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F1 | Resta: "Mercedes punta a vincere. Le regole 2026? Una tempesta perfetta!"

L'ingegnere italiano, ex ferrarista, è il vice DT della Mercedes: il faentino racconta l'ambiente ideale in cui si è venuto a trovare grazie alla chiamata di Allison. Con la W16 conta di rompere la superiorità McLaren sebbene la vettura ora stia soffrendo. Considera il regolamento 2026 maturo e secondo Simone vedremo F1 tanto diverse.

Simone Resta, Mercedes

Simone Resta, Mercedes

Foto di: Franco Nugnes

La Mercedes vuole tornare in un ruolo dominante in F1 con il cambiamento delle regole del 2026 e la stagione in corso nel team di Brackley è considerata di... allenamento, non solo nella preparazione del baby fenomeno che è Kimi Antonelli, il giovane bolognese che sta scoprendo le più svariate sfaccettature dei GP dalle difficoltà di Imola con il problema all'acceleratore, al botto in qualifica a Monaco. In realtà nella squadra della Stella c’è la volontà di vincere delle gare al più presto e Simone Resta, vice team principal di James Allison ci sta provando. Il tentativo non è facile: nel Principato le W16 sono in un ruolo di retroguardia (Russell ha accusato un problema elettrico), ma la Stella vuole tornare a... brillare presto.
 
L’ingegnere nato a Faenza 54 anni fa ha avuto l’incarico di sviluppare la W16: la Mercedes nell’era delle monoposto a effetto suolo non ha più raccolto grandi soddisfazioni (cinque vittorie in quattro anni, dopo un periodo, quello dell’era ibrida in cui agli avversari aveva lasciato solo briciole), e l’ambizione è di riprendere un cammino interrotto, anche se c’è una McLaren che sembra tenti la fuga. 

Simone Resta nel box con George Russell

Simone Resta nel box con George Russell

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images


La storia di Simone Resta è curiosa perché è scandita da un fil rouge legato alla Ferrari: che grande differenza c'è fra il lavoro a Maranello e quello in Mercedes? 
"Sono partito dalla Minardi, che era il team più piccolo sulla griglia, passando poi in Ferrari nel 2001, che in quel momento era la squadra più grande. Ho lavorato 24 anni come dipendente Ferrari e sono stato impegnato su diversi progetti, principalmente su quelli di F1 del Cavallino, ma per Ferrari anche stato destinato al progetto Alfa Romeo e poi a quello Haas, che è al momento è la struttura più piccola”.  
 
“Da ottobre sono in Mercedes, quindi ho vissuto dei cambiamenti tra dimensioni di team diversi e con sfide differenti, passando da un Costruttore completo che fa telaio e motore ad altri che sono clienti. Ora ho iniziato l’avventura in Mercedes, un Costruttore globale, fornitore anche di power unit per i clienti. Ho trovato tanta passione e competenza in tutte queste squadre”.  
 
“In Mercedes, sinceramente, penso di aver trovato l'ambiente ideale che si adatta bene alle mie caratteristiche. C’è un clima molto aperto alle diverse esperienza e di cultura è un team internazionale aperto a raccogliere indicazioni ed opinioni diverse, che vuole migliorare. Sono certo di aver trovato una squadra dove è possibile fare bene portando delle idee". 
 

James Allison, Direttore Tecnico Mercedes, ha voluto Resta a Brackley

James Allison, Direttore Tecnico Mercedes, ha voluto Resta a Brackley

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images


Quali sono le tue competenze da vice direttore tecnico? 
"Prima di tutto il mio compito è stare a stretto contatto con James (Allison ndr) e con tutto il gruppo tecnico. James è il Direttore Tecnico, io sono il suo vice, e in qualche modo ci siamo divisi i compiti; lui ha la visione d'insieme sull'intera parte tecnica e si concentra principalmente sul progetto 2026, mentre io mi sto dedicando al 2025, quindi più su cose a breve o medio termine, ma anche su quelle strategiche a più di lungo termine. Mi riferisco a cose che vanno oltre il prossimo anno in materia di sviluppo delle competenze e delle infrastrutture tecniche. Si tratta di adeguare tutti processi di lavoro all’evoluzione della F1”. 
 
