F1 | Regole 2026, Wolff chiarisce: “ADUO per recuperare, non per sorpassare”
Il team principal Mercedes lancia un chiaro messaggio alla FIA: gli aiuti ai motoristi in difficoltà non devono alterare gli equilibri del campionato. Il meccanismo di compensazione previsto dal nuovo regolamento deve limitarsi a ridurre il gap prestazionale senza incidere sulle gerarchie tra le power unit.
Toto Wolff, Mercedes
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Quando si tratta di usare i media per inviare messaggi, Toto Wolff raramente lascia spazio al caso. E anche questa volta il messaggio è arrivato forte e chiaro, senza troppi giri di parole. Al centro del dibattito c’è l’ADUO, una delle principali novità introdotte nel regolamento tecnico 2026, pensata per offrire ai motoristi in difficoltà la possibilità di ridurre il gap prestazionale. Secondo Wolff, però, il principio alla base di questo strumento non deve essere travisato: recuperare terreno sì, ma senza alterare gli equilibri con cambi di gerarchie.
“Deve essere molto chiaro – ha spiegato - che qualsiasi decisione, come concedere ad un motorista la possibilità di utilizzare due aggiornamenti, può avere un grande impatto sulle prestazioni e sul campionato. Tutto deve essere valutato con assoluta precisione e trasparenza. Non saranno ammessi ‘giochetti’, è fondamentale che la FIA agisca con lo spirito corretto”.
Il riferimento è diretto: i team dispongono di dati dettagliati sulle power unit e, secondo Wolff, la situazione attuale vede un solo costruttore realmente in difficoltà, Honda, mentre gli altri sarebbero sostanzialmente allineati. Da qui l’avvertimento: eventuali decisioni sull’ADUO non dovranno alterare la gerarchia emersa finora.
“Sarei davvero sorpreso e deluso se le decisioni sull'ADUO dovessero interferire con l'ordine di valori in campo che abbiamo visto finora. Il principio dell'ADUO è quello di permettere alle squadre in svantaggio in termini di potenza della power unit di poter recuperare terreno, non di superare di slancio gli avversari”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Nessuna parola viene pronunciata a caso, soprattutto da Wolff, ma il regolamento è piuttosto esplicito. Nel caso in cui un motorista accusasse un gap maggiore del 2% di potenza rispetto all’unità endotermica di riferimento, beneficerà di un aggiornamento e di un extra-budget per i costi relativi.
Se il gap supera il 4%, gli aggiornamenti diventano due. Considerando le stime iniziali (circa 530-540 cavalli per i V6 endotermici) basterebbe un gap di circa 11 cavalli per far scattare il primo livello di intervento. Numeri che, letti tra le righe, sembrano suggerire anche un certo rammarico da parte di Wolff per aver accettato un margine regolamentare così ampio a fronte di differenze relativamente contenute. Ma ormai il quadro normativo è definito, con poco margine anche per le polemiche.
Quando è stato chiesto a Wolff se le sue preoccupazioni siano da collegare al timore di un sorpasso della Ferrari sul fronte power unit, la risposta è stata chiara. “Non sono preoccupato, ma stiamo tutti monitorando come vengono prese le decisioni. Abbiamo dati precisi sulle prestazioni dei motori, nostri e della concorrenza, credo che la FIA stia esaminando gli stessi dati, e sappiamo bene che uno dei ruoli della Federazione Internazionale è proprio quello di proteggere l'integrità dello sport. Non credo vogliano permettere che una squadra sorpassi repentinamente un avversario grazie all’ADUO, visto che è stato concepito come un aiuto che garantisce la possibilità di recuperare terreno, non un bonus per scavalcare avversari”.
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