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L'olandese è settimo in griglia con un distacco di quasi sette decimi dalla McLaren di Norris. Max ha peggiorato la sua prestazione rispetto al tempo conseguito in Q2. Non solo, ma il tre volte campione del mondo il suo tempo lo ha marcato con gomme usate, mentre Perez lo ha colto con pneumatici nuovi. E c'è chi rimpiange Newey...

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

I punti mondiali si assegnano domani, quindi sulla carta nulla è compromesso. Il contraccolpo psicologico, però, c’è stato. Per la Red Bull chiudere le qualifiche di Monza in settima ed ottava posizione è stata una mazzata, tanto brutale quanto imprevista. Un conto è essere prima degli altri, che oggi vuol dire piazzarsi alle spalle di Lando Norris, altro è ritrovarsi dietro le due Mercedes e le due Ferrari. Lo scenario cambia. Il primo dato, quello che ha fatto saltare sulle sedie il box della Red Bull, è stato il calo di performance che Max Verstappen ha accusato nella Q3. Il campione del mondo ha chiuso il secondo turno di qualifica in seconda posizione, con un tempo (1’19”662) a 21 millesimi dal leader Hamilton.

Dodici minuti dopo, al termine della Q3, Verstappen si è ritrovato settimo, con il crono di 1’20”022. Nel primo ‘run’ non era andata meglio, Max aveva chiuso con l’ottavo tempo in 1’20”072. Premesso che il tempo ottenuto in Q2, per quanto più veloce, non avrebbe comunque consentito a Verstappen di migliorare la posizione sulla griglia di partenza, è comunque singolare il calo di performance coinciso con un calo di temperatura di soli tre gradi. Altro aspetto singolare: nella Q3 Perez è stato più veloce con gomme usate rispetto all’ultimo set di soft nuove conservate per l’ultimo ‘run’.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

“Siamo perplessi – ha ammesso Helmut Marko – la McLaren sembrava aver perso la superiorità che aveva a Zandvoort, e nella Q3 sono tornati al vertice. Perez con gomme usate era veloce come Max con gomme nuove, quindi c’è qualcosa che non va, normalmente un set di gomme usate è più lento di tre o quattro decimi. Resto convinto che non siamo tagliati fuori dalla lotta per la vittoria, perché la prestazione fino alla Q2 c’era ed anche perché a Monza si può sorpassare”.

La causa dell’improvviso problema che ha bloccato le Red Bull è oggetto di analisi, gli effetti sono noti. “Molto sottosterzo su entrambi i set di gomme – ha spiegato Verstappen - una cosa che al momento non capisco. Voglio dire, la macchina non era più guidabile, non riuscivo ad attaccare nessuna curva. Andare quattro decimi più lentamente rispetto al tempo della Q2 non è normale, e non credo che si possa spiegare con un leggero calo delle temperature”.

Max ha una visione diversa da Helmut Marko su quelli che possono essere gli obiettivi alla portata nei 53 giri in programma domani. “Vittoria? Non credo, ma non per la posizione di partenza. Nell’arco del weekend siamo stati troppo lenti, quando non hai una macchina ben bilanciata diventa complicato gestire le gomme nei lunghi stint di gara”.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

C’è un aspetto che colpisce molto. La Red Bull negli ultimi GP ha sempre trasmesso l’impressione di un controllo totale della situazione, anche quando ci sono stati dei problemi (dal 2021 in poi mai di grande portata) si è trattato di ‘patologie’ note che sono state affrontate con efficienza. Vedere gli ingegneri della Red Bull spostare la zavorra sull’anteriore della monoposto di Verstappen durante la sessione FP3 è qualcosa che ha colpito. “Non è cosa da Red Bull”, ha commentato un ingegnere di una squadra avversaria.

“Dobbiamo trovare il punto in cui abbiamo imboccato una direzione sbagliata – ha ammesso Marko – da Miami in poi la nostra sovranità è svanita, le gare che Max ha vinto da inizio estate sono stati successi figli delle sue qualità. Avremo un po' di tempo a disposizione prima di partire per Baku, tempo che non abbiamo avuto tra Zandvoort e Monza, e sarà importante fare chiarezza perché la situazione sta diventando più seria. Cosa sarebbe successo se ci fosse stato ancora Newey? Abbiamo una base di tecnici molto ampia, ma forse in una situazione come questa la sua enorme esperienza in Formula 1 avrebbe potuto essere d’aiuto”.

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