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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Red Bull tech: ecco perchè volevano correre a tutti i costi

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Red Bull tech: ecco perchè volevano correre a tutti i costi
Di:
Co-autore: Giorgio Piola
13 mar 2020, 11:21

La squadra di Milton Keynes è convinta di disporre nella RB16 di una vettura molto competitiva da subito. Andiamo ad analizzare come è cambiata nei test invernali per trovarsi pronta in Australia a sfidare la Mercedes che è stata attaccata anche da due lettere di chiarimento normativa sul DAS e le prese del bracket posteriore.

La Red Bull è la squadra che più di ogni altra, insieme alla Racing Point, ci ha rimesso con l’annullamento del GP d’Australia. La squadra di Milton Keynes si è presentata a Melbourne con una RB16 che doveva sfidare la supremazia della Mercedes.

Le dichiarazioni degli uomini del team erano bellicose e non è certamente un caso se la Red Bull era nella lista dei tre team che volevano correre a tutti i costi, nonostante si fosse registrato un caso positivo di Coronavirus alla McLaren, team che aveva manifestato subito la sua rinuncia al GP.

La RB16 realizzata dallo staff di Adrian Newey è sicuramente una vettura molto competitiva che si è evoluta parecchio nei test invernali di Barcellona, per trovarsi al meglio della forma al debutto stagionale australe.

Red Bull Racing RB16, dettaglio dei barge board della prima sessione di test a Barcellona

Red Bull Racing RB16, dettaglio dei barge board della prima sessione di test a Barcellona

Photo by: Giorgio Piola

Grazie ai disegni di Giorgio Piola possiamo osservare la rapida evoluzione della RB16: qui sotto si può notare il barge board con il quale la Red Bull è stata presentata e ha affrontato la prima “temporada” di test a Montmelò.

La complessa struttura aerodinamica che si collega ai deviatori di flusso ai lati delle pance era molto simile a quella che aveva concluso la stagione scorsa con un Max Verstappen in gran forma. Il barge board era caratterizzato dai due boomerang sovrapposti e dai consueti coltelli nella parte sul fondo.

Red Bull Racing RB16, dettaglio dei deviatori di flusso modificati in stile Mercedes

Red Bull Racing RB16, dettaglio dei deviatori di flusso modificati in stile Mercedes

Photo by: Giorgio Piola

Nella seconda sessione la RB16 si è trasformata con l’introduzione di un pacchetto aerodinamico molto consistente con modifiche che hanno toccato ala anteriore, cape, fondo, diffusore e ala posteriore e, ovviamente, al barge board – deviatore di flusso nel quale erano stati rivisti molti concetti.

La squadra di Milton Keynes, che ha fatto scuola con la doppia ala che racchiude le bocche dei radiatori, si è orientata verso i deviatori di flusso posti davanti al fondo della Mercedes: i tre elementi verticali del candelabro sono stati ridisegnati.

Il secondo è sparito e ha lasciato lo spazio a ben sette laminatori di flusso longitudinali: i primi tre si collegano direttamente al deviatore di flusso più grande, ma tutti sono parte di una sorta di saracinesca attraverso la quale passa l’aria opportunamente indirizzata dal barge board.

Il terzo elemento verticale è uguale al precedente: è stato aggiunto un soffiaggio nella porzione centrale del bordo d’uscita.

Red Bull Racing RB16, dettaglio della presa d'aria aggiuntiva per il motore Honda RA 620H

Red Bull Racing RB16, dettaglio della presa d'aria aggiuntiva per il motore Honda RA 620H

Photo by: Giorgio Piola

Nel sesto e ultimo giorno spagnolo è comparsa anche una presa d’aria aggiuntiva a lato dell’attacco dell’Halo al telaio: si è trattato di un periscopio che ha la funzione di aggiungere del raffreddamento alla power unit, in modo da assicurare l’affidabilità del motore Honda RA 620H accreditato di un grande salto di qualità prestazionale.

Sarebbero state soluzioni valide per battere le frecce d’argento? Ora per avere una risposta dovremo aspettare il GP d’Azerbaijan in giugno…

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