Ti stai dedicando allo sviluppo della W16 e quando si fermerà questo lavoro ti dedicherai ad altro? 
"Mi dedicherò più specificatamente al 2026, ma in realtà lo sto facendo anche ora e l'ho già fatto nei mesi passati, pensando al lungo termine. Ho avuto un momento molto intenso in febbraio-marzo". 

Mercedes W16, dettaglio tecnico del braccio dello sterzo psostato indietro

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Foto di: Giorgio Piola


 
Ma per dare un'idea di lungo termine: a Brackley, per esempio, è arrivato il momento di realizzare una nuova galleria? 
"Non c’è bisogno di nuova galleria, ma se vogliamo aggiornarla per migliorarne alcuni aspetti e fare piccole modifiche: questo è uno sviluppo di competenze che seguo io insieme al capo dell'aerodinamica. Lo stesso vale per il simulatore o sui metodi di lavoro, i modelli, l’organizzazione dei gruppi o le assunzioni: sono aspetti che seguo con interesse". 
 
Avevi instaurato un ottimo rapporto con James a Maranello e ora si è riformata la coppia in Mercedes? 
"In un team così grande non penso che si possa dire che c’è una coppia. Ci siamo conosciuti a inizio anni 2000, quando io seguivo la parte meccanica Ferrari e lui curava l'aerodinamica in pista. Poi ci siamo lasciati e ritrovati a fine 2013 quando, rientrati in Ferrari, lui era Direttore Tecnico e io sono diventato progettista: devo dire che abbiamo lavorato bene assieme. Penso che ci sia una grande stima reciproca: è una grande persona e un grande tecnico. Per me è un onore lavorare con lui, ma devo dire in generale con il gruppo di Brackley, che è molto forte e dove c'è un bel clima perché si sta molto bene assieme". 

Ecco le power unit Mercedes dominatrici dell'era ibrida

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Foto di: Mercedes AMG


L'anno prossimo avrete una grande responsabilità: il motore Mercedes, a detta di tutti, sarà la power unit 2026 del nuovo regolamento più competitiva... 
"Mi domando: tutte queste persone che parlano, come fanno a saperlo? Perché in Formula 1 l'unica cosa che conta è la pista. Ci sono motori che girano solo al banco e sono tutti banchi diversi. Sarà sicuramente interessante, avremo anche clienti come McLaren, che sta facendo molto bene, Alpine e Williams. È chiaro che noi punteremo a vincere e, quindi, dovremo riuscire a fare l'ultimo salto di qualità”.  
 
“Sono contento che già quest’anno abbiamo fatto un bel passo avanti; sul giro singolo penso che stiamo mostrando di essere molto competitivi e dobbiamo trovare un po' la quadra sul ritmo di gara, specialmente in delle condizioni molto calde come a Miami, Jeddah o Imola". 
 
Il controllo delle temperature delle gomme dipende dalla gestione dai cestelli o riguarda più la meccanica? 
"Penso che il raffreddamento dei cerchi tramite le prese d'aria sia una componente molto importante, ma non è l'unica. Ci può essere qualcosa di meccanica e gestione del passo. È chiaro che se uno ha tre decimi di margine sul passo, può gestire meglio le condizioni alle alte velocità e scaldare meno le gomme. Credo che ci siamo diversi ingredienti che si intrecciano e non c'è solamente una variabile. Però sicuramente i cestelli sono un argomento di interesse importante". 
 
