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F1 | Red Bull sorprende non solo per la PU: avversari colpiti dalla guidabilità della RB22

I piloti della Williams (che monta power unit Mercedes, quelle nell'occhio del ciclone per i rapporti di compressione) esaltano il lavoro fatto da Red Bull sul motore creato da zero negli stabilimenti di Milton Keynes: è solo sincerità o anche una buona dose di strategia mediatica?

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Il primo test pre-stagionale di Formula 1 che si sta tenendo a Sakhir, in Bahrain, non sta mettendo in luce le reali prestazioni dei pacchetti formati da monoposto e power unit, ma lascia intravedere ciò che potrebbe essere quando tutti i team saranno chiamati a non nascondersi più e a prepararsi realmente per l'avvio di stagione.

In attesa dell'ultimo test, quello chiave per capire realmente i valori in pista, c'è chi - anche un po' per convenienza - ha indicato un team che sembra già aver imboccato la strada giusta. Stiamo parlando di Red Bull

I due piloti della Williams - sì, una delle clienti di Mercedes per quanto concerne le power unit - hanno entrambi fatto osservazioni interessanti per quanto riguarda la RB22, che quest'anno sarà affidata a Max Verstappen e a Isack Hadjar.

“È ancora molto presto, ma se dovessi giudicare dai dati GPS di ieri, in questo momento è vero che qualunque cosa stessero facendo ieri alla Red Bull Ford Powertrains era chiaramente un passo avanti rispetto a chiunque altro”, ha detto Carlos Sainz.

"Non solo un piccolo passo, ma un passo avanti evidente e davvero impressionante.

“Se riusciranno a presentarsi alla prima gara con un regolamento completamente nuovo, con un motore completamente nuovo, persone nuove e si riveleranno il motore più veloce e affidabile, bisognerà togliersi il cappello davanti a loro e ammirare ciò che hanno realizzato, perché almeno quello che hanno mostrato ieri è stato davvero impressionante”.


Dello stesso avviso del madrileno è Alexander Albon. Il pilota thailandese, però, non si è limitato a confermare le impressioni di Sainz sulla power unit, ma ha anche parlato apertamente di quanto la RB22 sembri già molto guidabile.

La power unit della Red Bull

La power unit della Red Bull

Foto di: AG Photo

Un aspetto non da poco, perché mettere a punto un propulsore termico tutto nuovo e unirlo a una MGU-K da 350 kW (dunque molto più potente rispetto a quella usata fino al 2025) e trovare rapidamente una strada per sfruttare molto bene la spinta di entrambi durante il giro è rimarchevole.

"La nuova vettura è leggermente più agile rispetto a quella dello scorso anno. Innanzitutto, ci sono differenze piuttosto significative tra i team. Credo che anche solo osservando la pista, si possa notare che si segue una McLaren, si segue una Haas. Linee di guida completamente diverse, modi diversi di ottenere un tempo sul giro. Diversi schieramenti durante il giro. Quindi penso che tutto inizierà a convergere man mano che ci avvicineremo all'inizio della prima gara.

"Penso che in termini di curve, ci siano alcune squadre competitive. Penso che le prime quattro squadre siano tutte brave nei tratti tortuosi. Ma la Red Bull è forte sui rettilinei. Quello che abbiamo visto finora è... Non solo è forte sui rettilinei, ma sembra anche più costante in termini di prestazioni. Sembra che la guidabilità sia ottima".

"Al momento, gran parte del tempo sul giro dipende proprio dalla guidabilità e dalla capacità di rendere la vettura fluida nel modo più semplice possibile".

Dichiarazioni, quelle dei piloti Williams, che vanno a unirsi a quelle ben più di circostanza offerte da Toto Wolff. Sappiamo bene come il V6 realizzato a Brixworth sia nell'occhio del ciclone per i rapporti di compressione, Dunque, almeno al momento, l'atteggiamento di chi li usa sembra essere quello di spostare mediaticamente l'attenzione su un altro cuore, quello realizzato da Red Bull Powertrains.

Non c'è da stupirsi: in fondo, almeno inizialmente, sembrava che anche a Milton Keynes avessero trovato il modo di cambiare i rapporti di compressione proprio come sembra fare il V6 tedesco. Salvo poi vedere il team diretto da Laurent Mekies fare marcia indietro e schierarsi con i team protestanti. Insomma, la partita legata alle power unit è come la nuova era della Formula 1: soltanto agli albori. Così come le frecciate e le polemiche.

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