F1 | Red Bull, stop forzato dopo il crash di Hadjar: non sa ancora quando potrà tornare in pista
L’incidente di Hadjar nel pomeriggio di martedì ha danneggiato il retrotreno della RB22, spingendo Red Bull a saltare la giornata di mercoledì, soprattutto per valutare l’entità dei danni e le scorte disponibili. Avendo già girato nei primi due giorni, il team può procedere con calma, ma non sa ancora quando potrà tornare in pista.
L’incidente occorso a Isack Hadjar verso la fine del turno pomeridiano di martedì ha introdotto qualche incertezza in casa Red Bull riguardo ai piani per il prosieguo dei test di Barcellona. La scuderia di Milton Keynes salterà la giornata di mercoledì, necessaria per prendersi una pausa e valutare l’entità dei danni sulla vettura, procedendo alle riparazioni.
In condizioni di bagnato particolarmente insidiose, Hadjar ha perso il controllo all’ultima curva del circuito, tra le più veloci del tracciato, finendo in testacoda e impattando contro il muro. L’urto ha danneggiato la parte posteriore della monoposto 2026, mettendo fine anzitempo al suo turno.
Il compagno di squadra Max Verstappen aveva completato la sessione del mattino, riuscendo a effettuare un solo run sull’asciutto prima dell’arrivo della pioggia. Considerata però la mole di elementi che Red Bull deve ancora esplorare sulla nuova vettura e sulla sua prima power unit sviluppata internamente, il team ha ritenuto comunque prezioso sfruttare anche le condizioni di bagnato.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Formula 1
Il team principal Laurent Mekies ha spiegato che la squadra sta ancora valutando i piani per i prossimi giorni dopo l’incidente di Hadjar. Avendo già girato per due giorni, e con tutti gli undici team limitati a tre giornate sulle cinque disponibili, Red Bull non è obbligata a scendere in pista oggi.
Al di là del prendersi una giornata di pausa, dando modo anche agli ingegneri di valutare i dati raccolti fino ad ora, la scelta di saltare il mercoledì è dovuta proprio anche a tutto il lavoro di riparazione necessario per sistemare la vettura. Martedì Red Bull ha dedicato tanto tempo anche alle prove aerodinamiche, con vernice flow viz e rastrelli montati dietro le gomme anteriori per studiare l'andamento dei flussi.
Il problema principale, più che i danni in sé, riguarda la carenza di scorte: tutti i team dispongono al momento di un numero limitato di componenti appena usciti dalla produzione, elementi sui quali non si vuole sprecare troppe risorse in un’era di budget cap, almeno fino all’arrivo dei primi aggiornamenti.
Isack Hadjar, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
“Abbiamo imparato cose utili sul bagnato. Purtroppo non è finita nel modo giusto, ma ciò che conta è che Isack stia bene. Faremo del nostro meglio per riparare la vettura e capire cosa ci aspetta”, ha detto il Team Principal Laurent Mekies, confermando anche che il pilota francese sta bene dopo l’incidente.
“Le condizioni erano davvero difficili, quindi è molto sfortunato che sia finita così, ma fa parte del gioco. C’è molto lavoro da fare su tanti aspetti e situazioni del genere possono capitare. Le difficoltà di oggi arrivano dopo una giornata molto, molto positiva ieri, in cui Isack ha completato un buon numero di giri, imparando e fornendo feedback preziosi agli ingegneri”.
“Stiamo cercando di analizzare quanto accaduto e speriamo di avere qualche risposta. La priorità ora è valutare i danni e capire cosa questo significhi per le nostre possibilità di girare domani. Ci resta solo un giorno, quindi dobbiamo giocare bene questa carta, e l’analisi richiederà ancora qualche ora”.
Isack Hadjar, Red Bull RB22
Foto di: Formula 1
Al di là dell'incidente, Mekies ha lodato il lavoro della squadra di Milton Keynes in questa prima parte dei test, sottolineando come il team stia affrontando un’enorme sfida: portare in pista la prima power unit Red Bull Powertrains sviluppata in proprio insieme a Ford.
“Sapevamo che sarebbe stato un momento speciale essere qui per la prima volta con la RB22 e con la nostra power unit. Gli ultimi mesi e settimane sono stati incredibilmente intensi per essere pronti, ma alla fine lo eravamo: lunedì mattina la vettura è uscita dal garage pochi minuti dopo le nove con la nostra power unit, e non posso che ringraziare e fare i complimenti a tutti a Milton Keynes, sia lato telaio che lato motore. È stato incredibile vederla in pista”.
“Ovviamente è solo l’inizio e nulla è perfetto, ma abbiamo potuto girare, iniziare a imparare e lavorare come un’unica squadra. È una grande soddisfazione. Non cambia la portata del viaggio che ci attende, ma è sicuramente un primo momento di cui tutti a Milton Keynes possono essere orgogliosi”.
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