Ad Imola avete portato un pacchetto molto interessante: è la base per fare il salto? 
"È chiaro che siamo alla fine di un ciclo regolamentare dove trovare dei grossi miglioramenti è sempre un pochino più difficile, man mano che passa il tempo. Ma è così per tutti. Però abbiamo portato un pacchetto con una nuova ala anteriore, delle piccole modifiche nell'area della presa d'aria, della sospensione anteriore, e anche sul lato telaio, c’era una modifica sulla carrozzeria. Cerchiamo di fare dei passi avanti, ma non sarà stato l'ultimo sviluppo perché stiamo lavorando anche su altro". 

Mercedes, dettaglio tecnico dell'ala anteriore portata a Imola

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Foto di: Filip Cleeren


Cosa state preparando? 
"Cercheremo di portare ancora qualcosa in Spagna, aggiornando chiaramente l'ala alle nuove verifiche, e poi cercheremo di portare più performance in macchina. Abbiamo diverse soluzioni pianificate e stiamo ancora definendo per portarne altre. È chiaro che, come tutti i team, siamo di fronte a un dilemma: c'è il 2025 che ci vede competitivi, però un pochino dietro sul ritmo di gara. E c'è il 2026 che sarà un anno importantissimo per riportarci davanti. Quindi non nascondo che dobbiamo bilanciare le due cose e magari il 2026 sta prendendo sempre più importanza rispetto al 2025". 
 
Ma c'è un termine sugli sviluppi che possono arrivare sulla W16? 
"Penso che da questo momento fino alla pausa estiva vedremo un po' cosa fare, abbiamo un approccio aperto. Abbiamo davanti ancora alcuni mesi per lavorare sulla macchina". 
 
Quindi fino al GP d'Ungheria vale la pena guardare insistere sul 2025? 
"Penso di sì, è ovvio che con James e sotto la direzione di Toto, terremo le cose sempre in revisione mese dopo mese per valutare se stiamo facendo le cose giuste. Però fondamentalmente questo sarà il nostro approccio, cercheremo di spingere fino all'estate". 
 
Quando sarà possibile la vittoria? 
"Adesso arriva Monaco, dove è difficilissimo superare, poi ci saranno altre piste. Nel frattempo, dobbiamo lavorare sul passo di gara, quindi non ci nascondiamo. Noi vogliamo vincere delle gare quest'anno, però non è facile. Ci stiamo provando con tutte le nostre forze, vedremo cosa riusciremo a fare".  

George Russell, Mercedes, in battaglia con Lewis Hamilton, Ferrari

George Russell, Mercedes, in battaglia con Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images


 
La regola FIA che cambia in Spagna può cambiare dei valori, come dice qualcuno, oppure no?  
“È chiaro che tutte le macchine sono diverse come bilanciamento, e comunque può avere requisiti diversi al variare delle velocità. Quando uno toglie del carico in alta velocità all'anteriore, magari vuol curare l'instabilità, o l'ingresso curva, ma non tutte le vetture hanno la stessa reazione, perché nel risultato finale contano la gestione delle gomme, la meccanica, e l’aerodinamica. E va messo tutto assieme. Per cui è difficile dare un'indicazione sugli altri, non sapendo che bilancio hanno. Non penso che sia un cambiamento fondamentalmente grosso, però può avere degli effetti a seconda delle macchine. Non mi aspetto di vedere degli sconvolgimenti, ma più delle cose di secondo ordine su cui bisognerà lavorare, però non mi aspetto di vedere una griglia molto diversa". 
 
La domanda più diretta è se la McLaren pagherà un dazio avendo il grande vantaggio di un pacchetto funzionante e non solo sull'ala... 
"Penso che più o meno tutti vadano al limite del regolamento su certi aspetti, poi è chiaro che qualcuno sarà colpito più o meno colpito, ma credo siano cose di secondo ordine. Vedremo, sono curioso anch'io". 
 
