si rivela sufficiente.

Per questo motivo, alcune squadre hanno escogitato ulteriori stratagemmi per aiutare i piloti a individuare la posizione ideale per la partenza. In genere, prima del giro di formazione, un meccanico porta la monoposto fino al limite della casella, così da guadagnare ogni centimetro disponibile, e applica un piccolo pezzo di nastro adesivo che funge da riferimento visivo supplementare.

Nel caso del team di Woking, si tratta di un nastro chiaro che riflette la luce, quindi facilmente visibile, applicato sul muretto a bordo pista così da mantenerlo fisso e perfettamente allineato con la visuale del pilota nel momento di schierarsi in griglia dopo il giro di formazione. Ciò che è emerso è che il meccanico della Red Bull avrebbe tentato di rimuovere quel nastro, seppur senza successo, per togliere un riferimento a Norris.

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

L’obiettivo era chiaro. Curva 1 rappresenta uno dei punti di sorpasso più favorevoli ad Austin e la partenza assume un peso decisivo, perché offre forse la migliore occasione per ribaltare le sorti della gara. La Red Bull, del resto, non aveva sottovalutato la minaccia McLaren ed era ben consapevole che, se Verstappen avesse perso la leadership al via, riprendersi il comando non sarebbe stato affatto semplice.

Per questo motivo, per quanto possa sembrare un dettaglio marginale, si è cercato di non mettere Norris nelle condizioni ideali per lo scatto al via, riducendo così le possibilità che potesse disturbare Verstappen. Inoltre, se il britannico avesse oltrepassato il limite della casella, sarebbe scattata una penalità capace di complicargli ulteriormente la gara, spianando la strada a Max.

Ma dove si trovava esattamente quel pezzo di nastro adesivo? Dalle immagini si nota chiaramente come fosse stato applicato appena sulla destra del cancello che separa la pit lane dalla griglia di partenza (sulla sinistra dal punto di vista del pilota), in una posizione quindi facilmente raggiungibile. Non a caso, sempre osservando le riprese, si vede un meccanico della McLaren trattenersi più a lungo a bordo pista proprio davanti all’ingresso del cancello, così da coprirlo e impedire che qualcuno potesse rimuovere il nastro.

Tuttavia, in un secondo momento, il meccanico Red Bull avrebbe provato nuovamente a passare dal cancello che separa la pit lane dalla griglia, con l’intento di rimuovere quel nastro. Il tentativo, però, non è andato a buon fine: la McLaren, infatti, ha modificato le proprie procedure e ora utilizza uno speciale tipo di scotch con trama esagonale, progettato per aderire meglio e risultare più difficile da staccare in un unico pezzo.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Come riportato nel documento degli steward che ha sancito la multa, il meccanico avrebbe ignorato i richiami dei commissari a bordo pista, i quali gli avevano intimato di spostarsi per consentire la chiusura del passaggio. Lo stesso meccanico Red Bull ha dichiarato di non aver udito gli avvertimenti, ma gli steward hanno comunque ribadito un principio chiaro: nessuna persona affiliata a una squadra può in alcun modo ostacolare le procedure una volta che la griglia è stata sgomberata, perché il rischio è quello di dover posticipare la partenza.

Espedienti di questo tipo fanno parte da sempre del gioco in F1, e non sarebbe la prima volta in stagione che la Red Bull tenta di interferire con i riferimenti di posizionamento della McLaren. Basti pensare al 2021, quando la stessa Red Bull e la Mercedes si infastidivano a vicenda, ad esempio non postando i cavi che portano l’aria compressa alle pistole sulla piazzola, così da rendere più complicato al pilota rivale rientrare o ripartire per la sosta.

Nel consueto briefing post-gara, che si è tenuto prima che uscisse il verdetto dei commissari, il Team Principal della Red Bull Laurent Mekies ha così commentato l’accaduto: “Rispettiamo pienamente i commissari. Ma per dirvi quello che so, credo che siamo stati convocati perché si è ritenuto che durante le procedure in griglia uno dei nostri ragazzi non avesse seguito le istruzioni di un commissario”.

“Abbiamo parlato con il nostro personale: sono molto convinti di aver seguito le istruzioni in ogni momento. Quindi penso che si tratti probabilmente di un malinteso. Siamo andati a vedere il video con la FIA. Sicuramente è qualcosa che possiamo migliorare in futuro. Ma certamente, dal nostro punto di vista, non riteniamo di aver ignorato alcuna istruzione”.

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