Retroscena Mercedes: nel serbatoio rimasti 13 kg di benzina?

Shovlin, capo degli ingegneri in pista di Mercedes, ha spiegato che i problemi alla MGU-K segnalati prima della gara da Wolff hanno inciso meno di 0"1 al giro, sottolineando che questa volta le W11 non sono riuscite a mandare nella giusta finestra di funzionamento le gomme. Ma le frecce nere hanno concluso la gara con un quantitativo esagerato nel serbatoio a riprova che il motore termico non è stato sfruttato come sempre.

Retroscena Mercedes: nel serbatoio rimasti 13 kg di benzina?

Max Verstappen ha rifilato 15”9 alle Mercedes nell’ultimo Gran Premio della stagione 2020. La Red Bull ha rivelato ad Abu Dhabi una superiorità piuttosto netta nei confronti della Mercedes che ha subito sia in qualifica (per pochi millesimi), sia in gara.

Toto Wolff prima della gara si è lasciato scappare che i motoristi diretti da Hywel Thomas hanno dovuto ridurre la potenza erogabile dalla MGU-K su tutte le power unit Mercedes dopo i problemi emersi a Sergio Perez in Bahrain e a George Russell nelle libere di Abu Dhabi.

Andrew Shovlin, capo degli ingegneri della squadra di Brackley, ha cercato di sminuire l’impatto della power unit nel risultato a Yas Marina con Valtteri Bottas, secondo, e Lewis Hamilton, terzo.
“Non è ancora del tutto chiaro cosa è successo, anche se negli ultimi due GP ci sono stati guasti relativi alla MGU-K sui motori Mercedes. Direi che anziché essere preoccupato per un problema specifico, abbiamo sfruttato la power unit nel modo più conservativo possibile, proprio per evitare di avere un problema”.

“Il fatto è che quando non conosci esattamente da dove può arrivare un guaio, non puoi fare altro che essere più cauto e guardingo. In gara abbiamo ridotto marginalmente la potenza, tanto che i piloti magari non se ne sono nemmeno accorti. È stato un qualcosa che abbiamo cercato di gestire in background”.

Ma che impatto ha avuto sul tempo al giro?
“Piccolo. Non una cifra che può aver determinato il risultato della gara. Stiamo parlando di meno di un decimo di secondo, quindi non è lì che va trovata la differenza tra il primo e il secondo”.

Sergio Perez sulla Racing Point ha rotto un motore nuovo dopo appena 10 giri della corsa: aveva sentito un calo di potenza a seguito di un calo di pressione. La sensazione è che l’allarme non fosse finalizzato tanto alla parte ibrida della power unit, quanto sul motore endotermico.

Non deve stupire, infatti, che i due piloti delle frecce nere sono stati indiscutibilmente i più lenti alla speed trap: Bottas ha toccato solo i 309,5 km/h risultando ultimo, mentre Lewis Hamilton è arrivato a 310,1 km/h, mentre il vincitore Max Verstappen con la Red Bull in aria pulita, girando da solo, ha spuntato i 311,4 km/h. Di solito i valori sono invertiti con margine molto più evidenti a favore delle W11.

Shovlin ha tirato in ballo anche la gestione delle gomme: “Dal sabato mattina in poi siamo sempre stati lenti rispetto a Max. Sappiamo che la gestione della gomma morbida è sempre un po’ complicata: a volte riusciamo a farla funzionare nella giusta finestra, a volte no. Sabato è stata dura e credo che siamo stati bravi a portare le vetture al secondo e terzo posto, a un soffio dalla pole”.

“E in gara abbiamo scoperto quasi subito che il nostro passo non era tale da sfidare la Red Bull, e quindi ci siamo messi in sicurezza per difendere il secondo e terzo posto”.

Tutto vero, però bisognerebbe capire come mai le due frecce nere hanno completato i 55 giri della gara di Yas Marina concludendo con circa 13 kg di carburante nel serbatoio che valgono circa 2 decimi di secondo al giro per il maggior peso inutile che si sono trascinate nell’arco del GP.

Questo è un dato molto significativo che indica come i motori Mercedes non siano stati affatto tirati al limite su una pista come quella di Yas Marina che non è critica per i consumi, visto che bastano meno di 104 kg di benzina dei 110 kg concessi dalla FIA per completare la distanza di gara.

La domanda che è lecito porsi è come mai si sono registrati dei surriscaldamenti nelle power unit della Stella, visto che le identiche unità 1 e 2 non avevano mostrato grossi problemi di affidabilità. A Brixworth non sembrano troppo preoccupati, visto che i propulsori che stanno girando al banco prova sono già in grado di esprimere potenze superiori di una ventina di cavalli almeno.

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