Direttori tecnici come Adrian Newey, fino a 4-5 mesi fa, dicevano che le vetture 2026 sarebbero state terribili. Ora pare aver cambiato idea e ci abbia messo curiosità. Qual è la tua chiave di lettura? 
"Innanzitutto, il regolamento ha avuto una forte evoluzione, in questo momento ci ho trovato una sua stabilità. Penso sia abbastanza maturo, anche se ci sono affinamenti continui sul lato dell’aerodinamica, piccole cose che vengono definite, però fondamentalmente è definito. E questa è una cosa positiva. Da inizio gennaio tutti i team hanno potuto fare lo sviluppo in galleria e in CFD, potendo toccare con mano come lavorano queste vetture: avendo cominciato lo sviluppo si è cominciato a recuperare il carico perso". 
 

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Foto di: FIA

Quindi le simulazioni che ogni singola squadra ha realizzato per collaborare con la FIA, cercando di risolvere un problema, non erano rappresentative? 
"No, sono vere, ma all'inizio la Federazione, che ha un gruppo di tecnici bravi, ma abbastanza limitato nel confronto con le strutture delle squadre, ha definito dei passi di sviluppo del regolamento e ha chiesto ai team di svolgere alcuni esperimenti. Ma una volta che si è cominciato a lavorarci mettendo in campo molte più risorse, è inevitabile che il miglioramento sia stato molto accelerato”.  
 
“Penso che il regolamento 2026 ormai sia stabile e se sommiamo che i tecnici dei team iniziano a capire meglio come funzionano le vetture, ci troveremo di fronte a uno dei cambiamenti più grandi della storia della F1, perché arriva tutto sincronizzato. Ci sarà un motore completamente nuovo, senza MGU-H ma con benzine sostenibili. Ma non c’è solo questo perché si aggiungerà una nuova aerodinamica, senza effetto suolo, quindi torneremo indietro. E poi ci sarà una nuova elettronica, gomme che diventeranno più piccole e macchine che peseranno 50kg in meno rispetto alle vetture attualo. Aggiungeremo nuovi requisiti di sicurezza, quindi modifiche sui pannelli del telaio per l'omologazione. Di conseguenza vuol dire che anche tutta la meccanica sarà rivista, quindi nuove trasmissioni, modifiche alle sospensioni, ai freni, e debutterà l’aerodinamica attiva. È un po' come la tempesta perfetta, arriva tutto assieme, mentre in passato le cose sono state sempre un po' sfasate”. 
 
“La sfida è molto complessa ma offre dell'opportunità, perché ci saranno diverse possibilità per cercare di fare la differenza. Diciamo che sarà un regolamento che porrà i team di fronte a più rischi di sbagliare rispetto a quello attuale". 
 
Ma è corretto dire che sarà un regolamento sostanzialmente di motore? 
"Non penso, il motore è una parte importante, ma come dicevo prima, le gomme cambiano e il peso avrà un effetto molto importante sulle prestazioni". 
 
Quindi sarà un obiettivo difficile da raggiungere? 
"Molto difficile da raggiungere, una sfida davvero impegnativa. La Federazione anche per andare incontro all'esigenza dei piloti, ha voluto fare vetture più leggere e più maneggevoli. Questo porterà a fare delle scelte: creare una vettura più leggera o più aerodinamica?".

"Vedremo monoposto molto diverse negli approcci alle regole, perché i discorsi sul peso e le gomme si incroceranno con quelli sull'aerodinamica. Il nuovo regolamento include anche il tema della gestione delle scie per i sorpassi e senza effetto suolo si farà un passo importante. Quindi non c’è solo la power unit, che avrà una parte importante, ma sarà uno degli ingredienti di questo puzzle complesso". 
 
