F1 | Regole da riscrivere? Albon e Lawson d’accordo: "Ora è uno sport di contatto”
Sia il pilota aglo-tailandese della Williams che quello neozelandese della Racing Bulls hanno sottolineato come le nuove linee guida sui duelli, rilasciate pubblicamente dalla FIA, abbiamo generato molta confusione, specie perché permettono di lasciare i freni e trarne beneficio, al punto che da definire la F1 quasi come uno "sport di contatto".
Nonostante siano state modificate da poco, verso la fine dello scorso anno a seguito di una riunione con tutti i piloti, Alex Albon ritiene che le linee guida sul comportamento in gara in Formula 1 debbano essere ulteriormente perfezionate, dopo essere stato vittima di diversi attacchi aggressivi in Spagna e Canada.
Al Gran Premio di Spagna a Barcellona, Albon è stato costretto a uscire di pista in Curva 1 dal pilota della Racing Bulls, Liam Lawson. Tuttavia, poiché il neozelandese era davanti, non era tenuto a lasciare spazio ad Albon in uscita, costringendo il pilota della Williams a tagliare sulla via di fuga.
Un duello simile si è verificato anche al Gran Premio del Canada a Montreal, con il pilota dell’Alpine Franco Colapinto. Con la FIA che ha pubblicato giovedì l’intero regolamento aggiornato relativo ai duelli, Albon ha espresso il suo disappunto sul modo in cui i piloti sono costretti a correre oggi, che si ricollega anche a quanto detto da Max Verstappen e Charles Leclerc qualche settimana fa, secondo cui i duelli ora sono innaturali.
Alexander Albon, Williams
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images
"Non mi piace il modo in cui gareggiamo ora" - ha risposto a Motorsport.com quando gli è stato chiesto dei suoi recenti episodi -. "Quello che è successo in curva 1 a Barcellona è un buon esempio.Se l’altra macchina ti stringe fuori e lascia il pedale del freno senza darti spazio, ha comunque diritto di traiettoria. Ma a quel punto sei già su una certa traiettoria, e l’unica cosa che puoi fare è uscire e prendere la via di fuga".
"Ho avuto lo stesso problema in Canada. Se mi butto dentro contro un’auto che rilascia il freno all’interno e mi colpisce, allora è lui a prendere la penalità. Quindi, se mi butto anche se so che non è possibile e che mi colpirà, alla fine mi conviene. Così facendo, si crea uno sport di contatto".
"Quello che penso di aver fatto finora è stato evitare gli incidenti togliendomi di mezzo, ma poi sono stato penalizzato per averlo fatto".
Liam Lawson, Racing Bulls Team, Alexander Albon, Williams
Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
Albon ha affermato che il documento, modificato in vista del 2025 dopo le discussioni iniziate al Gran Premio del Qatar del 2024 in seguito a vari episodi controversi, rimane un “bersaglio mobile” e continuerà ad essere oggetto di confronto tra i piloti.
"Credo che continueremo a parlarne. Nelle riunioni dei piloti affrontiamo spesso queste situazioni. Comprendiamo le difficoltà. Non pensiamo di sapere tutto, stiamo solo cercando di lavorare con la FIA per chiarire cosa possiamo e non possiamo fare. Credo che anch’io debba cambiare il mio approccio e seguire di più il regolamento. Come piloti, stiamo sfruttando le regole, e questo rende tutto più difficile quando ti trovi all’esterno in curva".
Lawson ha detto di comprendere pienamente la frustrazione di Albon per il sorpasso aggressivo a Barcellona. "Sì, al 100%. Se fossi stato lui, sarei arrabbiato. Perché è esattamente ciò che stiamo facendo. Sono stato anch’io nella stessa situazione, all’esterno. Lo capisco benissimo".
Liam Lawson, Racing Bulls
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
"Come piloti, troviamo sempre un modo per sfruttare al massimo il modo in cui sono scritte le regole. E così come sono scritte, permettono di mollare i freni e assicurarsi solo di avere un certo margine per buttarsi. Ma penso anche che sia molto difficile scrivere regole che non lo consentano".
Lawson ha anche aggiunto che le piste con vie di fuga asfaltate contribuiscono al fatto che i piloti si prendano più libertà. "Se si guarda l'incidente che ho avuto con Fernando [Alonso] a Miami, dove lui è finito a muro. Non era mia intenzione," ha aggiunto.
"Non sono solo le linee guida, sono anche le vie di fuga che creano problemi. Il fatto che io abbia la possibilità di essere leggermente spinto fuori e poi rientrare crea questa situazione. Ai tempi del karting, capivi istintivamente come dovevi correre, quando la curva era tua e quando no. Se provavi a restare lì quando non era tua, ti veniva dato un colpo e finivi nell’erba. Ma ora, spesso c’è spazio per uscire di pista e rientrare".
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