Dunque, si riuscirà di nuovo a mantenere le macchine in scia? Per raggiungere questo l'obiettivo la FIA si è complicata la vita arrivando a questa regolamentazione complessa... 
"Se avessi la sfera di cristallo forse farei qualcos'altro nella vita, però se guardiamo il regolamento 2022, all'inizio del regolamento con l’effetto suolo era più facile stare in scia, perché comunque le vetture erano meno spinte. Poi un po' alla volta quando si sono sviluppate le monoposto e si è giocato sulle scie, tutto si è complicato. Penso che vivremo una cosa simile, all'inizio sarà più facile e poi un po' alla volta, con lo sviluppo, sarà da vedere che strada prenderanno i team". 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images


 
Temi che in rettilineo vedremo piloti fare il lift and coast per ricaricare le batterie, o questo fenomeno può essere evitato con l’evoluzione delle vetture? 
"Magari ci saranno questioni da capire in base alla pista dove si andrà a correre, su molti tracciati il problema non sarà evidente. Probabilmente si vedrà a Monza, ma sull'utilizzo della power unit ci saranno già delle modifiche; quindi, sinceramente non penso che sarà un grande tema. Vedremo...". 
 
Ci potrà essere qualche buco di regolamento nell'interpretazione delle regole, che potrebbe portare a una lettura delle norme diversa da come è stata pensata?  
"Penso che la Federazione sia molto attiva in questo momento nel ricevere indicazioni da tutti i team per chiudere tutti i buchi di regolamento. Non credo che ci saranno sorprese, le norme mi sembrano definite in modo abbastanza completo. Sono sicuro che vedremo progetti molto diversi per cercare di fare la differenza". 
 
Quindi le polemiche che stiamo vivendo sono abbastanza strumentali?  
"Non so, la FIA mi sembra sia riuscita a fare un buon lavoro: ha messo insieme un pacchetto di regole completo che lascia molta libertà ai team per dare il loro meglio. Adesso è il momento di lavorare e non di parlare, è ora di fare la differenza”.  
 
Qual è la sfida per Resta?  
"In questo momento è riuscire a dare il mio contributo per portare la W16 alla vittoria, recuperare il distacco dalla McLaren sul passo gara". 
 
Quindi ritieni che sia una partita aperta? 
"Dobbiamo fare del nostro meglio per chiudere il gap e puntare a vincere quando saremo in grado di farlo. Non in tutte le gare, ma almeno dovremo provarci. L'anno scorso abbiamo centrato quattro GP: dobbiamo imporci anche quest'anno. Questa per me è un grande sfida. Anche perché ci sono tante cose che possiamo capire quest'anno da travasare sui progetti futuri. Ne sono sicuro”. 
 
Ci sarà un collegamento fra le attuali F1 e quelle agili?  
"Sulle sospensioni non c’è un regolamento radicalmente diverso, è chiaro che i carichi, le velocità e le gomme lo saranno, ma penso che ci sia tanto da portare al prossimo anno e conteranno molto le sinergie tra i diversi progetti". 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images


Dimmi l'ultima su Kimi: che impressione hai avuto di questo italiano che è entrato nel team, 18enne, in grado già di fare una pole position... 
"L'ho incontrato l'anno scorso, ad ottobre, quando sono arrivato a Brackley. In precedenza l'avevo visto una volta ai Caschi d'Oro, mi ricordo che era solo un ragazzino, perché si trattava di qualche anno fa. Ho avuto modo di vederlo approcciare la squadra in punta di piedi: sa lavorare duro ed è un ragazzo serio, educato. Ho notato anche un giovane molto preciso e puntuale nelle indicazioni che ci fornisce. È una figura bella, positiva. Ha avuto delle difficoltà nella gestione delle gomme, perché ha poca esperienza con le monoposto, ma sta imparando molto, molto velocemente e ha una capacità di sviluppo impressionante". 

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Può contare sull’aiuto di George? Russell è disponibile a dare informazioni? 
"Sì e c'è una bella collaborazione anche con Valtteri. C'è un clima molto positivo. George ha sette anni di esperienza in Formula 1, però è ancora giovane e per questo hanno creato un bel rapporto, sono molto affiatati". 

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